Recidivo

Rapina ad un coetaneo ad Albenga: 19enne condannato, l’amico assolto perché “incapace”

Il ragazzo che non è stato condannato ha diversi precedenti: a febbraio era stato arrestato per lesioni, danneggiamenti e detenzione di droga

Tribunale Savona

Mioglia. Nel maggio scorso due ragazzi, F.C.L.M., 20 anni, di origini inglesi, e M.A., di 19 anni, albanese, erano finiti in manette con l’accusa di aver rapinato, ad Albenga, un coetaneo marocchino di due telefoni smartphone di sua proprietà. Una vicenda per la quale questa mattina l’albanese ha patteggiato due anni e 20 giorni di reclusione e 800 euro di multa, mentre l’amico, che dopo una perizia psichiatrica è risultato incapace di intendere e volere, è stato prosciolto perché non imputabile al momento del fatto.

Il ventenne di origini inglesi aveva comunque negato di aver rapinato il coetaneo: al gip aveva spiegato di essere arrivato ad Albenga per acquistare dell’hashish e di essersi rivolto ad un gruppo di nordafricani. Dopo aver pagato per la dose, alcuni marocchini si erano allontanati per prender la droga e uno di loro era rimasto insieme all’albanese e all’amico. A quel punto sarebbe scoppiata una discussione poi degenerata a calci e pugni. Nella colluttazione il marocchino avrebbe perso i cellulari prima di scappare. I due ragazzi li avrebbero raccolti per poi allontanarsi. Il giovane inglese, quindi, aveva negato di aver rapinato il marocchino.

Tra l’altro non era la prima volta che F.C.L.M. finiva nei guai: qualche mese dopo la rapina di Albenga, mentre era ai domiciliari, era stato colpito da un ordine di carcerazione per detenzione di stupefacenti: nel corso di alcuni controlli i militari valbormidesi avevano infatti trovato la droga nell’abitazione.

Soltanto tre giorni prima della rapina di aprile, sempre con l’amico albanese, si era reso protagonista del furto di una bici in via Paleocapa a Savona del valore di circa 500 euro, ma erano stati fermati dall’arrivo della pattuglia.

Andando ancora più indietro, a febbraio il giovane era finito a giudizio per un episodio risalente al 20 settembre 2015 quando, secondo la ricostruzione della polizia, in pieno centro a Savona aveva sputato in faccia al gestore della libreria “Libraccio” e lo aveva colpito con un espositore del negozio, poi aveva picchiato un passante di origine bengalese in piazza Sisto, minacciato una ragazza che lo voleva difendere e, per finire, aveva scalciato anche contro due poliziotti intervenuti per fermarlo.

Il ragazzo era quindi finito in manette per resistenza a pubblico ufficiale, lesioni, minacce, oltraggio e danneggiamenti. Processato, il perito incaricato di valutare il giovane aveva confermato la sua incapacità di intendere e volere, ma anche la sua pericolosità sociale. Motivo per cui il giudice, nonostante la sentenza di assoluzione, aveva imposto all’imputato la misura di sicurezza della libertà vigilata per un anno con l’obbligo di frequentare una comunità terapeutica. Una soluzione che sarà adottata anche dopo la sentenza di questa mattina.

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