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Loano, il “Controllo del Vicinato” al Tavolo per la Sicurezza. Pignocca: “Disponibili ad attuarlo anche qui” foto

Il sindaco: "L'incontro col presidente dell'associazione Caccia è stato molto interessante, ora valuteremo se e come poterlo attuare anche a Loano"

Loano. E’ stato il “Controllo del Vicinato” l’argomento principale dell’ultima riunione del “Tavolo della Sicurezza” di Loano promosso dall’assessorato alla polizia municipale di e che si è tenuta ieri sera nella sala consiliare di Palazzo Doria.

A Loano si parla di Controllo del Vicinato

All’assemblea erano invitate tante associazioni e categorie locali: amministratori condominiali, albergatori, bagni marini, Ascom, Confartigianato, Confesercenti, Cna, associazioni alpini, associazione carabinieri, protezione civile, Yepp, Comitato civico loanese per la tutela del centro storico, gruppo di via San Giuseppe e via Matteotti, Unitre, Mamme Attive, volontari del Pedibus e minoranze consiliari insieme ad Assoutenti. Alla serata hanno partecipato il sindaco Luigi Pignocca, gli assessori Enrica Rocca e Manuela Zunino, il consigliere Luana Isella, il capogruppo di minoranza Paolo Gervasi, il comandante della polizia municipale Gianluigi Soro il responsabile del gruppo intercomunale di protezione civile di Boissano, Toirano e Loano Antonio Mattiauda.

Nel corso della serata, il presidente dell’associazione nazionale Gianfrancesco Caccia (introdotto dall’assessore alla polizia municipale Enrica Rocca) ha illustrato la missione ed i servizi forniti dal “Controllo del Vicinato”, rete territoriale di volontari e specialisti volontari che forniscono consulenza e supporto gratuito alle amministrazioni comunali, alle associazioni locali e a privati cittadini che intendono sviluppare nel proprio territorio programmi di sicurezza residenziale e organizzare gruppi di controllo del vicinato.

“Può aderire alla nostra associazione chiunque, come noi, voglia promuovere questo progetto nelle città e nei comuni italiani. Non serve creare alcuna associazione ma è sufficiente comprendere alcuni principi molto semplici, basati anche sul buonsenso e sull’educazione civica e su una serie di elementi di stampo criminologici forniti da alcuni esperti che nel corso del tempo sono entrati a far parte del nostro gruppo. E’ un progetto mutuato dal ‘controllo del vicinato’ diffuso nel nord Europa e nei paesi anglosassoni”.

A Loano si parla di Controllo del Vicinato

Laddove il “Controllo del Vicinato è attivo i risultati non sono mancati: “I risultati della ‘sicurezza partecipata’ sono significativi. Mancano ancora degli studi ufficiali (ma ci stiamo lavorando con diversi enti come le prefetture), ma tutte le forze dell’ordine con le quali collaboriamo nei circa 300 comuni in cui siamo presenti ci hanno dato numeri molto incoraggianti. Si parla di una diminuzione compresa tra il 20 e il 70 per cento dei furti e reati predatori. Ovviamente si parla di reati di piccola entità, il professionista purtroppo non si ferma facilmente davanti al Controllo del Vicinato, ai cartelli di avviso o a un gruppo di cittadini attenti, ma di sicuro ci pensa bene prima di agire perché sa di poter essere notato e segnalato alle forze dell’ordine”.

L’elemento più importante e più difficile da mettere insieme è il capitale sociale, l’elemento umano, il riuscire a far socializzare le persone, farle conoscere, incontrare e dare loro un motivo in più per stare insieme, che è quello di controllarsi vicendevolmente”, precisa Caccia.

A Loano si parla di Controllo del Vicinato

Nel corso della serata sono stati evidenziati quelli che possono essere le “problematiche locali” relative alla messa in atto dell’iniziativa a Loano, come ad esempio i grandi flussi turistici stagionali che, all’interno dei singoli quartieri, rendono difficile distinguere i semplici villeggianti dai malintenzionati.

Al termine della serata, il sindaco Luigi Pignocca ha commentato: “L’incontro con Caccia è stato molto utile e interessante e ci ha permesso di conoscere meglio questo progetto e iniziare a capire come poterlo eventualmente mettere in atto anche nella nostra città. In occasione della prossima riunione del Tavolo della Sicurezza discuteremo nuovamente del Controllo del Vicinato con tutte le parti coinvolte e valuteremo se e come procedere con l’attuazione di questa iniziativa anche a Loano”.

