IVG.it -  Notizie in tempo reale, news a Savona, IVG: cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Matteo Debenedetti nel Cda di Ata, il M5S: “Troppi incarichi in società collegate, c’è conflitto di interesse”

"Debenedetti è legato a Ecosavona e Vbm, entrambe legate in modi diversi ad Ata"

Savona. Una serie di incarichi su aziende che sarebbero collegate tra loro e che per questo potrebbe costituire un conflitto di interesse tale da portare alla revoca della nomina.

E’ questo l’oggetto dell’interpellanza presentata dai consiglieri comunali di minoranza del Movimento 5 Stelle di Savona Salvatore Diaspro, Milena Debenedetti, Andrea Delfino e Manuel Meles. A scatenare i pentastellati, la decisione dell’amministrazione comunale del sindaco Ilaria Caprioglio di indicare Matteo Debenedetti come membro del consiglio d’amministrazione di Ata spa.

“Nelle scorse settimane, a seguito del rinnovo del consiglio di amministrazione di Ata spa, l’assemblea dei soci ha provveduto alla nomina di Matteo Debenedetti quale consigliere di amministrazione della società – ricordano i consiglieri del M5s – All’atto di nomina e ancora tuttora, Debenedetti risulta essere vicepresidente di Ecosavona Srl, società che gestisce la discarica del Boscaccio presso cui il Comune di Savona (per tramite di Ata, che procede alla raccolta), conferisce i rifiuti”.

Tra l’altro, secondo i pentastellati “l’atto di nomina di Debenedetti non è ancora stato pubblicato nell’apposita sezione del sito di Ata, in violazione dell’articolo 8 del decreto legislativo 33/2013, insieme ad altri atti come il curriculum e i dati relativi all’assunzione di altre cariche, presso enti pubblici o privati, e relativi compensi a qualsiasi titolo corrisposti”.

Tornando ai rapporti di Debenedetti con Ecosavona, i consiglieri a 5 Stelle ricordano che “la società Ecosavona è il principale creditore di Ata, dovendo ancora ricevere una somma pari a un milione e 100 mila euro al 31 dicembre 2015, importo pari al 17 per cento del debito di Ata verso i fornitori. A seguito di anomalie delle passate gestioni societarie e delle precedenti amministrazioni ed in continuità con le stesse, Ata fa tuttora da tramite tra il Comune ed Ecosavona per il pagamento del costo di conferimento dei rifiuti in discarica”.

Secondo i consiglieri, “per ridurre il costo del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti e per rispettare le percentuali di raccolta differenziata imposte dal decreto legislativo 152/2006, la misura più efficace da attuare è incrementare la raccolta della frazione differenziata in modo da ridurre contestualmente il quantitativo di rifiuti da conferire in discarica. E’ evidente che la riduzione del costo di smaltimento sia un interesse primario della collettività, quindi del Comune e di Ata, e che questo obiettivo sia direttamente dipendente dalla riduzione del quantitativo di rifiuti da conferire presso la discarica di Ecosavona. Gli interessi di Ata ed Ecosavona, pertanto, sono in conflitto sotto il punto di vista economico ed hanno un’incidenza molto rilevante sotto il profilo dei flussi di denaro tra Comune, Ata ed Ecosavona”.

Insomma, secondo i consiglieri del M5S, in qualità di membro del Cda di Ata Debenedetti avrebbe tutto l’interesse a ridurre la quantità di rifiuti indifferenziati da conferire in discarica per far risparmiare Ata (che paga questo servizio) ma in qualità di vicepresidente della società che gestisce la discarica avrebbe un “interesse” diametralmente opposto.

Ma non finisce qui: “La società Vbm srl, di cui Debenedetti è socio amministratore unico, intratterrebbe rilevanti rapporti economici con Fg Riciclaggi Srl, importante fornitore e secondo creditore di Ata dopo Ecosavona che deve ricevere una somma pari ad oltre 875 mila euro al 31 dicembre 2015, circa il 13 per cento del debito di Ata verso i fornitori. E’ del tutto evidente che il ruolo ricoperto dal Debenedetti in Ata lo pone in conflitto di interessi, ancora più grave rispetto alla sua presenza in Ecosavona, in quanto il vantaggio economico potenziale, seppur indiretto, può influire direttamente sul reddito della società del Debenedetti”.

Insomma, sempre secondo i pentastellati Debenedetti è amministratore unico di una società la cui sopravvivenza dipende da quella di Fg Riciclaggi, che a sua volta dipende dal pagamento che deve effettuare Ata. Insomma, un cumulo di incarichi che crea non poco caos e che per i consiglieri del Movimento 5 Stelle potrebbe costituire un conflitto di interesse.

Per queste ragioni, Diaspro, Debenedetti, Delfino e Meles hanno presentato un’interpellanza per sapere “siano le motivazioni che hanno indotto l’amministrazione a scegliere Matteo Debenedetti quale membro del CdA di Ata, a fronte della sua posizione in Ecosavona; per sapere se non reputano che la posizione ricoperta dal Debenedetti in Ecosavona sia foriera di conflitti di interessi nell’ambito dell’ordinaria attività della società Ata in relazione ai rapporti esistenti tra le due società; per sapere se siano a conoscenza del fatto che la Vbm del Debenedetti sia in rapporti con Fg Riciclaggi e se non ritengano tale posizione foriera di confliitti di interessi”.

Ancora, i pentastellati interrogano la maggioranza “per sapere per quale motivo l’amministrazione non abbia preteso le dimissioni del Debenedetti da Ecosavona prima dell’accettazione della nomina, ovvero abbia proceduto a nominarlo a fronte della continuazione del proprio incarico di consigliere di amministrazione in Ecosavona; per sapere se intendano procedere, anche chiedendo la convocazione di apposita assemblea dei soci, alla rimozione delle cause di conflitto di interessi, anche mediante la revoca dell’incarico di consigliere al Debenedetti”.

Secondo i consiglieri, la nomina di Debenedetti deve essere revocata: “L’assemblea dei soci ha il dovere e il potere di intervenire al fine di far cessare le situazioni di conflitto di interessi degli amministratori di Ata. In dottrina molti elementi permettono di sostenere come il fenomeno del cumulo di cariche sociali sia illecito, da un lato, perché viola la norma del divieto di concorrenza delle società per azioni (di cui all’articolo 2390 del codice civile nella parte in cui essa vieta all’amministratore di esercitare un’attività concorrente per conto terzi), dall’altro perché favorisce il determinarsi di situazioni di conflitto di interessi e quindi di violazioni dell’articolo 2391 del codice civile qualora l’interesse dell’amministratore sia in contrasto con quello della società”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di IVG.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.