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Savona, i Marinai Savonesi hanno ricordato le vittime dello scontro navale di Capo Bon foto

Nello scontro morì il STV Vanni Folco a cui, nel 1957, il suo Comandante in mare volle dedicare il Gruppo ANMI di Savona

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Savona. Il 13 dicembre 1941 mentre Savona si preparava a celebrare Santa Lucia alcuni Marinai Savonesi andavano incontro al loro destino al largo di Capo Bon nell’affondamendo del R.Incr. Di Giussano al Comando del savonese CV Giuseppe Marabotto. Nello scontro morì il STV Vanni Folco savonese anch’egli a cui, nel 1957, il suo Comandante in mare volle dedicare il Gruppo ANMI di Savona.

“Sabato 10 dicembre, nel 75 anniversario dello scontro navale, abbiamo ricordato l’avvenimento con una sobria Commemorazione in Cimitero a zinola con la partecipazione dell’Assessore Barbara Marozzi in rappresentanza del Sindaco Ilaria Caprioglio e dell’Amministrazione Comunale, sempre attenta e partecipa alle nostre manifestazioni, del Comandante della Stazione Carabinieri di Savona e dell’amico della Capitaneria il Comandante in seconda CF (CP) Giovanni Baici” spiega il presidente dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia di Savona Luca Ghersi.

“Nella commemorazione abbiamo ricordato tutti i Caduti ed i soci defunti, facendo visita alle Tombe del GM Giuseppe Aonzo MOVM Eroe di Premuda, del nostro Presidente Onorario Giacomo Luigi Scavino scomparso nel 2004 a 100 anni ed all’Ammiraglio Marabotto, nostro fondatore” conclude Ghersi.

Dal Rapporto del CV Marabotto a SuperMarina (Estratto dal testo integrale, vedi “Marinai Savonesi” ed. 2007):

Mi ha fatto un’impressione magnifica, veramente insperata, la serenità, la calma, il silenzio che regnava in plancia e nelle zone adiacenti durante lo scontro. L’ufficiale di rotta mi ha coadiuvato in modo insuperabile, il timoniere al brogliaccio in modo imperturbabile seguitava a chiedere le notizie per segnarne i tempi sul registro. Allo scoppio le persone di passaggio hanno portato nel centro un po’ di scompiglio che fu subito domato. Durante il rastrellamento della zona ho raccolto solo naufraghi in vita. Qualcuno tra cui l’aspirante GM Castracane è spirato nella lancia nonostante i massaggi. Numerose vittime sono dovute alla mancanza di calma durante la permanenza in mare, molti “Carley” si ribaltarono a più riprese con perdita del personale. Per completezza ricordiamo che i 4 caccia alleati erano l’HMS Sikh, Maori e Legion (inglesi) e l’Isaac Sweers (Olandese). Il Sikh lanciò, da circa 1000 metri, due siluri contro il Da Barbiano e sparò con tutte le armi; il Legion lanciò anch’esso due siluri contro il Da Barbiano e ben 6 contro il Di Giussano aprendo contemporaneamente il fuoco con tutti i pezzi di bordo; il Mahori lanciò e sparò contro il Da Barbiano e l’Isaac Sweers, a sua volta, aprì il fuoco contro il Di Giussano. Il Da Barbiano, colpito da almeno tre siluri e da raffiche di mitragliera che fecero strage degli ufficiali sul ponte di comando e del personale sul ponte di coperta, diventò in pochi secondi, a causa dei fusti di benzina sistemati in coperta, un immenso rogo, non riuscendo a sparare un solo colpo con i pezzi maggiori, ma soltanto qualche raffica di mitragliera, perché in pochi istanti si abbatté su un fianco ed affondò. Il Di Giussano, non ancora in linea di fila, a causa dell’inversione di rotta, s’era un poco allargato dall’altra unità e stava riportandosi in formazione quando le vedette avvistarono unità sospette a circa 20° di prora a sinistra, in direzione del Da Barbiano. Aprì immediatamente il fuoco con le mitragliere e le batterie da 100 e da 152, ma quasi subito venne centrato da un siluro e da due granate da 120, erano le 3.30. La nave è immobilizzata, sbanda e manca l’energia; le torri da 152 sono inutilizzabili, il timone non risponde e nei locali interni scoppia un incendio. Alle 4.20 il Di Giussano spezzato in due tronconi affonda.

I superstiti allo scontro furono: 687 di cui 250 sul Da Barbiano e 437 sul Di Giussano. Le perdite furono in totale 817 dovute a proiettili, esplosioni ed ustioni provocate da fuoco e vapore, ma anche dagli squali: 534 sul Da Barbiano tra cui l’Ammiraglio Toscano, Comandante della Divisione ed il Comandante dell’Unità il CV Rodocanacchi e 283 sul Di Giussano.

I Marinai Savonesi e delle zone limitrofe periti nello scontro su entrambe le unità di cui si hanno notizie certe furono: Sottotenente di Vascello Folco Vanni MBVM Savona Classe 1920; Capo di 3° Classe Zunini Agostino Classe 1912; Sottocapo Fineschi Fabiano Classe 1919; Marinaio Canobbio Mario Classe 1919; Marinaio Pacetti Aldo Classe 1920; Marinaio Traversa Sergio Classe 1920; Marinaio Giacobbe Dante Classe 1921; Marinaio Siri Angelo Pallare Classe 1918; Capo 3° Classe Prevignano Lorenzo Cairo M.tte Classe 1910.

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