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Sottotetti Villanova, tutti assolti anche nel processo “bis”

A giudizio c'erano il costruttore, i progettisti e un tecnico del Comune, secondo il giudice "il fatto non sussiste": a luglio la Corte d'Appello aveva confermato le assoluzioni del processo "madre"

Villanova d’Albenga. Cambia il giudice, ma non l’esito del processo. Si è chiuso infatti con quattro assoluzioni “perché il fatto non sussiste” il processo “bis” per la vicenda dei sottotetti di Villanova D’Albenga.

A giudizio c’erano il titolare della Came srl (impresa che aveva costruito le villette finite sotto sequestro) Stefano Melis, il direttore del cantiere Alessandro Barilaro, il geometra Gianfranco Navone e Cristian Orrù, tecnico comunale di Villanova. Per tutti il giudice Filippo Pisaturo ha quindi pronunciato una sentenza di assoluzione (per le motivazioni bisognerà attendere 90 giorni).

Al centro del processo c’era la costruzione di cinque villette (per un totale di undici appartamenti) lungo la provinciale 6, in località Valloni, che erano state sequestrate dalla Guardia Forestale. Agli imputati, a vario titolo, la Procura contestatava i reati di lottizzazione abusiva e abusi edilizi in relazione alla costruzione degli immobili.

Nel mirino degli inquirenti era finito il rilascio dei titoli edilizi concessi sulla base dell’articolo 10 del piano regolatore del Comune di Villanova che, secondo la tesi degli inquirenti, era illegittimo. L’articolo in questione esclude dal computo dell’indice di fabbricazione la parte relativa ai sottotetti nella costruzione delle nuove case (il comma 4 specifica che “i volumi ubicati nei sottotetti non vanno computati ai fini del volume urbanistico dell’edificio e possono essere utilizzati con destinazione d’uso residenziale”). Gli inquirenti quindi contestavano che sfruttando questo articolo in località Vallone fossero stati costruiti volumi per 3238 metri cubi anziché 1780.

Tesi contestata dai legali degli imputati, gli avvocati Fausto Mazzitelli e Giorgio Cangiano, che, facendo anche riferimento alla sentenza della Corte d’Appello di Genova (che nel luglio scorso ha confermato in toto le assoluzioni per il primo processo dei sottotetti di Villanova relativo alle villette di località Grassi), hanno ribadito come l’applicazione della norma fosse legittima e non si configurassero quindi i reati contestati.

In particolare, l’avvocato Cangiano, difensore di Orrù, non ha nascosto la sua soddisfazione: “E’ un risultato estremamente positivo che conferma la bontà dell’operato del mio assistito che ha applicato correttamente le norme. Questa sentenza sorride anche alle tante persone che avevano investito in questi immobili che adesso possono tirare un sospiro di sollievo”.

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