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Tirreno Power, i sindacati dal prefetto: “Il governo deve bloccare i licenziamenti” fotogallery video

"Il governo deve fermare l'azienda e portarla a percorrere un altro cammino”

Savona. “Il governo e il ministero per lo sviluppo economico deve intervenire affinché l’azienda riti la procedura di mobilità che condanna 186 lavoratori del gruppo e in particolare 110 dipendenti dello stabilimento di Vado Ligure”.

E’ questa la richiesta che i delegati sindacali dei dipendenti della Tirreno Power hanno sottoposto all’attenzione del prefetto di Savona Giorgio Manari nel corso dell’incontro tenutosi questa mattina presso il Palazzo del Governo di piazza Saffi. Insieme ai rappresentanti dei lavoratori c’erano anche il sindaco di Vado Ligure (nonché presidente della Provincia) Monica Giuliano e il suo collega di Quiliano Alberto Ferrando.

“Con l’apertura della procedura di mobilità – spiega il segretario provinciale della Cgil Giulia Stella – l’azienda ha di fatto interrotto la trattativa con il Mise che sarebbe dovuta riprendere il 23 settembre. In quella sede l’azienda avrebbe dovuto presentare un nuovo piano industriale, cosa che di fatto avrebbe creato le condizioni necessarie affinché potessero essere concessi ulteriori ammortizzatori sociali ai lavoratori ancora in organico. Questo tavolo, però, è stato interrotto in modo unilaterale dall’azienda e ciò ha condannato i dipendenti al licenziamento”.

I sindacati e le istituzioni locali, quindi, hanno chiesto al prefetto di intercedere con il governo affinché si attivi con l’azienda per bloccare i licenziamenti: “Tra l’altro – ricorda Giulia Stella – qualche giorno fa la Regione ha approvato la delibera per richiedere al governo di dichiarare lo stato di area di crisi complessa. Ciò permetterebbe di protrarre per altri 12 mesi gli ammortizzatori sociali, cosa che darebbe respiro ai lavoratori e consentirebbe all’azienda di capire le proprie intenzioni circa lo stabilimento di Vado e più in generale a livello nazionale”.

Tirreno Power, infatti, è un’azienda che opera a livello nazionale: “Di recente – aggiunge ancora il segretario della Cgil – il governo ha dichiarato di voler abbandonare il carbone come fonte di energia. Il presidente del consiglio ha dichiarato che i lavoratori del settore non saranno lasciati soli. Quello che chiediamo, quindi, è l’attivazione di un doppio binario di trattativa: una specifica per Vado e una che tuteli l’intero settore”.

Dal canto suo, il prefetto “si è assunto l’impegno di procedere in questa direzione a fianco di Comuni e sindacati. Nei prossimi giorni, inoltre, chiederemo che il governo si interessi di questo problema prima del tavolo del 23 settembre. E’ importantissimo non arrivare a quella data con una procedura di mobilità (che dura 75 giorni e si conclude con i licenziamenti) innescata. In questi anni l’azienda ha spremuto il territorio e ha tratto solo profitti. Con questa procedura se ne andrebbe lasciando solo macerie. E’ importante che Tirreno Power dimostri di voler fare qualcosa. Il governo deve fermare l’azienda e portarla a percorrere un altro cammino”.

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