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Maersk, Vivere Vado contro il progetto: “La spiaggia è a rischio e ci sono anomalie segnalate all’Anac” foto

Le critiche sono state esplicitate nel corso di una conferenza stampa

Vado Ligure. Non si ferma la “crociata” del gruppo “Vivere Vado” contro la piattaforma Maersk di Vado Ligure. Questa mattina, nel corso di una conferenza, Vivere Vado ha nuovamente puntato l’attenzione sui danni che l’infrastruttura provocherebbe.

Per sostenere le loro tesi, “Vivere Vado” ha puntato su due aspetti: la mancata salvaguardia della spiaggia vadese e cinque osservazioni presentate all’Anac (Autorità Anticorruzione). “Credo si sia dimenticato soprattutto il fatto che durante tutta l’estate è stata utilizzata a fini balneari questa spiaggia in prossimità del cantiere della piattaforma con le benne in azione per il dragaggio – dichiara Franca Guelfi -. La tesi di questa nostra segnalazione alla Via e all’ordine dei medici all’Asl (ci sarebbero 16 parametri che, nell’ambito dei dragaggi, risulterebbero essere sopra la soglia consentita per legge) ha attinenza con le nostre preoccupazioni relative alla salute pubblica. Ci sono a supporto numerosi documenti, citazioni di norme e schede di sostanze pericolosi presenti nei sedimenti. Tutti i vadesi sanno che ci sono questi sedimenti, ma forse non sanno quanto siano pericolosi e di quale sia il livello di concentrazione”.

“Il preservare la spiaggia è stato sempre assicurato ai cittadini di Vado da tutte le amministrazioni, da Peluffo ad oggi, perché tutti i documenti parlano di necessità di mantenere la balneabilità – spiega ancora Guelfi -. C’è scritto nell’accordo di programma, così come nel masterplan e nella relazione dell’Ocean, quindi non siamo noi che adesso ci svegliamo per dire che vorremmo che la spiaggia fosse preservata. Quella era una delle premesse, delle condizioni. Addirittura si dice che dovrebbe anche migliorare riguardo alla circolazione delle acque, invece, sempre a nostro parere, sarà peggiore, visto che l’interrato continua ad aumentare. Adesso abbiamo posto l’attenzione sulla balneabilità. O è sito industriale o è sito balneabile”.

Per quanto riguarda le cinque osservazioni all’Anac Guelfi precisa: “Una è quella che Italia Nostra ha presentato cinque mesi fa all’Anac – dice Guelfi -. Sono tutte osservazioni nate in seguito all’inchiesta pubblica. Il fatto che si presuma che l’appalto dei lavori per la diga venga assegnato allo stesso affidatario attuale della piattaforma e per questo l’Autorità Portuale ha chiesto un parere all’Anac. Questo, a nostro parere, contrasta non solo con le regole della concorrenza ma anche col fatto che l’appalto era di realizzazione e gestione della piattaforma, mentre questo è solo di realizzazione di lavori. Quindi, secondo noi, non è una variante in corso d’opera ma semplicemente un lavoro aggiuntivo, che dovrebbe avere un proprio percorso di gara”.

“Abbiamo segnalato anche il fatto – prosegue – che il progetto preliminare che ha vinto la prima gara è stato accettato benché fosse in contrasto con il piano regolatore portuale, il quale, recependo l’intesa col Comune di Vado, aveva garantito il fatto dell’impalcato. Con l’impalcato era stato adottato il piano regolatore portuale, la delibera regionale, ed è stata fatta la Via nazionale. Il progetto preliminare che ha vinto la gara, invece, prevede già quasi il 50% di interrato”.

“C’è stata poi un’altra variante di 50 metri, quella del 2013, che si è chiusa nel 2015. Ora c’è il totale interramento, quindi riteniamo che non possa essere considerata anche in questo caso una variante in corso d’opera ma che ci fosse una prefigurazione e che quindi, purtroppo, abbiano ragione le persone che recentemente hanno detto che quelle garanzie erano semplicemente accordi politici, fatte per far stare buoni i cittadini di Vado” proseguono da Vivere Vado.

“L’altra osservazione ha a che fare con le motivazioni che Autorità Portuale e i progettisti hanno addotto a questa variante. Due sono motivazioni che secondo noi non sono adeguate alle norme delle varianti. L’ultima, invece, è una motivazione che secondo noi non è proprio contemplata. La prima è quella che fanno la variante perché il consiglio superiore dei lavori pubblici ha messo l’attenzione sulla necessità che l’opera possa essere manutentata correttamente e abbia una durabilità. Non hanno detto, però, che il Consiglio di Stato ha sì posto l’accento che l’opera duri e non diventi questo rudere in mezzo al mare, ma non ha assolutamente messo in discussione la presenza dell’impalcato, anzi, l’ha proprio citata testualmente, dicendo che l’impalcato è una delle condizioni ritenute in equilibrio per la sostenibilità dell’opera. La seconda motivazione addotta è quella che serve spazio per l’interramento dei cavidotti, perché la Regione Liguria con la penultima Via ha prescritto l’alimentazione elettrica delle navi in accosto sulle banchine” conclude Guelfi.

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