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Savona, le mamme “armate” di passeggini e monopattini “invadono” il Comune. E Montaldo cede: aumenti rinviati fotogallery

L'assessore si arrende e, in mezzo alla baraonda, accetta di rinviare gli aumenti dei nido a settembre e di rivedere quelli delle mense

Savona. Un esercito di passeggini a costituire il grosso della truppa. Alcuni monopattini a fare da cavalleria leggera. E palloncini a forma di cuore a mo’ di scudo. Ecco “l’armata” che questo pomeriggio alle 17 è andata alla conquista di Palazzo Sisto, proprio mentre all’interno andava in scena il consiglio comunale. Riportando una rumorosa vittoria, con il “dietrofront” dell’assessore Silvano Montaldo: aumento per i nido rinviato a settembre, aumenti per la mensa inferiori a quelli previsti per chi ha più di un figlio.

Asili nido e mense di Savona, la protesta delle mamme

Il “casus belli” ormai è ampiamente noto: l’aumento in corso d’anno delle tariffe legate agli asili nido e alle mense scolastiche. Una questione che tiene banco ormai da quasi tre mesi: da un lato l’assessore al Bilancio, Silvano Montaldo, che giustifica quell’aumento con le esigenze di bilancio, dall’altra le minoranze (in prima fila Pd e M5S, che oggi hanno presentato due mozioni sul tema) e soprattutto loro, le mamme.

Dopo il sit-in di sabato scorso, oggi hanno deciso di farsi sentire in maniera ancora più eclatante, dandosi appuntamento in Piazza Sisto IV alle ore 17 e “invadendo” pacificamente il consiglio comunale con i propri figli. Armate, si fa per dire, di passeggini, monopattini e palloncini sono salite al primo piano di Palazzo Sisto chiedendo silenziosamente con la loro presenza l’anticipo della discussione delle due mozioni.

Lunghi applausi hanno salutato gli interventi delle minoranze, tutte schierate al fianco dei genitori, mentre il presidente del consiglio Renato Giusto tentava inutilmente di riportare l’ordine. Ad un certo punto ha pure perso le staffe: “Ci vuole rispetto, sospendo la seduta”. Ma nessuno l’ha mai realmente preso sul serio.

Di fronte alle proteste, Montaldo ha risposto scegliendo come interlocutori proprio i genitori in sala, rivolgendosi a loro, guardandoli ed esponendo le sue ragioni ormai ben note. Un discorso reso complicato dal continuo rumoreggiare delle mamme, a cui si aggiungeva il giocoso vociare dei bambini inconsapevoli della “lotta” che avveniva intorno a loro.

E alla fine, di fronte alla folla coi suoi passeggini spianati, l’assessore ha ceduto: “Propongo al consiglio comunale di rinviare all’inizio del prossimo anno scolastico l’aumento delle tariffe riguardanti l’asilo nido. Per la mensa propongo di applicarli da gennaio ma diminuendole a partire dal secondo figlio”.

Una resa quasi incondizionata, abbastanza inaspettata visto che in questi giorni più volte Montaldo si era detto “sereno” e non disposto a tornare indietro anche alla luce del fatto che Savona ha dichiarato il pre-dissesto (condizione che secondo lui metteva al riparo da eventuali ricorsi). I precedenti “scovati” prima dal M5S e poi dal Pd, però, evidentemente lo hanno convinto a ritornare sui suoi passi.

E il passo indietro è stato accolto con sconcerto dalle stesse minoranze, quasi incredule. “Ma non bastava pensarci prima?” si è chiesta Cristina Battaglia (Pd), che poi ha lanciato un durissimo attacco a Cristina Bellingeri: “Montaldo pensa e parla giustamente come un ragioniere definendo i soldi per il nido ‘perdite’. Io li chiamo ‘investimenti nel sociale’, ma questo dovrebbe spiegarglielo Bellingeri…”. Mentre anche in questa occasione, come spesso è accaduto, l’assessore ai servizi sociali è rimasta in silenzio, dietro lo “scudo” di Montaldo che, al di là della sconfitta di oggi, appare sempre più l’autentico “plenipotenziario” di questa giunta.

Dopo una sospensione del consiglio Bellingeri, evidentemente punta sul vivo, ha deciso di parlare pubblicamente. “Sono in difficoltà perché in una persona devono coesistere due anime, quella ‘ragioneristica’ e quella umana. Da me vengono tutti i giorni persone in difficoltà, ma poi mi trovo poi ad aver a che fare con i numeri. Il fatto che non ci sia mai stato un aumento dal 2003 è stato un grosso problema, negli altri Comuni questo non è successo: forse se fosse accaduto un po’ per volta invece che ora tutto di un colpo sarebbe stato meglio… Non conosco nulla che non sia aumentato dal 2003 ad oggi. Per questo mi confronto spesso con l’assessore al Bilancio, ci penso anche di notte…“. L’intervento però ha suscitato il risultato opposto a quello sperato: la sala è esplosa, tra rabbia e ilarità. “Ma che risposta è??!? – hanno tuonato in tanti – Era meglio quando non parlava, sta peggiorando la situazione”…

Nonostante la decisione di Montaldo, però, le due mozioni (di M5S e Pd) sono state ugualmente respinte dalla maggioranza su indicazione dello stesso assessore, tra la rabbia e le urla dei genitori presenti in sala. Poco dopo è invece stata approvata una nuova mozione urgente, presentata dalla maggioranza, dai contenuti simili alle precedenti, che prevede “il differimento dell’applicazione tariffaria dell’asilo nido dall’anno scolastico 2017/18” e “la rideterminazione della riduzione per il secondo figlio e seguenti per la mensa scolastica”.

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