“Prosegue l’impegno dell’amministrazione comunale – dice Enrica Rocca – per garantire maggiore sicurezza nella città. Stiamo valutando anche iniziative innovative, come il ‘Controllo del Vicinato’, che possano coinvolgere maggiormente i cittadini. Ieri sera ci è stato presentato un progetto che può migliorare la qualità delle segnalazioni e rendere la comunità più unita e consapevole. C’è poi l’impegno ad implementare il sistema di videosorveglianza comunale anche con l’intervento e la partecipazione economica dei privati. Abbiamo incontrato alcuni giorni fa gli amministratori condominiali per presentare l’opportunità, per condomini, di collegarsi con la videosorveglianza comunale. Presto incontreremo anche le categorie economiche loanesi per verificare la possibilità di allargare con la loro collaborazione la rete di videosorveglianza nelle aree commerciali”.

A Loano si parla di Controllo del Vicinato

Dal canto loro, alcuni dei loanesi presenti hanno già dato la loro disponibilità a lavorare per la creazione dei primi gruppi che, eventualmente, potranno entrare a far parte della rete di “Controllo del Vicinato” di Loano.

Nei mesi scorsi le “Mamme Attive” e poi gli esponenti del gruppo di minoranza di LoaNoi avevano chiesto all’amministrazione del sindaco Luigi Pignocca di aderire all’associazione: “Abbiamo discusso del Controllo del Vicinato in una delle precedenti riunioni del Tavolo – spiega il primo cittadino loanese – Ora abbiamo chiesto al suo presidente di esporci nel dettaglio le attività e le iniziative portate avanti dal gruppo per capire come lavora e come può funzionare la sinergia con il Comune e la polizia municipale”.

Alcune informazioni utili sulle attività dell’associazione si possono trovare sul sito ufficiale: “La premessa per organizzare un gruppo di controllo del vicinato è quella di accordarsi tra vicini per sorvegliare in modo informale i propri spazi privati e gli spazi pubblici comuni e per creare un vicinato organizzato e solidale – spiegano i promotori di questa iniziativa – Il programma prevede l’auto-organizzazione tra vicini per controllare l’area intorno alle proprie abitazioni e gli spazi pubblici più prossimi. L’attività dei gruppi di controllo del vicinato è segnalata da appositi cartelli che hanno lo scopo di comunicare a chiunque passi nella zona interessata al controllo che la sua presenza non passerà inosservata e che il vicinato è attento e consapevole di ciò che avviene all’interno della propria area. Partecipare ad un gruppo di controllo del vicinato non fa correre alcun rischio, non richiede alcun atto di eroismo né alcuna attività di pattugliamento. I residenti continuano a svolgere le proprie attività, ma con una diversa consapevolezza del proprio ambiente”.

controllo vicinato

Gli obiettivi sono chiari: “Dove il programma del controllo del vicinato è attivo, i molti occhi dei residenti sugli spazi pubblici e privati rappresentano un deterrente contro i furti nelle case e un disincentivo per altri comportamenti illegali (graffiti, scippi, truffe, vandalismi, ecc.). Il programma prevede, oltre alla sorveglianza della propria area, l’individuazione delle vulnerabilità strutturali, ambientali e comportamentali che rappresentano sempre delle opportunità per gli autori di furti nelle case. La collaborazione e la fiducia tra vicini sono fondamentali perché s’instauri un clima di sicurezza che sarà percepito da tutti i residenti (anche da chi non partecipa al programma) e particolarmente dalle fasce più vulnerabili, come anziani e persone sole. Il senso di vicinanza, unito alla certezza che i nostri vicini non resteranno chiusi in casa di fronte ad un’emergenza, trasmette un forte senso di appartenenza e di sicurezza e rafforza i legami tra i membri della comunità. Anche le forze dell’ordine beneficeranno dei risultati di questo programma. Un dialogo continuo e sensibile tra esse e i residenti produrrà una migliore qualità delle segnalazioni da parte di questi ultimi e, in definitiva, dei loro interventi”.

