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Savona, Battaglia attacca il M5S: “Criticano i costi della politica e poi tardano a presentare le pratiche”

La capogruppo del Pd attacca i pentastellati per i ritardi con cui hanno presentato gli emendamenti al piano di risanamento

Savona. “Quando il Movimento 5 Stelle smetterà di fare propaganda ed inizierà ad occuparsi delle reali esigenze dei cittadini sarà sempre troppo tardi”. A dirlo la capogruppo del Pd di Savona Cristina Battaglia, che così commenta l’iter degli emendamenti presentati dai pentastellati al piano di riequilibrio di bilancio proposto dall’amministrazione del sindaco Caprioglio.

I consiglieri del M5S avrebbero voluto discutere le quattro proposte economiche (tra le quali il taglio dello stipendio degli assessori, la riduzione del fondo per i dirigenti e la riduzione dei gettoni di presenza) e le tre proposte programmatiche per “prendere le distanze dalla vecchia amministrazione” in occasione del consiglio comunale tenutosi ieri pomeriggio. Le modifiche, però, non sono state ammesse e quindi non sono passate al vaglio del parlamentino locale.

Gli emendamenti non sono stati ammessi per una ragione meramente tecnica: sono stati presentati dopo la scadenza. “Ma era formalmente impossibile presentarli prima – hanno spiegato ieri dal M5S – perché la pratica di riferimento non era ancora completa. Anzi, l’errore di fondo è stato inserire nell’ordine del giorno di questo consiglio comunale delle pratiche prima che fossero complete: non si può fare finché non ci sono tutti i documenti necessari”.

A ricostruire l’iter degli emendamenti (non senza un certo spirito polemico) è oggi Cristina Battaglia, che spiega: “Lunedì si è tenuta la commissione bilancio. Oltre quattro ore di discussione su vari punti fra cui il piano di riequilibrio decennale. Piano importantissimo perché definisce le scelte dell’amministrazione in tema di tagli e di aumenti di tariffe. Presenti per il Movimento 5 Stelle il consigliere Meles ed il consigliere Diaspro”.

“Martedì apro i giornali e leggo che i grillini avrebbero presentato in commissione mirabolanti emendamenti per risparmiare un milione di euro ed evitare che il piano potesse gravare sul fondo dei dipendenti, taglio dei gettoni, taglio degli stipendi degli assessori, internalizzazione della gestione dei parcheggi. Sento subito la mia collega Barbara Pasquali per verificare se mi fossi persa qualcosa. Quattro emendamenti presentati e discussi quando? Pure lei mi conferma di non aver visto né sentito nulla di quello che i giornali riportavano. Ma siccome entrambe sentiamo il peso degli anni pensiamo ad un vuoto di memoria, chiamiamo il presidente di commissione il quale conferma di non aver mai visto né letto emendamenti dei Cinque Stelle. Passo la giornata in ufficio certa che avrei ricevuto prima o poi il testo degli emendamenti ma nulla accade”.

“Mercoledì alle 11.39 (il consiglio era convocato per le 15) riceviamo copia di un carteggio tra il presidente del consiglio Giusto ed Eric Festa. In sintesi Festa alle 3.24 del mattino di mercoledì chiede lumi a Giusto su quanto sta accadendo ai loro emendamenti ed il presidente risponde che gli stessi (pur essendo arrivati oltre i termini previsti dai regolamenti) sono all’esame (obbligatorio) degli uffici e dei revisori dei conti. La nota inviata da Festa e firmata notte tempo dal gruppo consigliare riunito (l’ha mandata alle 3.18 senza firme e poi la rimanda firmata alle 3.24) forse a causa dell’ora tarda, dice cose incomprensibili. Da un lato chiede che gli emendamenti vengano accolti ancorché pervenuti fuori tempo, dall’altro sostiene che i punti all’ordine del giorno cui si riferiscono gli emendamenti sono illegittimi e devono essere ritirati. Insomma hanno mandato emendamenti a provvedimenti che secondo loro non dovrebbero essere discussi. Grande confusione regna sotto il cielo di Piazza Sisto”.

Prosegue Battaglia: “Ad inizio seduta, e per tutta la prima ora di consiglio, arrivano sui nostri tavoli i famosi emendamenti corredati di parere degli uffici e dei revisori dei conti (tutti negativi). Il presidente Giusto convoca una riunione dei capigruppo d’urgenza e siamo tutti d’accordo che gli emendamenti arrivati 7 secondi prima e con parere negativo non avrebbero potuto essere discussi (per logica, per buon senso). Morale (l’ho detto in capigruppo e l’ho ripetuto in consiglio ma i grillini non rispondono mai): al Movimento 5 Stelle nulla importava degli aumenti dei nidi, della mensa, dell’eliminazione dei campi solari, dei tagli ai fondi del personale, ecc. Altrimenti anziché passare il tempo a parlare con la stampa, lunedì avrebbero condiviso con noi gli emendamenti, li avrebbero illustrati e ci avrebbero messo in condizioni di analizzarli e magari di condividerli (e a quel punto sarebbero andati in aula). E invece no. Quando il Movimento 5 Stelle smetterà di fare propaganda ed inizierà ad occuparsi delle reali esigenze dei cittadini sarà sempre troppo tardi”.

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