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L’autista savonese aggredito alla stazione di Sanremo: “Mi sono sentito indifeso”

E' tornato a casa il conducente dell'azienda di trasporti piemontese colpito al volto da uno sconosciuto

Savona“Mi sono sentito indifeso e soprattutto sui pullman lo sono tutti i colleghi che svolgono questo servizio che è essenziale per la comunità. In un paese civile dove manca la sicurezza sui mezzi di trasporto si torna ai tempi delle diligenze quando era un azzardo viaggiare anche su percorsi brevi. Sono preoccupato per i giovani che dovranno vivere questo tipo di situazioni che non fanno parte del vivere civile”. E’ tornato a casa Claudio L., l’autista cinquantenne di Savona, dipendente di un’azienda piemontese incaricata da Trenitalia di trasportare i viaggiatori dei treni dopo che la linea ferroviaria è interrotta per lavori. Era al suo terzo viaggio sui bus in quella tratta, ma per l’azienda di trasporti è in servizio ormai da tre anni.

Non lo augura a nessuno quello che gli è capitato sabato pomeriggio alla stazione di Sanremo. “Avevo appena aperto il portellone del pullman quando si è avvicinato un uomo, era uno straniero. Ha iniziato ad insultarmi – racconta – non ho avuto il tempo neppure di capire perchè mi stava insultando: mi ha tirato un pugno in faccia ritenendomi colpevole del fatto che sarebbe arrivato tardi al lavoro”. Dopo l’aggressione lo sconosciuto si è dileguato. L’autista invece è stato trasportato all’ospedale. E’ stato medicato e dimesso. Ne avrà per 15 giorni, salvo complicazioni. Le complicazioni sono un occhio tumefatto e quindi un dente incrinato e una frattura al setto nasale. “Ora sto bene, ma domani dovrò farmi vedere all’occhio. Spero non vi siano problemi. Ma ora come ora vedo tutto doppio”.

E c’è anche un secondo tempo in questa vicenda: l’autista della ditta piemontese arrivato per guidare il pullman rimasto senza conducente è stato derubato del borsello. Dentro c’era anche il navigatore satellitare. Insomma una brutta giornata da dimenticare. “La direzione mi ha chiamato, sono stati tutti solidali con me. Anche i colleghi sono dispiaciuti per quello che è successo – dice ancora Claudio – Che cosa serve per viaggiare più tranquilli? Forze dell’ordine a bordo degli autobus. Ieri è toccato a me, ma domani potrebbe capitare ad un viaggiatore”.

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