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Referendum, i sindaci per il sì a Bergeggi per “Bastaunsindaco”

Arboscello: "Il 4 dicembre gli italiani saranno chiamati a decidere se lasciare tutto così com'è o avere un paese stabile, moderno ed efficiente"

Bergeggi. Ieri sera la sala consiliare del municipio di Bergeggi ha ospitato “Bastaunsindaco”, iniziativa a sostegno del sì al referendum costituzionale.

Alla serata hanno aderito, oltre che il primo cittadino di Bergeggi Roberto Arboscello, il presidente della Provincia e sindaco di Vado Ligure Monica Giuliano, i sindaci di Albenga Giorgio Cangiano, quello di Albissola Marina Gianluca Nasuti, quello di Albissola Superiore Franco Orsi, quello di Altare Davide Berruti, quello di Arnasco Alfredino Gallizia, quello di Cairo Montenotte Fulvio Briano, quello di Celle Ligure Renato Zunino, quello di Cengio Sergio Marenco, quello di Cisano sul Neva Massimo Niero, quello di Finale Ligure Ugo Frascherelli, quello di Millesimo Pietro Pizzorno, quello di Orco Feglino Roberto Barelli, quello di Quiliano Alberto Ferrando, quello di Spotorno Mattia Fiorini, quello di Tovo Alessandro Oddo e quello di Varazze Alessandro Bozzano.

Tra gli amministratori comunali Cristina Battaglia, capogruppo Pd comune di Savona, Barbara Pasquali, consigliere Dem nel Comune di Savona, il consigliere provinciale Giulia Tassara, per Albenga il vicesindaco Riccardo Tomatis e il capogruppo Emanuela Guerra, per Villanova d’Albenga il vicesindaco Paolo Cha. Sono intervenuti come relatori il sindaco di Varese Davide Galimberti, il professore universitario Lorenzo Cuocolo e il parlamentare savonese Franco Vazio.

Da evidenziare la presenza in sala di Enrico Nan, ex parlamentare, per 13 anni coordinatore provinciale di Forza Italia, presidente dell’Associazione RiformarSì, associazione nata per mettere insieme tutte le persone di centrodestra che sostengono il sì. Intervenendo Enrico Nan ha spiegato quanto sia “necessario entrare nel merito della riforma costituzionale, del quesito referendario senza strumentalizzare il voto sul referendum facendolo diventare il voto pro o contro Renzi e il suo governo”.

“Siamo qui questa sera per dare vita ad un’iniziativa di sindaci e amministratori della provincia che possa esprimere con forza il nostro sostegno al sì. Il 4 dicembre è una data importantissima per noi amministratori pubblici ma per tutti gli italiani perché saremo chiamati a decidere se lasciare tutto così com’è per altri 10 anni o se vogliamo un paese stabile, moderno ed efficiente. Da domani dovremo impegnarci per il rush finale andando ad intercettare tutte quelle persone indecise o che poco conoscono il quesito. Le ragioni del Sì sono molte e forti, facciamole valere”, ha detto Arboscello aprendo la serata.

La parola è poi passata al professor Cuocolo, che ha parlato dell’inquadramento generale della riforma e della sua filosofia, spiegando come non sia un tabù fare una riforma costituzionale ma anzi, riformare la Costituzione significa farla vivere.

Il sindaco di Varese Galimberti è intervenuto invece sul tema riguardante le attribuzioni di competenze certe tra Stato e Regioni, evidenziando quanto questa certezza sia importante per i sindaci e quindi per i cittadini, spiegando quanto sia necessario che temi come ad esempio il turismo siano di competenza dello stato. Portando la sua esperienza da Sindaco ha commentato come e in che modo un Sindaco riuscirebbe a svolgere la funzione al Senato e quali vantaggi porterebbe.

All’onorevole Franco Vazio è toccato “smontare” i falsi e strumentali allarmismi del fronte del no, spiegando quanto siano falsi temi quali ad esempio l’ immunità ai futuri senatori, i troppi poteri al premier con la democrazia messa in pericolo. Ha poi proseguito spiegando perché il bicameralismo perfetto ha fallito e riportando esempi concreti di proposte di legge incompiute che per anni hanno rimbalzato tra i due rami del parlamento.

La conclusione è toccata al padrone di casa Roberto Arboscello che ha voluto chiudere richiamando l’ intervento di Massimo Recalcati all’ ultima Leopolda: “Stiamo assistendo ad un corteo di padri che non sanno imparare dai propri figli, persone che in 30 anni non sono riusciti a fare quello che volevano e hanno odio per la giovinezza. Basta davvero. Un paese diventa moderno se è governato da persone moderne, attenzione non giovani per età, ma persone propense al cambiamento, quel cambiamento che serve all’Italia per diventare un paese efficiente e stabile e che mi auguro possa avere luogo il 4 dicembre”, conclude Arboscello.

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