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Piaggio Aerospace, nuovo sciopero e corteo dei lavoratori a Savona

Domani presidio sotto l'Unione Industriali, in seguito la manifestazione fino al Palazzo del Governo

Villanova d’Albenga/Savona. Un’intera giornata di sciopero, otto ore, con presidio dalle ore 9:00 sotto l’Unione Industriali di Savona: previsto un corteo dei lavoratori diretto verso la Prefettura, dove Rsu e organizzazioni sindacali incontreranno il Prefetto per chiedere un nuovo e urgente incontro con il Governo.

E’ quanto deciso questa mattina dall’assemblea dei lavoratori della Piaggio Aerospace dopo l’annuncio unilaterale da parte dell’azienda della procedura di mobilità per 132 lavoratori, 89 su Genova e 43 sullo stabilimento di Villanova d’Albenga, ovvero le maestranze attualmente in cassa integrazione.

Per sindacati e Rsu aziendale una “decisione inaccettabile e scellerata che cancella gli accordi e gli impegni presi nei precedenti incontri e per questo ora è necessario un confronto chiarificatore con il Governo, in maniera urgente”.

“Abbiamo intenzione di fare piena luce con il Governo rispetto alle rassicurazioni che ci erano state date a Palazzo Chigi lo scorso agosto e ribadite dal sottosegretario – Gli accordi vanno rispettati, non è possibile intavolare una trattativa sul piano industriale partendo dagli esuberi del personale” aggiungono le segreterie sindacali.

“Auspichiamo che già domani possa arrivare una nuova data per un incontro in sede governativa, anche perché se l’azienda continuerà su questa linea, senza regole e senza qualsiasi forma di rispetto per i lavoratori, siamo pronti alla lotta per salvaguardare e tutelare prospettive industriali e occupazionali”.

Fim-Fiom-Uilm di Genova e Savona hanno inviato oggi una lettera al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio De Vincenti e al Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda: “Vi richiediamo la convocazione urgente del tavolo di confronto avviato il 9 di agosto presso la Presidenza del Consiglio per Piaggio Aerospace. Siamo alle solite, infatti malgrado il percorso proposto dal Ministro l’azienda, incurante di tutto, ha deciso di andare avanti con il proprio piano”.

“Sono state formalmente attivate le procedure per licenziare 132 lavoratori, tra l’altro in cassa integrazione, come ricorderete questo è il primo degli atti che secondo l’azienda porterà la società a dismettere produzioni e attività che coinvolgeranno la metà dei lavoratori 650 su 1300 circa”.

“I lavoratori sono particolarmente contrariati perché pensano che il governo italiano non è in grado di intervenire sulla proprietà, siamo in una situazione delicatissima in cui tutte le parti che si sono impegnate in questa vertenza danno l’idea di essere impotenti, generando nei lavoratori un clima molto pericoloso”.

“Siamo certi capirete la gravità della situazione e aspettando un vostro cenno di riscontro” concluda la lettera delle organizzazioni sindacali di categoria.

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