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Liguria, a novembre 752 donne si sono rivolte ai centri antiviolenza: l’impegno della Regione

In occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne la Regione inaugura il "Muro delle Bambole" a Genova.

Regione. “L’invito alla cittadinanza è per il 25 novembre in piazza De Ferrari a Genova: a tutti, piccoli e grandi, chiediamo di portare una bambola per realizzare insieme il “Muro delle Bambole”, dire No alla violenza e rompere il muro del silenzio che circonda questo fenomeno. Quello che conta è che saremo in tanti, donne e spero anche uomini, ragazzi e le scuole per gridare forte un No collettivo alla violenza”.

Lo hanno affermato la vicepresidente e assessore alla Sslute Sonia Viale e l’assessore alla cultura e pari opportunità Ilaria Cavo in vista della giornata mondiale contro la violenza sulle donne. In occasione dell’inaugurazione del “Muro della Bambole”, in collaborazione con l’Ipasvi, saranno in piazza De Ferrari anche alcuni elementi, in particolare le violiniste, dell’orchestra del Teatro Carlo Felice.

“Come assessorato alla salute – ha spiegato la vicepresidente Viale – siamo fortemente impegnati nella promozione di protocolli all’interno dei pronto soccorso per garantire una presa a carico completa della persona vittima di una violenza, quindi con un’assistenza anche psicologica attraverso un pool dedicato. Nelle prossime settimane firmeremo un nuovo protocollo con la prefettura, le forze dell’ordine, i medici di medicina generale e le Asl liguri per l’estensione a tutto il territorio regionale di questo modello, fino a oggi presente solo nell’area metropolitana di Genova”.

Per aiutare le donne vittime di violenza “rispetto ai fondi già stanziati per l’anno in corso, in assestamento di bilancio – ha aggiunto l’assessore Cavo – abbiamo destinato, attraverso le conferenze dei sindaci, ulteriori 100mila euro per i centri antiviolenza, premiando però anche i progetti che si basano sulla prevenzione agli uomini. La convinzione, rafforzata dal dialogo con la magistratura, è che la lotta alla violenza di genere si realizzi non solo tutelando le donne ma anche frenando gli uomini, intercettando il problema prima che degeneri o evitando che si reiteri”.

“In quest’ottica – ha spiegato – abbiamo organizzato per domani un incontro nel carcere di Pontedecimo, nella sezione dei ‘sex offenders’ (uomini condannati in via definitiva per reati di natura sessuale contro donne o minori) per affrontare il problema della violenza sotto questo nuovo angolo visuale”.

L’iniziativa, nata da una stretta collaborazione con la direttrice della casa circondariale, è riservata ai detenuti (35) e agli addetti i lavori (tutti i responsabili dei centri antiviolenza e dei due centri genovesi, White Dove e Il Cerchio delle relazioni, che si occupano degli uomini, ndr). L’assessore Cavo entrerà nel carcere di Pontedecimo insieme al criminologo Massimo Picozzi e agli attori del teatro dell’Ortica che leggeranno pensieri raccolti nelle sezioni di “sex offenders” in diversi istituti penitenziari italiani come spunto di riflessione. Al criminologo il compito di condurre l’intero incontro, aprendo con una sua conferenza, gestendo eventuali interventi dei detenuti e tracciando le conclusioni.

“L’evento di domani, rivolto alla popolazione detenuta maschile della casa circondariale di Genova-Pontedecimo – ha spiegato il direttore dell’istituto penitenziario, Maria Isabella De Gennaro – assume come focus gli autori di violenza, e, quindi, i maltrattanti. Si tratta di un progetto, che nasce dalla collaborazione di più soggetti, costituendo efficace esempio di interazione tra le istituzioni (l’amministrazione penitenziaria e la Regione Liguria) e le realtà del territorio cittadino. Il teatro dell’Ortica di Genova, con la regia di Anna Solaro, che, oramai da anni, collabora con l’istituto di Pontedecimo e l’Associazione White Dove, da anni impegnata sul tema della violenza, porteranno, infatti, in scena testimonianze di uomini, autori di violenza”.

“Da questi racconti – ha concluso – scaturiranno considerazioni e riflessioni, con il fattivo coinvolgimento del criminologo Massimo Picozzi, sul tema della violenza, per mettere a fuoco le cause della stessa al fine di favorire e stimolare percorsi di consapevolezza e di assunzione di responsabilità, nell’ottica di offrire strumenti per un concreto supporto al cambiamento”.

Regione Liguria ha promosso, in questi giorni, anche una campagna pubblicitaria contro la violenza sulle donne in cui, oltre a promuovere l’iniziativa in piazza del 25 novembre con il Muro della Bambole e invitare tutti a portare la propria bambola, vengono elencati e pubblicizzati tutti i centri antiviolenza liguri. Sul sito www.regione.liguria.it è disponibile l’elenco di tutte le iniziative organizzate in Liguria in vista del 25 novembre. Regione Liguria ha messo a disposizione il proprio Info Point di Piazza De Ferrari per associazioni, centri antiviolenza, Comune di Genova e forze dell’ordine che vogliano fornire informazioni e mettere a disposizione il materiale sull’attività svolta e sulle diverse iniziative in programma.

Nel 2016, al mese di novembre, sono state 752 le donne che si sono rivolte ai 7 centri antiviolenza di tutta la Liguria (in calo rispetto al 2015 quando, nell’arco dei 12 mesi, erano state 1121): 551 hanno partecipato ad almeno il primo colloquio di approfondimento e 405 sono state effettivamente prese in carico. Anche quest’anno la fascia di età prevalente è quella fra i 35 e i 50 anni. Circa il 65 per cento è di nazionalità italiana, per la maggior parte con un titolo di studio medio alto. In tutti i casi è presente una violenza di natura psicologica mentre nella metà dei casi la violenza è fisica. Anche la violenza economica è diffusa, mentre altre forme di violenza, come lo stalking o la violenza sessuale, risultano meno frequenti. Solo un terzo delle donne che si rivolgono ai centri riferisce di aver denunciato i fatti all’autorità competente. L’autore è quasi sempre il partner o ex partner (70 per cento dei casi).

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