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Regione, modificata la legge sulla caccia. Piana (Lega): “Ora il Governo rinunci all’impugnativa”

"Abbiamo recepito alcune delle osservazioni del Governo, ora chiederemo di fare marcia indietro rispetto all'impugnativa alla Corte Costituzionale"

Regione. Con 21 voti a favore (maggioranza di centro-destra e Pd) e 6 contrari (M5S e Rete a sinistra) il consiglio regionale ha approvato la proposta di legge “Modifiche alla legge regionale 30 dicembre 2015 numero 29 (prime disposizioni per la semplificazione e la crescita relative allo sviluppo economico, alla formazione e lavoro, al trasporto pubblico locale, alla materia ordinamentale, alla cultura, spettacolo, turismo, sanità, programmi regionali di intervento strategico (Pris), edilizia, protezione della fauna omeoterma e prelievo venatorio (collegato alla legge di stabilità).

Il parlamentino regionale, quindi, ha recepito in parte i rilievi formulati dal governo. All’articolo 1 viene abrogato il punto relativo alla disciplina dell’addestramento e allenamento dei cani. All’articolo 2 viene abrogato il punto relativo all’esercizio dell’attività venatoria in difformità rispetto all’opzione di caccia prescelta.

“I primi due articoli – spiega il capogruppo della Lega Nord Carroccio Alessandro Piana – li abbiamo abrogati, recependo del tutto quelle che erano le osservazioni del consiglio dei ministri. Altri due articoli, sottoposti al vaglio ed ai rilievi del governo, rimarranno invece come sono. Anche perché riteniamo che in un quadro normativo ancora nebuloso, con le Province che non hanno più competenza diretta in materia venatoria, individuare altri soggetti atti al controllo sia palesemente necessario. Peraltro, si tratta di volontari di associazioni ambientaliste e venatorie”.

“L’altra questione è altrettanto importante in quanto riguarda il recupero dell’animale selvatico ferito, eventualmente anche il giorno successivo. Il cacciatore potrà andare alla ricerca della preda ferita per evitargli ulteriori sofferenze e per impedire che diventi un eventuale pericolo per i cittadini, solo col cane (ossia l’ausiliario da sangue), il fucile scarico (in custodia) ed accompagnato da una guardia venatoria”.

Sono stati respinti due emendamenti presentati da Marco De Ferrari (Movimento 5 Stelle). Il consigliere pentastellato ha lamentato il fatto che il consiglio esamina l’ennesimo provvedimento regionale sulla caccia: “Il motivo di quest’ultimo – ha puntualizzato – è un atto dovuto, conseguente a una richiesta di molteplici passi indietro da parte del consiglio dei ministri rispetto a un provvedimento lampo, approvato a colpi di maggioranza neppure un anno fa”.

Rivolgendosi alla maggioranza, il consigliere ha continuato: “Dalla nostra parte vi avevamo lanciato già allarmi di incostituzionalità, presentando una precisa e mirata serie di emendamenti, tutti regolarmente respinti al mittente”.

Secondo il consigliere sarebbe necessario che la Liguria prendesse definitivamente, come normativa regionale di riferimento, un testo stabile e proiettato alla piena applicazione della legge nazionale 157 del 1992 “Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio”.

De Ferrari ha aggiunto che anche il passaggio nella competente commissione è stato vano: “In audizione – ha detto – sono stati segnalati almeno due altri articoli da abrogare della legge 29/2015 In particolare l’articolo 92 – ha puntualizzato – permette ancora di abbattere la fauna selvatica ferita nei giorni di silenzio venatorio e nelle aree protette, anche al di fuori dell’orario consentito. L’articolo 93 autorizza privati e cacciatori a svolgere una funzione di controllo non prevista a livello nazionale”.

Marco De Ferrari, M5S

Il consigliere ha chiarito: “Dovrebbero esserci guardie pubbliche, non private, come il Corpo Forestale dello Stato, purtroppo annientato dalla legge Madia 124 del 2015 e dal recente decreto legislativo 177 del 2016 (verso il quale vi abbiamo chiesto invano di deliberare un’immediata sospensiva e una richiesta di ricorso alla Corte Costituzionale) o come la Polizia Provinciale, letteralmente allo sbando per effetto della legge Delrio 56/2014, con la finta abolizione delle Province, e della conseguente legge regionale 15 del 2015, sfociata in una sconveniente convenzione annuale che, oltre a essere a termine, neppure include i 24 agenti “superstiti” di 81 a poter esercitare il soccorso alla fauna selvatica”.

Angelo Vaccarezza (Forza Italia) ha preannunciato il voto favorevole ed ha posto l’accento sul ruolo del cacciatore una vera e propria “sentinella”, capace di vigilare affinché nulla venga deturpato: una figura che fa parte di storia e cultura. Il consigliere ha quindi invitato De Ferrari ad avere una maggior stima nei confronti del cacciatore al quale – ha detto – si deve dare la possibilità di cacciare come lo si è sempre fatto, non in modo antistorico, come invece indicano alcune leggi nazionali.

Valter Ferrando (Pd) ha annunciato voto favorevole al provvedimento e, replicando a De Ferrari, ha illustrato la funzione di controllo e di tutela esercitata sul territorio dai cacciatori, soprattutto in occasione della sempre crescente presenza di cinghiali, che danneggiano le coltivazioni e stanno diventano un fenomeno pericoloso anche per automobilisti e motociclisti nelle aree urbane.

Sul testo della proposta di legge si è espresso favorevolmente l’assessore all’agricoltura Stefano Mai.

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