Sparatoria a Vado, nomade a giudizio per porto abusivo di arma da fuoco - IVG.it
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Sparatoria a Vado, nomade a giudizio per porto abusivo di arma da fuoco

Secondo gli investigatori l'episodio era riconducibile ad un atto intimidatorio dopo alcuni screzi tra differenti gruppi di rom

piazzale san lorenzo vado

Vado Ligure. E’ iniziato il processo che vede a giudizio un nomade, Dajgore H., accusato di aver preso parte alla sparatoria avvenuta la notte di Ferragosto del 2015 nel piazzale di San Lorenzo a Vado Ligure.

Secondo quanto ricostruito dalle forze dell’ordine, Dajgore H., era sull’auto dalla quale quella sera, a scopo intimidatorio, erano stati sparati in aria alcuni colpi con una pistola semiautomatica. Per questo il nomade, che non sarebbe la persona che materialmente ha sparato, deve rispondere di concorso nel porto abusivo di un’arma da fuoco.

Sull’episodio avevano indagato polizia e carabinieri che erano riusciti ad identificare i responsabili (di cui uno minorenne) e a fornire agli inquirenti del tribunale di Savona tutti gli elementi necessari al gip Francesco Meloni per l’emissione di tre ordinanze di custodia cautelare in carcere.

Secondo quanto accertato, l’episodio sarebbe stato legato a precedenti contrasti tra i membri di alcune famiglie rom stanziali nella zona di Torino e quelli di altre famiglie che gravitano nella zona di Savona e di Asti. Secondo quanto appurato, già nei giorni precedenti alla sparatoria alcuni componenti dei gruppi avevano avuto screzi verbali.

Le indagini coordinate dal sostituto procuratore Vincenzo Carusi avevano quindi permesso di acquisire prove nei confronti dei responsabili. La prossima udienza del processo a Dajgore H. è stata fissata per dicembre.

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