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I finanzieri arrestati per concussione raccontano la loro verità davanti al Gip

Ad essere interrogato insieme a loro anche l'imprenditore savonese accusato in concorso di un tentativo di concussione.

Procura Savona

Savona. Hanno preferito non avvalersi della facoltà di non rispondere e quindi raccontare la loro versione dei fatti e difendersi Giancarlo Perfetti e Luciano Puddu, i due ex marescialli del nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza che sono stati arrestati martedì scorso con l’accusa di concussione. Ad essere ascoltato insieme a loro dal gip Fiorenza Giorgi c’era anche Giovanni Falco, imprenditore savonese accusato in concorso di un tentativo di concussione.

Al termine delle audizioni (durate tutte più di un’ora), il giudice per le indagini preliminari si è limitato a precisare che i tre “hanno risposto alle domande”. Circa il contenuto degli interrogatori, il gip ha specificato di non poter dire nulla “perché sono in corso accertamenti”.

Quello che è certo è che i due finanzieri hanno dato la loro versione dei fatti e fornito spiegazioni circa le accuse contestate dalla Procura. Adesso toccherà agli inquirenti valutare se, alla luce delle dichiarazioni degli indagati, le loro posizioni potranno alleggerirsi.

Intanto i legali di Perfetti e Puddu, gli avvocati Luciano Chiarenza e Fabio Rulfi, hanno presentato un’istanza di revoca della misura cautelare in carcere sulla quale il Gip si è riservato di decidere (la decisione dovrebbe arrivare entro i cinque giorni canonici).

Giovanni Falco, che è accusato di un episodio di tentata concussione, si è presentato in tribunale con il suo legale Franco Aglietto. L’imprenditore ha categoricamente contestato di aver fatto richieste di denaro all’avvocato savonese che nel marzo scorso si è rivolto alla guardia di finanza denunciando l’episodio risalente al 2009 e oggi finito (insieme ad altri) al centro dell’inchiesta. “Il mio assistito ha risposto su tutti i punti e fornito la sua versione del fatto contestato che è molto diversa da quella descritta nel capo d’imputazione”, si è limitato a precisare l’avvocato Aglietto.

Al termine dell’interrogatorio di garanzia anche l’avvocato Aglietto ha presentato un’istanza di revoca della misura cautelare (Falco è stato colpito da un obbligo di dimora ad Albisola Superiore).

L’indagine che ha portato all’esecuzione delle tre misure cautelari, richieste dal pm Vincenzo Carusi, andava avanti da diversi mesi. A portarla avanti sono stati gli stessi colleghi di Puddu e Perfetti.

Secondo quanto trapelato, gli accertamenti hanno preso le mosse da un’indagine interna delle Fiamme Gialle in relazione ad una compravendita immobiliare effettuata da Luciano Puddu. Dai successivi accertamenti sui conti del finanziere sarebbero emerse alcune anomalie: in particolare ritirava pochissimi contanti e non usava praticamente mai i pagamenti elettronici. Un elemento che, alla luce del fatto che il suo unico guadagno risultava essere lo stipendio da finanziere, strideva con le sue operazioni immobiliari e con il suo stile di vita. Così, quello che sembrava essere un normale accertamento relativo ad una possibile evasione fiscale, si è però ben presto trasformato nell’indagine per concussione sfociata nei due arresti.

La svolta sarebbe arrivata nel marzo scorso quando un noto professionista savonese si è presentato nella caserma di via Famagosta e ha raccontato ai finanzieri un episodio accaduto nel 2009. Nello specifico, il testimone ha rivelato di essere stato contattato dall’imprenditore Falco per essere informato dell’esistenza di un fascicolo aperto dalla guardia di finanza che ipotizzavano fosse un evasore. A quel punto Falco avrebbe detto al professionista di conoscere le persone, Perfetti e Puddu secondo l’accusa, che potevano aiutarlo a risolvere quel problema.

Una notizia davanti alla quale però il noto professionista savonese non aveva ceduto alla concussione (nel frattempo aveva verificato che non esisteva alcun fascicolo a suo nome e quindi non si era più preoccupato). Prendendo le mosse da questa testimonianza però gli uomini della guardia di finanza savonese hanno svolto ulteriori accertamenti e, ascoltando altri imprenditori della zona, avrebbero trovato le prime vittime.

Secondo la ricostruzione della Procura, il modus operandi con cui Puddu e Perfetti riuscivano a farsi versare ingenti somme di denaro dai titolari di imprese savonesi era semplice. I finanzieri bussavano alle porte delle aziende per svolgere accertamenti fiscali e, una volta effettuate le prime verifiche, facevano intendere che sarebbero saltate fuori delle irregolarità e che l’imprenditore in questione rischiava sanzioni salate. A quel punto suggerivano la soluzione: con una “mazzetta” sicuramente la verifica si sarebbe risolta in maniera positiva.

Gli episodi contestati dalla Procura a Puddu e Perfetti in concorso sono due: in un caso si sarebbero fatti consegnate 40 mila euro e nell’altro 130 mila da altrettanti imprenditori. Ma la lista di accuse è più lunga per Puddu nei confronti del quale ci sarebbe anche un terzo caso di concussione grazie al quale avrebbe intascato altri 100 mila euro. E poi, per entrambi, c’è la tentata concussione a danno del professionista savonese, quella che coinvolge anche Falco. Infine gli investigatori avrebbero documentato un secondo tentativo di concussione che però è già caduto in prescrizione e, di conseguenza, non è stato contestato.

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