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Sportello anti bullismo e anti gender: plauso dei Comitati “Difendiamo i nostri figli”

"Sorprendono le polemiche sollevate sulla sua istituzione, che evidentemente provengono da ambienti lontani dalle reali necessità delle famiglie di oggi"

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Liguria. I Comitati “Difendiamo i nostri figli” di Genova, Imperia, La Spezia e Savona salutano con piacere ed interesse l’approvazione, da parte del Consiglio regionale della Liguria, della mozione che prevede l’impegno della Regione per la costituzione di uno Sportello dedicato alle famiglie, per l’offerta di consigli e informazioni sui temi della legislazione scolastica, del contrasto al bullismo, alla discriminazione ed alla diffusione dell’ideologia gender nelle scuole contro la volontà dei genitori.

“Da tempo i nostri comitati stanno denunciando, da un lato, la fragilità di molte famiglie, spesso sopraffatte dalla difficoltà di conciliare lavoro, complessità della società e compiti educativi; dall’altro, la diffusione nelle scuole di progetti educativi che, travalicando le competenze dell’istituzione scolastica, dimenticano di coinvolgere i genitori e rispettarne i diritti su quegli stessi temi oggi tanto dibattuti (educazione alla salute, educazione sessuale e all’affettività, libertà religiosa, rispetto ed uguaglianza, pari opportunità uomo/donna)”, si legge in una nota.

“Lo sportello per le famiglie preannunciato dalla Regione risponde ad un preciso bisogno del momento: sorprendono le polemiche sollevate sulla sua istituzione, che evidentemente provengono da ambienti lontani dalle reali necessità delle famiglie di oggi” proseguono dai Comitati.

“Stupisce, soprattutto, il fatto che lo spirito e i contenuti della mozione vengano accusati di arretratezza culturale: il rispetto della libertà educativa delle famiglie e il sostegno a questo importante e indelegabile compito dei genitori sono, piuttosto, tratti distintivi delle società moderne, democratiche, liberali, nate dal rifiuto di quei totalitarismi che, nel Novecento, avevano preso avvio proprio dall’educazione di Stato e dalla soppressione della libertà educativa dei genitori, per condizionare ideologicamente le nuove generazioni . I genitori hanno diritto e dovere di educare i figli, come recita la nostra Costituzione, e le istituzioni pubbliche, Regione compresa, sono tenute a rimuovere gli ostacoli che intralciano l’esercizio di tali posizioni giuridiche, anche fornendo precise informazioni sulla normativa vigente e incoraggiando le famiglie alla responsabilità educativa: la libertà delle nuove e delle prossime generazioni dipende strettamente dalla libertà dei genitori di oggi”, termina la nota.

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