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Velox, il dato: “Coi due apparecchi di Albenga già 5 milioni di euro di multe in tre mesi”. La Provincia smentisce

Secondo Eraldo Ciangherotti, dal 3 agosto i due velox hanno già rlevato migliaia di infrazioni. Monica Giuliano, però, nega che ci saranno altrettante multe

Albenga. Due apparecchi che in soli tre mesi hanno immortalato migliaia di infrazioni che porteranno nelle casse della Provincia oltre 5 milioni e 130 mila euro, con una proiezione di incasso stimata in oltre 20 milioni di euro l’anno.

Sono questi, secondo il consigliere provinciale (nonché consigliere comunale di Forza Italia ad Albenga) Eraldo Ciangherotti e il sindaco di Villanova d’Albenga Pietro Balestra i numeri dei due autovelox posizionati lungo la Sp6 San Fedele-Lusignano che da qualche giorno sono al centro di una rovente polemica politica tra i sindaci del comprensorio ingauno e la Provincia di Savona guidata dal presidente Monica Giuliano.

Nelle scorse ore Ciangherotti ha reso noti i dati riguardanti le potenziali infrazioni rilevate dai due apparecchi a partire dal 3 agosto scorso. Per quello che riguarda il primo, che monitora il traffico che va da Albenga a Villanova, in tutto sono stati rilevati 12.267 infrazioni per eccessi di velocità fini ai 60 chilometri orari (per un totale di 502.947 euro di multe), ben 15.733 infrazioni per eccessi tra i 61 e gli 89 chilometri orari (per 2 milioni e 643 mila euro), 207 infrazioni per eccessi tra i 90 e i 109 chilometri orari (per 109.089 euro) e ancora 25 infrazioni per eccessi oltre i 110 chilometri orari (per 20.525 euro). Dall’altro lato, l’apparecchio che controlla i veicoli in viaggio da Albenga a Villanova ha rilevato 7 mila e 33 infrazioni per eccessi fino ai 60 chilometri orari (per 288.353 euro), ben 8.862 infrazioni per eccessi tra i 61 e gli 89 chilometri orari (per un milione e 489 mila euro circa), altri 140 infrazioni per eccessi tra i 90 e i 109 chilometri orari (per 73.780 euro) e infine 9 verbali per eccessi oltre i 110 chilometri orari (per 7.389 euro).

Secondo Ciangherotti, in tutto i due apparecchi avrebbero rilevato decine di migliaia mila multe che porteranno nelle casse della Provincia oltre 5 milioni e 130 mila euro di incasso. Il sindaco di Villanova d’Albenga Pietro Balestra fa notare che questa cifra è ben superiore a quella prospettata nel bilancio previsionale discusso dall’assemblea dei sindaci all’inizio della settimana che si sta concludendo e cioè un milione e 300 mila euro.

velox sp6

“Il presidente della Provincia aveva detto che il bilancio non si regge sulle multe degli autovelox, soprattutto quelli posizionati con i blitz di Ferragosto – dice Balestra – Eppure, a fronte dell’esigua (si fa per dire) cifra di un milione e 300 mila euro per tutta la provincia inserita a bilancio, le contestazioni verbalizzate solo ad Albenga ammontano ad oltre 5 milioni e 130 mila euro. E solo nell’arco di tre mesi. La cifra, moltiplicata per quattro, darebbe oltre 20 milioni di euro all’anno. E solo con i due velox di Albenga. Presidente Giuliano, ci potrebbe aiutare a capire? O gli uffici contabili hanno messo dati previsionali clamorosamente errati (che comunque confermerebbero l’illogicità degli impianti installati) oppure c’è qualcosa che non ci torna”.

E poi, la proposta: “I dossi pedonali messi li a San Fedele garantiscono la sicurezza delle persone, non si potevano fare anche tra San Fedele e Lusignano?”.

