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Referendum costituzionale, a Dego un incontro per promuovere il no

Si terrà venerdì alle 20.45 presso il teatrino dell’asilo parrocchiale di Dego

scheda elettorale referendum

Dego. Venerdì alle 20.45 presso il teatrino dell’asilo parrocchiale di Dego, il comitato civico “Cairo per il no che serve” organizza il secondo incontro pubblico teso ad illustrare ai cittadini valbormidesi le ragioni del no al referendum costituzionale che si terrà quest’autunno.

Così come per il precedente evento, svoltosi ad Altare, alla serata parteciperanno, in qualità di relatori, Paolo Ardenti, coordinatore regionale dei comitati per il no del centrodestra, e l’avvocato Maria Gabriella Branca, presidente della sezione savonese del Coordinamento per la Democrazia Costituzionale.

Il portavoce di “Cairo per il no che serve” Alberto Bonifacino dichiara: “Continua la serie di incontri pubblici su tutto il territorio della Valbormida, organizzata in collaborazione con i fondatori della Federazione Valbormidese dei Comitati per il no, Christian De Vecchi e Francesco Garofano. Anche a Dego, come abbiamo fatto ad Altare, ci mobilitiamo per informare i cittadini sulle nefaste conseguenze che avrebbe sulla nostra democrazia l’approvazione della riforma costituzionale Renzi-Boschi”.

“Il nostro approccio al tema è e rimane del tutto civico e trasversale ed è rivolto a evidenziare le gravi deficienze, nel merito, del progetto governativo, che mina la sovranità dei cittadini elettori e riporta l’Italia sulla strada del centralismo. Dopo Dego, proseguiremo con altri incontri su tutto il territorio”.

“Il testo della riforma Boschi-Renzi è stato portato avanti dal governo, per mezzo di epurazioni, emendamenti saltati tramite ‘canguri’ e completamente in barba al pluralismo e alla condivisione che dovrebbero contraddistinguere tutti i passaggi di modifica della nostra Costituzione. Inoltre la sciagurata legge elettorale Italicum, definita incostituzionale ma comunque approvata in parlamento a colpi di maggioranza, rappresenta un vero e proprio attentato alla basi della democrazia del nostro Paese. Noi non vogliamo ridurre il referendum su modifiche piuttosto profonde della Costituzione ad una battaglia pro e contro Renzi”.

“Questa pericolosissima riforma è altresì accentratrice e non possiamo correre il rischio di vedere ulteriormente ridotta l’autonomia dei nostri enti locali soprattutto in tema di servizi alla collettività. La nostra volontà è quindi anche quella di sostenere il no al referendum al fine di valorizzare i nostri territori in un’ottica di maggiore autodeterminazione dei nostri comuni”.

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