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Museo Archeologico di Savona, due proposte per salvarlo: la “Carta Musei” ed un comitato di volontari

I Verdi rilanciano una "Card" che unisca in un circuito i musei della provincia; un gruppo di cittadini propone la nascita degli "Amici del Museo" con 12 volontari

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Savona. Due idee per salvare il Museo Archeologico. La decisione del sindaco Ilaria Caprioglio di non rinnovare l’affidamento in proroga all’Istituto Studi Liguri continua a far discutere sotto la Torretta, e tra una critica e l’altra iniziano ad affacciarsi proposte concrete per tentare in qualche modo di risolvere la questione.

La prima arriva da Gabriello Castellazzi, portavoce dei Verdi savonesi. Si tratta di una proposta già formulata in passato: la “Carta Musei e Siti Archeologici della Provincia di Savona”. “L’esperienza della Carta Musei è ormai consolidata in molte regioni d’Italia, ed ovunque si registrano successi – spiega Castellazzi – L’Osservatorio Federalberghi ha recentemente comunicato come in tutto lo scorso anno 2015 i visitatori di monumenti e aree archeologiche siano stati 43 milioni (+6%), generando introiti pari a 155 milioni di Euro (+14% rispetto al 2014). Una tendenza positiva che sembra essere ignorata dai nostri amministratori. La Card Musei di Genova oggi consente la visita di ben 25 siti di grande interesse culturale, con tutta una serie di agevolazioni per trasporti, ristorazione, ecc. ed è anche prossima la decisione di una sua estensione, nell’ottica di una promozione più ampia del territorio circostante. Perché questo non può avvenire nel savonese?”.

“La nostra Provincia può vantare eccellenze nel patrimonio archeologico, e non solo – ricordano i Verdi – Oltre al Museo di Savona, è necessario citare il Museo Archeologico del Finale. Di grande valore sono anche i musei di Albenga, Alassio, Albisola Superiore, Abissola Marina, Altare, Calice Ligure, Carcare, Ceriale, Millesimo, Sassello, Toirano, Tovo S. Giacomo, Vado Ligure e Varazze. In ognuno di questi sono esposte le testimonianze culturali di ogni singolo territorio e ci vorrebbe un libro, non un semplice articolo, per illustrare la vastità di tutto questo inestimabile patrimonio. Aggiungiamo i siti geologici di interesse internazionale: le Grotte di Toirano, quelle di Valdemino a Borgio Verezzi e il Geoparco del Beigua che è in parte nel territorio savonese. Ogni albergo, ogni B&B, dovrebbero mettere a disposizione di ogni turista ospite una Carta Musei e, come segno di benvenuto, un biglietto di ingresso al museo della propria città per far conoscere, già al suo arrivo, di quali opportunità può approfittare per rendere veramente unica la sua vacanza”.

Un’altra proposta concreta e a “costo zero” per non chiudere il Museo Archeologico del Priamar arriva invece da un gruppo di cittadini savonesi, tra cui Francesco Zanardi, Roberto Veirana, Francesco Vico e Mirko Gabossi: da qualche giorno stanno lavorando ad una soluzione che scongiuri la chiusura definitiva del Museo Archeologico del Priamar, accontentando al tempo stesso anche quelle che sono le problematiche che hanno portato il Comune di Savona a questa decisione. “Proponiamo la creazione di un comitato di cittadini ‘Amici del Museo Archeologico del Priamar’ il quale attraverso dei volontari (al momento una dozzina) permetterà che la struttura adibita all’esposizione dei reperti continui a vivere senza gravare né sulle casse del Comune, né sull’offerta culturale della città“.

“Abbiamo già chiesto al Sindaco un incontro nel quale esporremmo il progetto – rivelano – Si tratterebbe, giusto per fornire un paio di dettagli in anteprima, di garantire l’apertura degli spazi espositivi almeno durante i fine settimana, in modo da non perdere una potenziale attrazione culturale e turistica della città proprio nei giorni in cui è più alto il numero di potenziali visitatori, e di integrare a questo iniziative per promuovere presso i cittadini il Museo stesso, invogliandoli a scoprire l’ennesima ‘perla’ della nostra città e invitandoli a mantenerla viva e funzionante conoscendola meglio e recandosi a visitarla per chi non ha mai avuto – e rischia di non avere mai più – l’occasione di farlo”.

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