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Il re del “fact checking” dal San Paolo al Dall’Ara

Lo speciale Settore Giovanile del ct Vaniglia

Monitorare calciatori e formare osservatori questa è la sua mission. Marco Zunino nato a Savona il 1º agosto 1966 è un giornalista e dirigente sportivo di prima fascia.

È stato per dieci anni la prima firma di calcio internazionale del Guerrin Sportivo con il quale ha iniziato a collaborare dal 1984 e sul quale ha firmato due rubriche dedicate: Radiomercato e Zunino consiglia, concludendo il rapporto nel febbraio 2012. Dal 1995 ha fatto parte della giuria del più importante premio internazionale del calcio europeo: il Pallone d’Oro del magazine francese France Football che ogni anno premia il migliore calciatore in attività: un impegno che ha mantenuto fino al 2011. Ha pubblicato nel frattempo tre libri sulla storia del calcio della Repubblica di San Marino.

Dal 2002 entra in Rai Radio 1, dove, il sabato pomeriggio, firma la rubrica settimanale di calcio e calciomercato “Mercato e dintorni” e commenta la Champions League il mercoledì sera oltre ad andare al seguito della Confederations Cup 2009 come esperto di calcio internazionale, del campionato europeo di calcio 2004, 2008, 2012 e del campionato mondiale 2006 e 2010. Dal 1991 al 2011 ha curato le carriere statistiche dei calciatori stranieri presenti nel campionato italiano di calcio di Serie A e Serie B per l’Almanacco Illustrato del Calcio edito dalla Panini di Modena. Dal 1988 al 2007 ha lavorato alle pagine del calcio internazionale de l’Annuario del Calcio Mondiale diretto da Salvatore Lo Presti. Dal 2000 al 2003 è stato il Direttore responsabile del sito internet Calciomanager.it.

Nel 1993 è stato l’unico giornalista italiano invitato dalla Federcalcio giapponese all’inaugurazione della J-League, il campionato professionistico di calcio giapponese. È stato poi corrispondente dall’Italia per il quotidiano sportivo Sport di Barcellona, per il settimanale sportivo spagnolo Don Balon e per il quotidiano portoghese O Jogo, operando con la Gazzetta dello Sport e il Corriere dello Sport. Nella stagione 2005-06 ha curato la rubrica firmata di Calciomercato della trasmissione televisiva Tacalabala condotta da Giorgio Micheletti su Odeon TV.

In qualità di dirigente sportivo il 2 aprile 2010 è stato nominato Coordinatore dell’Area Scouting del Napoli iniziando la fruttuosa sinergia con Riccardo Bigon (figlio di quell’Albertino che da giocatore vinse col Milan nel 79 lo scudetto della stella e da tecnico il secondo del Napoli nel ’90), con il responsabile scouting Maurizio Micheli e con il capo degli osservatori. L’avventura terminerà nel giugno 2015 con l’avvento di Cristiano Giuntoli, che dal Carpi arriva al Napoli per cambiare tutta la direzione sportiva. Dal 1º luglio 2015 è il nuovo Coordinatore dell’Area Scouting dell’Hellas Verona sempre in orbita Bigon. Così come dal mese di luglio 2016 è il neo Coordinatore dell’Area Scouting del Bologna FC.

Nel mondo calcistico è conosciuto altresì come l’ideatore del “Campo Tattico” e del metodo denominato “Ruolo Tattico”: pensato per la valutazione e la ricerca del calciatore partendo dalla sua posizione sul campo e come il pianificatore nel 2015, con il Segretario del Centro Tecnico della F.I.G.C. Paolo Piani, del primo Corso federale per Osservatore Calcistico, del quale è docente di Metodologia dello Scouting e Storia del Calcio.Dal 2013 inoltre è docente di Scouting al Centro Tecnico di Coverciano, dove nel dicembre dello stesso anno si è diplomato Direttore Sportivo. Edito dalla Casa Editrice Hoepli, nell’ottobre 2015 ha pubblicato il libro “Manuale per l’Osservatore Calcistico”, un volume, il primo pensato e scritto per tale figura che a tutt’oggi risulta l’ultima professione del calcio riconosciuta dalla F.I.G.C. (aprile 2015).

