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Savona, il M5S all’attacco: “Il sindaco ha ignorato le nostre proposte per mettere le mani nelle tasche dei cittadini”

“Tutto è definito inevitabile, la maggioranza dice che non c'erano alternative, ma non ha accettato il confronto democratico"

Savona. “Perché avete aspettato l’ultimo momento utile a portare in commissione e consiglio il piano di tagli, spogliando gli organi consiliari preposti al controllo di qualsiasi potere di critica, verifica e proposte migliorative?”

A chiederlo, al sindaco Ilaria Caprioglio e agli esponenti leghisti della sua amministrazione, sono i consiglieri di minoranza del Movimento 5 Stelle, che ieri (insieme ai loro colleghi degli altri schieramenti) hanno discusso ed approvato il piano di riassestamento messo a punto dalla giunta comunale savonese.

Il piano, però, non convince del tutto i pentastellati, che dicono: “Tutto è definito inevitabile, dite che non c’erano alternative, ma non avete accettato il confronto democratico. Proprio come un vero commissario. Con la differenza che voi non siete un commissario, ma un’amministrazione votata da una minoranza di savonesi. È una inaccettabile carenza di democrazia”.

“Perché i dirigenti sono ancora tutti al loro posto, nonostante gli evidenti disastri passati, e non è stata effettuata una doverosa rotazione? – si chiedono – Perché continuate a dire che non avete trovato alcuna responsabilità potenzialmente civile o penale, quando in merito alla questione derivati la stessa Corte dei Conti ha detto che avrebbe trasmesso il materiale alla magistratura avendo dubbi sulla legittimità di alcuni aspetti?”

E poi al Pd, il cui capogruppo Battaglia oggi ha criticato i “ritardi” con cui il M5S ha presentato i propri emendamenti al piano di risanamento: “Taciamo per carità di patria sulla minoranza Pd che, non potendo criticare gli effetti devastanti delle loro gestioni, non potendo attaccare chi ora al potere sta offrendo garanzia di perfetta continuità e di non scavare troppo nel pregresso, critica strumentalmente il MoVimento 5 Stelle per gli emendamenti presentati in supposto ritardo, fingendo di ignorare che era materialmente del tutto impossibile rispettare i termini del regolamento perché la stessa convocazione del consiglio era in violazione del regolamento”.

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