Borgio Verezzi, via all'inchiesta pubblica sul Puc: bagarre in sala consiliare - IVG.it
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Borgio Verezzi, via all’inchiesta pubblica sul Puc: bagarre in sala consiliare

Durante la prima assemblea sono state discusse le oltre 90 osservazione presentate da oltre 60 abitanti della cittadina rivierasca

Borgio Verezzi. Si è tenuta in una sala consiliare gremita la prima udienza dell’inchiesta pubblica sul Puc del Comune di Borgio Verezzi convocata per discutere le oltre 90 osservazione presentate da oltre 60 abitanti della cittadina rivierasca. Alla serata hanno partecipato tanti cittadini, associazioni e comitati, tra i quali il Wwf e Italia Nostra.

“Quella di Borgio è la prima inchiesta pubblica su un Puc della Liguria – ha fatto notare Nicola Poggi, dirigente del settore urbanistica della Regione – Il pubblico è stato molto corretto e i progettisti sono stati sintetici e chiari. Spero che anche le altre due sedute siano così”.

“Al termine delle sedute verrà redatto un rapporto che verrà sottoposto alla comitato tecnico per la Vas e poi confluisce nell’istruttoria. All’inchiesta pubblica non va data enfasi eccessiva, ma non va sottovalutato l’apporto che può dare, che è consultivo e può sostituirsi ad altri strumenti. Ci sono state molte osservazioni per il Puc di Borgio: evidentemente c’è una partecipazione molto forte. Ritengo che sia importante che i cittadini intervengano sul Puc. In fondo è l’atto più importante di un’amministrazione”.

E tra i cittadini più agguerriti ci sono gli esponenti dell’associazione Agorà: “La prima serata è andata molto bene – dicono la presidente Anna Porrini e la vice Paola Pregliasco – Noi vogliamo ribadire il no al consumo di suolo, no ad altri volumi residenziali, no a un Puc predatore e no alla logica medioevale del baratto. Useremo tutti gli strumenti che la legge ci dà per opporci all’approvazione. In questi cinque anni abbiamo avuto una costanza che ci ha dato risultati e perciò continueremo”.

Quanto emerso nel corso della serata ha fatto storcere il naso al sindaco Renato Dacquino: “Tutto il lavoro fatto in tre anni è stato dimenticato – ha tuonato – Qualcuno ha dimenticato che abbiamo fatto 10 incontri pubblici e 53 incontri in comune con singoli cittadini e ha deciso di discutere questi temi pubblicamente, con la stragrande maggioranza dei partecipanti da sempre critico al nuovo Puc. Tutti avranno le risposte corrette e documentate alle loro ragioni”.

In tanti hanno criticato l’eccessivo cemento previsto dal Piano: “I metri quadri di cemento sono limitati. E sono strumentali allo sviluppo del paese che non ha una piazza, un centro storico, un’area per negozi, una passeggiata, una viabilità. Il nostro dovere come amministrazione è portare fatti concreti, con responsabilità. Se questo è fare cemento, chi parla fa solo demagogia. In tre anni nessuno ha dato alcun contributo, la prima volta che abbiamo parlato di Puc in quest’aula nessuno ha aperto bocca. Se la politica è remare contro senza portare alcun contributo, allora io la rifiuto”.

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