Il testo indica il percorso lungo il quale è possibile arrivare all’individuazione del talento calcistico attraverso:
– un metodo di lavoro codificato;
– precisi dettami scientifici;
– applicando sempre l’unico mezzo disponibile per l’osservatore: la vista.
e illustra le tecniche e le conoscenze che servono, al futuro osservatore come all’osservatore qualificato, per ottenere le adeguate competenze necessarie per operare a livello professionistico, ricordandosi sempre che il talento non ha età.

Nell’attuale staff del Bologna nemmeno a dirlo si muove assieme a Micheli e Mantovani, entrambi nati a Roma, personaggi che hanno sempre lavorato nello scouting, sin dal 2001 al Brescia, sotto la presidenza di Gino Corioni, dove hanno dimostrato, con intuizione e capacità, di saper cogliere le potenzialità di campioni in erba con i bilanci societari alla mano: costantemente in giro per il mondo, fin dai tempi in cui l’ausilio della rete internet per lo scouting era molto limitato.

In Lombardia avevano portato un giovane Hamsik, colpo geniale pescato a Bratislava, e altri validi elementi di categoria come Salamon, Caracciolo, Martinez, Santacroce e Mannini. Il positivo decennio di Brescia era valso a Micheli e Mantovani il passaggio al Napoli di De Laurentiis nella stagione 2009-10, quando Riccardo Bigon vi giunse in veste di Direttore Sportivo. I tre hanno così continuato a portare avanti un’intesa che ha portato ad esiti che sono sotto gli occhi di tutti: Callejon, Jorginho, Koulibaly, Behrami, Dzemaili, Mertens, Reina, 2 Coppe Italia, una Supercoppa Italiana e svariate qualificazioni in Champions, nei migliori anni partenopei numeri alla mano dai tempi di Careca e Maradona.

Nella scorsa stagione di Verona, nonostante i risultati sfortunati, i veneti hanno potuto mettere in mostra altri ottimi prodotti del loro scouting come Helander e Viviani. Il trio  si avvale del Fact Checking, una tecnica di controllo delle informazioni sui calciatori che vengono segnalati quotidianamente al direttore Bigon per una media di 3-5 calciatori segnalati ogni giorno dell’anno (circa 1.500 calciatori segnalati nell’anno solare), informazioni che richiedono una risposta immediata, via sms. I due uomini-mercato di Bigon, Micheli e Mantovani, sono al momento sguinzagliati in giro per il mondo e – considerata l’ottima rete di rapporti di cui dispongono in Sudamerica – è probabile che qualche buon giocatore si aggreghi alla corte di Donadoni provenendo proprio tra Argentina e Cile. Circa le aspettative in chiave felsinea il DS neoincaricato ha recentemente dichiarato: “Il Bologna è migliorabile soprattutto nel tempo, poichè questo è un gruppo giovane sul quale la società ha investito e noi ora abbiamo il dovere di lavorare per sviluppare le qualità dei giocatori. L’anno scorso la partenza è stata negativa, poi è arrivato il cambio di allenatore, la rimonta e un calo mentale a fine stagione, un po’ troppi alti e bassi che possono condizionare la crescita di un giovane, ma se i ragazzi riusciranno a proseguire in questo percorso appena iniziato ci ritroveremo già in casa dei profili importanti. Riguardo ai nuovi arrivi, come spiegato dal nostro amministratore delegato, non si potrà investire chissà quanto, ma se dovesse uscire qualcuno a quel punto avremmo più soldi per completare l’organico”.

In merito agli interventi sul settore giovanile: “Credo che come primo anno sia giusto lavorare con la gente che c’è già, che anche in periodi di vacche magre ha fatto tanto per questi colori e comunque ha ottenuto dei risultati, ultimo in ordine cronologico quello degli Allievi. Noi cercheremo di fornire loro un importante sostegno sul piano metodologico, dello scouting e del coordinamento tra prima squadra e giovanili, dopodiché giudicheremo insieme al presidente Saputo e vedremo come proseguire. Sarebbe importante che dal vivaio, in particolare dalla Primavera, emergessero giocatori pronti per giocare in Serie A, anche alla luce dei regolamenti a cui facevo riferimento prima, per questo si cercherà col tempo di aumentare l’intervento economico sui giovani”.

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