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Savona, approvato il Piano di Riequilibrio: “Ora voltiamo pagina, nel 2017 parleremo di politica”

Approvata in toto la manovra allestita dall'assessore Silvano Montaldo per risanare le casse del Comune di Savona

Savona. Diciannove voti favorevoli, dieci contrari. Con questi numeri inizia ufficialmente a Savona l’era del “riequilibrio finanziario”, ossia il lungo periodo di austerità programmato dall’assessore al bilancio Silvano Montaldo per poter risanare il bilancio del Comune. Nonostante le polemiche del MoVimento 5 Stelle (che aveva presentato degli emendamenti non ammessi in discussione, clicca qui per l’articolo) e la strenua opposizione delle minoranze, la manovra diventa immediatamente operativa.

IL VOTO IN CONSIGLIO. 

I contenuti sono ormai noti: tagli “con l’accetta” in tutti i settori, dagli stipendi dei dipendenti allo sport, dal sociale agli eventi (di mezzo ci è finito anche il Capodanno, che ora gli artisti locali stanno cercando di salvare). Più volte le forze di minoranza si sono scagliate sia contro il fatto che il Piano è stato presentato a pochissimi giorni dal voto, sia contro un approccio da più parti definito come “eccessivamente ragionieristico” e non politico (lapidario Marco Ravera di Rete a Sinistra: “Così la città rischia definitivamente di chiudere”).

Sul primo punto, Montaldo ha ammesso che i tempi sono stati più stretti di quanto avrebbe voluto: “Mi devo scusare con i consiglieri e la giunta per aver presentato il piano davvero all’ultimo momento. Gli uffici e i tecnici hanno lavorato anche nei fine settimana. Per stilare il Piano servivano una serie di dati e documenti che era difficile avere in tempo e tutti insieme… avrei voluto presentarvelo con più calma e magari fare più di una commissione, ma i tempi erano strettissimi e per stare nei 90 giorni non ci siamo risparmiati nemmeno ad agosto“.

Sull’accusa di approccio ragionieristico, Montaldo ha invece difeso a spada tratta le proprie scelte. “Capisco tutte le critiche ricevute in questi giorni, ma scelte così difficili non sono state fatte per motivi politici. Avremo poche risorse? Pazienza, cercheremo di usare il cervello e ingegnarci“. E non ha rinunciato a togliersi ancora una volta il sassolino: “I savonesi sapranno di chi sono le responsabilità politiche di questo stato di disequilibrio. Io le motivazioni le ho illustrate il 9 agosto. Non voglio incolpare nessuno, ma possiamo dire che sono stati fatti degli errori?“.

I consiglieri di maggioranza lo hanno difeso a spada tratta. Uno scatenato Alfredo Remigio si è lanciato in un intervento appassionato: “Dopo l’esaltante vittoria ci siamo trovati di fronte a una scelta, realizzare quanto promesso in campagna elettorale o far quadrare i conti. Abbiamo trovato un disastro, in tutti i settori… una stangata senza fine. Oggi non si fanno scelte politiche, siamo chiamati a salvare la città”. Parole simili da Simona Saccone: “Ho votato certi tagli con il cuore in lacrime. Ci sono molte cose che mi stanno a cuore, soprattutto nel sociale, a cui dobbiamo rinunciare. Ma abbiamo un buon sindaco ed un buon assessore al bilancio, diamo loro fiducia e speriamo nel 2017″.

“Basta guardare al passato, il nostro obiettivo deve solo essere una Savona migliore” ha concluso Saccone. Parole a cui ha fatto eco Montaldo: “Io vorrei con questo piano poter finalmente chiudere un capitolo, smettere di parlare di tagli e di soldi ed iniziare a parlare di politica”.

IL PIANO NEL DETTAGLIO

“Il piano prevede il ripianamento del disavanzo stimato dell’anno 2016 di Euro 13 milioni nel decennio 2016/2025 e, oltre a prospettare un risanamento di una cifra importante, mette le basi per poter affrontare diversi aspetti: una migliore efficienza nella gestione delle entrate comunali con una attenta e scrupolosa gestione dell’evasione e della riscossione; una razionalizzazione delle spese; la riorganizzazione della pianta organica; una revisione del patrimonio disponibile – ha spiegato Montaldo – Se il piano di risanamento verrà approvato dagli organi competenti, il bilancio del Comune di Savona riuscirà a superare un difficile momento finanziario e iniziare a guardare a un futuro senza particolari insidie”.

“È di tutta evidenza che il piano presentato richiede sacrifici e necessità di una forte e pesante ristrutturazione organizzativa – ha proseguito – I tagli di spesa sono infatti relativi agli oramai noti capitoli di spesa, ma riguardano anche una concezione diversa di come spendere e ci obbligano a rivedere con più attenzione concessioni, patrocini, contributi e progetti. Non è più pensabile concedere beni, servizi e contributi senza una approfondita analisi e, senza avere chiaro l’obiettivo generale – che è il
bene di tutti e non solo di una fascia a volte ristretta, di cittadini”.

Il piano è articolato su due sezioni. La prima, relativa alle cause che hanno determinato lo squilibrio e la seconda il risanamento. Nel piano di risanamento vengono individuate le azioni correttive, sia in termini di entrata che in termini di spesa. La manovra sulle entrate, oramai note, indice, sommariamente per 2.1 milioni di maggiori entrate, mitigate da 1.7 milioni di minori entrate e quindi un saldo di 400 mila di maggior gettito. Il risparmio sulla spesa stimata è di 3.8/4 milioni.

“Ovviamente, non si potranno garantire tutti servizi che in passato venivano erogati, ma è di tutta evidenza che i servizi offerti hanno portato a una situazione deficitaria che oramai è divenuta insostenibile e che se protratta porterebbe in meno di un anno il Comune di Savona a un Commissariamento, togliendo alla città e alla politica ogni scelta discrezionale che, dal 2017, si potrà nuovamente attuare, con qualche sacrificio. Questa manovra ci permette di riportare in equilibrio il bilancio di previsione stimato dell’anno 2017/2019 e ci permette di iniziare a rientrare del disavanzo 2016 (13 milioni), che seguirà sino al 2025″.

“Non si nega – ha concluso – una certa irritazione nel dover iscrivere nel piano finanziario, seppur in maniera precauzionale, un accantonamento per la possibile sanzione per lo sforamento del patto di stabilità dell’anno 2016 per un ammontare di 1.5 milioni. Con l’approvazione del piano di riequilibrio e definito il bilancio di previsione 2017/2019 si torna, con i motori al minimo e con le risorse disponibili, a fare politica. Si torna a fare politica leccandosi le ferite, ma si torna a fare politica”.

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