La risposta di Monica Giuliano non si è fatta attendere: “Intanto – spiega il numero uno di Palazzo Nervi – i proventi degli autovelox messi a bilancio ammontano ad un milione e 200 mila euro e non a un milione e 300 mila. Detto questo, non sono in possesso dei dati resi noti da Ciangherotti e anzi verificherò da dove sono stati estrapolati. Potrebbe esserci un problema di privacy. A seconda di quello che verrà fuori ne parlerò con il prefetto”.

Fatte le dovute precisazioni, il presidente della Provincia specifica: “La cifra inserita nel bilancio è stata fornita dal dirigente del settore competente: non sta alla parte politica individuare quelle che sono le previsioni di bilancio sulla base di dati tecnici. Si tratta di un dato prudenziale e tiene conto di quanto il settore viabilità prevede di incassare. In altri termini, si tratta dell’importo che presumibilmente si ipotizza di incassare ed è diverso da quello che emerge a monte dalla fase di accertamento, che ha un notevole scarto e prevede una quota di contenzioso. Il numero di foto scattate dai singoli autovelox non corrisponde mai al numero di accertamenti che vengono effettivamente realizzati. Prima che il responsabile firmi l’accertamento, infatti, c’è una fase di analisi e di scarto (alcuni rilevamenti vengono scartati per molteplici motivi: contenziosi, ricorsi, situazioni imprevedibili). Insomma, una cosa è il dato che emerge dai rilevamenti e una cosa è il dato successivo all’accertamento”.

Insomma, “una cosa sono le foto scattate dai velox e un’altra sono gli accertamenti. Il dato messo a bilancio è una stima prudenziale. Ben altro sarà il dato relativo alle multe incassate, che sarà disponibile solo a gennaio (le istruttorie richiedono almeno 60 o 90 giorni per essere completate). Le foto potranno anche essere migliaia, ma occorre fare una scrematura prima di emettere le sanzioni. Quindi le migliaia di foto non corrisponderanno ad altrettante multe”.

Delle migliaia di infrazioni immortalate dai due autovelox di Albenga, quindi, non tutte riceveranno a casa una contestazione. Secondo Monica Giuliano, quindi, tutta la preoccupazione di Ciangherotti e Balestra e alcuni sindaci savonesi ha motivazioni assai discutibili: “Non capisco tutto questo show – commenta il presidente della Provincia – In nessun’altra provincia d’Italia si è mai verificato un caso del genere”

“Come ho detto in assemblea dei sindaci, il bilancio della Provincia non si basa sugli incassi degli autovelox. Rispetti ai 59 milioni di euro messi a bilancio, il peso specifico di quelli che sono gli introiti dei velox è pari a un milione e 200 mila euro. Una percentuale molto bassa. Tra l’altro l’autorizzazione all’installazione dei velox è maturata all’interno di una commissione tecnica, ma come ho detto qualche giorno fa proprio a Balestra (e anche al sindaco di Cosseria) se c’è bisogno di aumentare la velocità massima dei veicoli il 16 novembre sottoporremo la questione alla commissione tecnica e se ci saranno le condizioni lo faremo”.

I velox, quindi, non hanno motivazioni economiche né politiche: “L’installazione degli apparecchi è legata unicamente ad una questione di sicurezza. Anche perché le entrate derivanti dalle multe vengono investite nella manutenzione e nella sicurezza delle strade provinciali e non possono essere utilizzati diversamente”.

In ultimo, Ciangherotti ha polemizzato col Pd sostenendo che “gli autovelox sono la novità introdotta dal governo Renzi per permettere a Province e Comuni di fare cassa senza spesa, per rimpinguare i bilanci pubblici in rosso dovuti ai tagli del governo Renzi. Il prossimo 4 dicembre, votare sì vuol dire votare gli autovelox del Pd. Ecco perché anche alle vittime dei verbali chiediamo di alzare la voce in cabina elettorale con una bella croce sul no”.

Una polemica che amareggia molto Monica Giuliano: “Se vogliono usare la Provincia per fare i loro giochetti politici facciano pure, ma è una cosa che trovo ridicola e di cattivo gusto. E’ una cosa che avviene solo qui a Savona. La Provincia è un ente di secondo grado che vive una difficoltà estrema, non capire questo è mancanza di responsabilità e di lungimiranza”.

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