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Savona, l’Operazione Equità del M5S non arriva in consiglio: emendamenti non ammessi

Il MoVimento aveva proposto, tra gli altri, tagli agli emolumenti di dirigenti e assessori, ma la pratica non è stata sottoposta al consiglio

Savona. Quattro proposte economiche (tra le quali il taglio dello stipendio degli assessori, la riduzione del fondo per i dirigenti e la riduzione dei gettoni di presenza) e tre proposte programmatiche per “prendere le distanze dalla vecchia amministrazione”. Erano gli emendamenti che il Movimento 5 Stelle di Savona aveva proposto per i consiglio comunale di oggi, in merito al piano per il riequilibrio di bilancio:gli emendamenti, però, non sono stati ammessi in discussione.

Nulla da fare dunque, almeno per il momento, per quella che mediaticamente era stata ribattezzata dagli stessi pentastellati “Operazione Equità”. Un insieme di “aggiustamenti” che, secondo loro, avrebbe potuto garantire un risparmio annuo di circa 1 milione di euro (includendo in questa cifra 500.000 euro dovuti alla reinternalizzazione della gestione dei parcheggi, oggi affidata ad Ata).

Gli emendamenti, infatti, non sono stati ammessi per una ragione meramente tecnica: sono stati presentati dopo la scadenza. “Ma era formalmente impossibile presentarli prima – spiegano dal M5S – perché la pratica di riferimento non era ancora completa. Anzi, l’errore di fondo è stato inserire nell’ordine del giorno di questo consiglio comunale delle pratiche prima che fossero complete: non si può fare finché non ci sono tutti i documenti necessari”.

In ogni caso difficilmente le proposte sarebbero state accettate dal consiglio: i dirigenti e i revisori dei conti, infatti, nelle ultime ore avevano espresso parere negativo perché, secondo loro, avrebbero esposto il Comune all’avvio di contenziosi per violazione delle regole contrattuali.

Il MoVimento 5 Stelle proponeva la riduzione fondo dirigenti a 120 mila euro (con un risparmio 240 mila euro), la riduzione del 50 per cento dello stipendio degli assessori (con un risparmio di 180 mila euro), la riduzione al minimo dei gettoni di presenza (con un risparmio di 56 mila euro) e l’internalizzazione della gestione parcheggi (con un risparmio di circa 500 mila euro). Oltre a ciò chiedeva di “prendere le distanze dall’operato dei precedenti amministratori e dirigenti” attuando tre proposte: “presentare un esposto alla Corte dei Conti in merito all’operato dei precedenti amministratori e dirigenti; far ruotare tutti i dirigenti (come previsto per legge) ed effettuare nomine per merito e non politiche come con il Cda di Ata”.

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