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Albenga, Franco Vazio sul Cie: “Ecco perché è impossibile che sorga nella nostra città”

"Il tema dell'immigrazione va affrontato con grande forza e lucidità, senza demagogia o strumentalizzazioni"

Albenga. “Ad Albenga non sorgerà alcun Centro di Identificazione ed Espulsione”. A ribadirlo, facendo eco alle dichiarazioni del sindaco della città delle Torri Giorgio Cangiano, è il deputato ingauno del Pd Franco Vazio.

Secondo il vice presidente della commissione giustizia alla Camera, ad Albenga non nascerà alcune Cie “per due semplici ragioni. Le istituzioni decentrate dello Stato (prefetto e questore) non hanno evidenziato situazioni di emergenza tali da richiederne la realizzazione. Inoltre, la caserma Piave e la caserma Turinetto non sono idonee allo scopo: la prima è oggetto di un progetto di valorizzazione urbanistica e la seconda è l’area sulla quale a breve sorgerà il nuovo polo scolastico. Il ministro dell’interno ieri mi ha confermato che non esiste alcuna indicazione, alcun progetto, alcuna sollecitazione per realizzare un Cie in Liguria e meno che meno in provincia di Savona”.

A confermare le parole di Vazio è lo stesso questore Giovanni Signer, che a proposito del Cie di Albenga precisa: “Non ne sappiamo assolutamente nulla e nessuno ci ha interpellati finora. Anzi, non so ancora in che modo questa ipotesi abbia preso a circolare. Il Cie è strumentale all’espulsione, che è garantita dagli accordi internazionali: non è un centro di detenzione, ma è finalizzato all’espulsione di chi non ha titolo a restare sul territorio. Fa parte di un sistema che deve funzionare. E non deve arrecare disagi al comune che lo ospita perché i soggetti sono chiusi all’interno”.

Vazio prosegue: “Comprendo che chi come Ciangherotti chiedeva la costruzione di un carcere ad Albenga non batterebbe un solo ciglio di fronte ad un Cie (centri istituiti per evitare la dispersione sul territorio di stranieri irregolari, di chi è in via di espulsione e consentire l’esecuzione del relativo provvedimento da parte delle Forze dell’ordine). Ciò nonostante prevedere la realizzazione di un Cie ad Albenga per molteplici ragioni, anche di ordine sociale, credo che non sia una scelta giusta e opportuna. Questi sono i fatti, il resto appartiene alla solita politica del dire per apparire”.

“Vero è che il presidente della Regione Liguria di Forza Italia Toti in più riprese ha ritenuto sensata la proposta di realizzare un Cie in Liguria. Così come è altrettanto vero che anche Rosalia Guarnieri, nel breve periodo in cui era sindaco di Albenga, ne auspicava la realizzazione. L’Italia è costretta ad identificare ed avviare tutte le procedure dei migranti sul proprio territorio, non perché oggi si sia deciso di procedere in questo modo, ma perché il governo Berlusconi si è obbligato a farlo firmando la convenzione internazionale di Dublino. È molto difficile procedere alle espulsioni ed ai rimpatri perché mancano le convenzioni con gli stati di origine. Maroni, quando era ministro dell’interno, annaspava nel vuoto e non ha risolto nulla: oggi è paradossale che da quella parte politica provengano suggerimenti e soluzioni miracolose”.

Secondo Vazio “il tema dell’immigrazione va affrontato con grande forza e lucidità, senza demagogia o strumentalizzazioni. Esiste il tema dell’accoglienza dei migranti e dei profughi, ma esiste anche quello delle espulsioni e della sicurezza dei cittadini. L’iniziativa del ministro dell’interno e del capo della polizia mette insieme rigore e disponibilità e pone le basi per avviare con celerità le procedure di identificazione e di espulsione: forse tutto ciò non è gradito da chi su questo tema intendeva costruire la propria credibilità politica, dimenticandosi troppo frettolosamente dei propri errori”.

“Quello che il mondo e l’Europa stanno vivendo è un fenomeno di dimensioni enormi, ma dobbiamo passare dalla fase della perenne emergenza, alla fase del gestione ordinata dei flussi e dei rimpatri. Mi pare che quanto si stia facendo vada proprio in questa direzione”, conclude Vazio.

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