“Tale attività deve essere largamente pubblicizzata, anche con l’installazione di appositi cartelli, in modo che i ladri ricevano il chiaro messaggio che in quella zona essi non passeranno inosservati e che non si esiterà a chiamare le forze dell’ordine in caso di comportamenti sospetti. I vicini organizzati in gruppi di controllo sono invitati a scambiarsi numeri di telefono e gli indirizzi email in modo di scambiarsi rapidamente messaggi ed avvisi. È importante avvisare rapidamente i vicini di ogni anomalia che si individua sul territorio. I vicini aderenti a un gruppo sono invitati a collaborare tra di loro e a essere reattivi ad allarmi che suonano, cani che abbaiano insistentemente, invocazioni di aiuto. A volte basta uscire di casa e dimostrare che il vicinato è attivo per dissuadere ladri e malviventi. Altrettanto importante è interagire con gli estranei. Se uno sconosciuto si aggira per le vie del nostro quartiere non guardiamolo con sospetto. Cerchiamo di collegarlo a un residente che conosciamo in modo che non rappresenti un problema. Se invece si tratta di un malintenzionato gli stiamo facendo chiaramente capire che la via è sorvegliata e che i suoi movimenti non passeranno inosservati”.

associazione controllo vicinato

“I membri di un gruppo di controllo del vicinato sono invitati, durante le loro normali attività quotidiane, ad identificare le anomalie che potrebbero manifestarsi nella propria area e a segnalarle alle forze dell’ordine. Nessuno come la somma dei residenti di una data area ha una conoscenza (neanche le forze dell’ordine) minuziosa dei volti, delle abitudini, dei comportamenti e dei rumori della propria via. Dovrebbe quindi essere relativamente semplice, collaborando tra vicini, individuare le anomalie che dovessero comparire nell’ambiente conosciuto. Questo è possibile non solo nei piccoli paesi, dove il tasso di anonimato è basso e tutti conoscono tutti, ma anche nei grandi centri urbani, dove il controllo del vicinato può avere una diversa articolazione e vedere coinvolti nel programma anche soggetti diversi dai residenti (ad esempio gestori degli esercizi commerciali, autisti dei mezzi pubblici, ecc.)”.

Si tratta di un’iniziativa che per i Comuni non ha costi particolari: “Costituire un gruppo di controllo del vicinato è relativamente semplice. È sufficiente incontrarsi tra vicini e decidere di costituirsi in gruppo, come associazione di fatto. Non sarà necessaria alcuna richiesta, alcuna autorizzazione e alcuna spesa da sostenere. Per formalizzare la costituzione del gruppo, l’Associazione mette a disposizione dei moduli (scaricabili dal sito web) con i quali è possibile costituire un gruppo, creare una catena telefonica e raccogliere dati statistici sui furti avvenuti nella propria area. È buona norma notificare la costituzione del proprio gruppo alla polizia locale con la quale si possono sviluppare varie forme di collaborazione, non ultimo la custodia degli atti costitutivi e i dati statistici. Amministrazioni comunali, associazioni locali e privati cittadini, compatibilmente con la presenza dei volontari dell’Associazione nel loro territorio, possono chiedere supporto sia nelle fasi iniziali del programma sia nelle fasi successive. Nelle fasi iniziali i volontari possono partecipare ad incontri informativi con amministratori comunali, rappresentanti delle forze dell’ordine, associazioni locali e di categoria per illustrare il programma di controllo del vicinato”.

Controllo Vicinato

Il controllo del vicinato (Neighbourhood Watch) nasce negli Stati Uniti negli anni 60’/ 70’ e sbarca in Gran Bretagna nel 1982 nella città di Mollington, nei pressi Liverpool. Da allora il programma si è largamente diffuso in tutta la Gran Bretagna e, lentamente, in quasi tutti i paesi dell’Europa continentale, inclusi alcuni paesi dell’Europa dell’Est. Si stima che, ad oggi, in tutto il mondo siano più di dieci milioni le famiglie che hanno aderito a questo Programma. In Italia cominciano a formarsi i primi gruppi e ad apparire i primi cartelli gialli nel 2008, a Caronno Pertusella in provincia di Varese. Seguono a ruota Rodano e Parabiago in provincia di Milano, Levata-Curtatone in provincia di Mantova e in molte altre città medio-piccole. Nel luglio del 2013 viene fondata a Saronno l’Associazione Controllo del Vicinato, composta da volontari impegnati direttamente come coordinatori di gruppi già esistenti o impegnati a costituirne altri in altre città. Il programma ha visto una crescita lenta ma costante, soprattutto attraverso il passaparola tra sindaci. Ad oggi sono circa 60 i Comuni, che a diversi stadi di maturazione e organizzazione, lo hanno implementato.

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