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Sanità, Viale incontra i sindaci del savonese: levante e ponente si spaccano sul Dea del Santa Corona fotogallery

L'assessore regionale rassicura: "Ho sempre detto che il Dea di 2^ livello del Santa Corona non si tocca e lo ripeto ancora oggi"

Savona. Un appello al buonsenso e una “frattura” sottile ma spesso evidente tra ponente e levante: questi sono stati i due “fili rossi” che hanno collegato, oggi pomeriggio, i vari interventi dei sindaci savonesi davanti all’assessore regionale alla sanità Sonia Viale, giunta a Savona per un’assemblea con tutti i primi cittadini del territorio.

Sonia Viale incontra i sindaci del savonese

Sul tavolo c’era ovviamente il tema più caldo di tutti in materia di sanità: la riorganizzazione dei quattro ospedali, con nello specifico la questione del Dea di 2^ livello ed il conflitto tra il comprensorio di Savona e Valbormida e quello del blocco Finale-Albenga.

Al microfono si sono alternati il sindaco di Cairo Montenotte Fulvio Briano, il consigliere comunale savonese Franco Perona (che ha parlato al posto del sindaco Ilaria Caprioglio) e a seguire Dario Valeriani (sindaco di Pietra Ligure), Giorgio Cangiano (Albenga), Franco Orsi (Albisola Superiore), Alessandro Bozzano (Varazze). In molti dei loro discorsi, come detto, gli amministratori intervenuti hanno ripetuto la parola “buonsenso”, ogni volta declinata a seconda del contesto specifico.

Cangiano, ad esempio, ha ricordato che l’ospedale di Albenga è quello più “nuovo”, costruito pochi anni fa: “In un periodo di crisi economica è qualcosa di raro – ha spiegato all’assessore Viale – qualsiasi persona di buonsenso si rende conto che non utilizzarlo al meglio grida vendetta”.

Orsi ha messo in dubbio l’efficacia dell’attuale divisione in cinque Asl: “Oggi un infartuato di Varazze viene portato prima a Savona e poi a Pietra Ligure, quando sarebbe a 18 minuti dal San Martino. E’ questo ‘campanilismo’ che oggi ci divide. Oggi l’organizzazione non corrisponde a un criterio di prossimità né al reale numero di interventi: la Regione, con una corretta interpretazione del principio di sussidiarietà, riorganizzi la presenza degli ospedali sulla base dei numeri delle prestazioni, avendo presente che la cosa di cui bisogna occuparsi è la gestione dell’emergenza”.

Sonia Viale incontra i sindaci del savonese

“Per noi il riferimento della sanità d’urgenza è sempre stato il San Paolo – ha spiegato Bozzano a Viale – Ogni uomo di istituzione deve rispettare le leggi e la loro applicazione: credo che il decreto Balduzzi, quando parla di ‘bacino d’utenza’, lasci una discrezionalità che dobbiamo colmare. Ma quando ci troviamo a confrontarci con la discrezionalità che il legislatore ci lascia, si finisce per dover scegliere chi ‘sta su’ e chi deve andare giù”. E quindi, numeri alla mano, ha ribadito come per i sindaci del levante il San Paolo debba diventare centrale nell’organizzazione della sanità savonese, scatenando il “brusio” in sala della folta delegazione ponentina.

Alle varie richieste ha risposto il direttore generale di Asl 2 Porfido: “Provenendo da un’altra regione sono sempre un po’ ‘stranito’ di fronte a certe questioni. Si parla sempre di territorio e poi si finisce sempre a parlare di ospedali. A me hanno sempre insegnato che i bisogni nascono dal territorio e gli ospedali devono rispondere a questi bisogni. La sanità moderna si sta orientando nel trasportare il paziente non più nell’ospedale più vicino, ma nel più competente per la sua emergenza. Tutto sta cambiando: i costi delle apparecchiature tecnologiche scendono, la vecchia organizzazione ‘centro-periferia’ perde sempre più senso”.

“Oggi si ragiona in termini di rete cooperativa, dove ogni punto è importante, e a determinare il successo della cura non è più la scelta dell’ospedale d’arrivo ma la risposta della rete. Innovazione in sanità non significa solo nuove tecnologie, ma significa capacità di riorganizzarsi per garantire da una parte la compatibilità tra i bisogni e i servizi, e dall’altra la sostenibilità: non soltanto dobbiamo avere la migliore salute possibile, ma dobbiamo anche garantire in qualche modo che quella sanità esista anche domani”.

Sonia Viale incontra i sindaci del savonese

A placare gli animi è intervenuta Sonia Viale: “Non capisco perché ci siano ancora dubbi – ha tagliato corto l’assessore regionale – Ho sempre detto che il Dea di 2^ livello del Santa Corona non si tocca e lo ripeto ancora in questa sede. Le vostre posizioni sono tutte condivisibili: il ponente teme di essere ‘smantellato’, il levante rivendica giustamente le sue difficoltà. Ma dobbiamo guardare avanti: essere ancorati ai vecchi schemi a cui ci aveva fatto ancorare la vecchia politica rischia di non farci stare al passo con le sfide del futuro. Di certo non possiamo applicare alla lettera ciò che ci dicono i tecnici, dobbiamo mediare con le richieste dei cittadini: la politica dunque deve essere buona ‘interprete’. Però io voglio tendere verso un modello che sia moderno”.

“Io in Liguria ho ereditato tre Dea di 2^ livello (c’è quello nuovo di Spezia) e quindi gli amministratori qui presenti possono immaginare quale sia la sfida di rendere sostenibile questo sistema. La sfida delle equipe itineranti ha proprio l’obiettivo di mantenere i presidi sui territori e fare in modo che diano risposte di qualità. Il paziente vuole essere portato nell’ospedale in cui può essere salvato. Nel caso delle emergenze quello su cui dobbiamo intervenire è il trasporto e ci stiamo muovendo in tal senso. Inoltre saremo tra le prime regioni ad avviare il Numero Unico, che potrà filtrare le telefonate non di emergenza (che rappresentano quasi il 50 per cento del totale) facendo risparmiare minuti preziosi che salvano vite. Stiamo seminando: il tempo di mettere a sistema e raccoglieremo”.

Sonia Viale incontra i sindaci del savonese

“Io non faccio proclami, dico cose anche scomode ma quelle che sono in grado di affrontare e risolvere – ha ribadito Viale – Sull’ortopedia di Albenga abbiamo avuto momenti di scontro, ma ritengo di aver mantenuto le promesse ed ora finalmente il procedimento sta per chiudersi. Ho proposto una esternalizzazione. Prima di giudicarla e definirla ‘un insulto’ aspettate di conoscerla. Sindaci, i vostri cittadini hanno fiducia in voi, se alzate i toni prima ancora di conoscerla giustamente gli animi si scalderanno“.

Viale ha chiuso il suo intervento chiedendo fiducia ai sindaci: “So di essere su un versante molto delicato e che ogni mia frase può essere ingigantita. Ma mi auguro che il nostro lavoro insieme possa continuare: se i cittadini vedono che su questo tema ci dividiamo non è un bel messaggio. Il tema della sanità si presta alla facile ricerca di consensi, per cui vi chiedo: fate lavorare la Regione su questo percorso, sentiamoci regolarmente e io vi terrò informati. Non decido io da sola, ci sono una giunta e un consiglio. Il ministro Lorenzin ha detto che il modello da noi individuato, Alisa, è uno dei migliori”.

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