Scelta discussa

Il paradosso di Sassello: stessi alunni, una classe in meno. Il sindaco: “Così si uccide l’entroterra”

Amaro Buschiazzo: "La nostra scuola è un modello nazionale, per sostenerlo la giunta rinuncia ai rimborsi. Ma il Ministero non tiene conto nemmeno del merito..."

Sassello. Perdere una classe pur avendo lo stesso numero di alunni. E’ quanto accade a Sassello, dove il prossimo anno scolastico si avrà una pluriclasse fra prima e seconda media nonostante l’anno scorso, con lo stesso numero di allievi (19), fossero state assegnate due classi. A farlo sapere è il sindaco di Sassello, Daniele Buschiazzo: “Sarebbe stato del tutto logico che anche per l’anno 2016/2017 alla secondaria ci fossero gli stessi organici dello scorso anno scolastico. Tuttavia, la logica non appartiene al mondo del Ministero dell’Istruzione“.

“Al di là dei numeri, ci sono motivazioni meno ragionieristiche per sostenere che a Sassello non vi dovesse essere una pluriclasse – spiega – La prima è una ragione che può valere per Sassello, ma che vale in generale per le piccole scuole di montagna. Continuare a tagliare servizi sull’entroterra può essere una soluzione semplice e immediata che, però, a lungo termine rischia di avere gravi riflessi. Più si taglia sulle piccole scuole, più il rischio che questi luoghi si spopolino diventa concreto. Essendo la scuola il perno dei paesi dell’entroterra, se le famiglie decidessero di spostarsi perché non ritengono più adeguato questo servizio, andremmo a far morire tutta la fascia interna della nostra regione. Non ci si può porre il problema a parole dello spopolamento delle aree interne, considerate come un presidio fondamentale per la tutela del territorio, e continuare a tagliar loro i servizi. I problemi delle aree interne non si risolvono sicuramente tagliando i servizi. Anzi, continuare a tagliare i servizi significa dare una lenta eutanasia all’entroterra“.

“Oltre a questa motivazione – prosegue il primo cittadino – vi è una ragione storica per ‘difendere’ l’I.C. Sassello e Sassello, in particolare. Sassello, da un punto di vista delle scuole, negli ultimi dieci anni è diventato un modello riconosciuto a livello regionale e nazionale. Questo è un elemento del quale dobbiamo essere tutti orgogliosi e su cui dobbiamo proseguire ad investire. La sinergia fra Enti Locali e Istituto Comprensivo ha portato prima a mettere in rete tutti i plessi scolastici, poi a esportare questo modello ad altri Istituti in Liguria con il progetto ‘Scuole in rete’, poi a digitalizzare la didattica con il progetto ‘Smart future’ sponsorizzato da Samsung Italia, infine a sviluppare questo modello con la scuola a distanza realizzata con gli Istituti secondari superiori di Savona. Sassello è un modello che Indire, il più antico ente di ricerca del Miur, e il Cremit, dell’Università Cattolica di Milano, portano in giro per l’Italia (a luglio fa siamo stati a Favignana per il progetto mar@monti con l’Istituto Comprensivo di Favignana – TP) come esperienza virtuosa”.

Buschiazzo non nasconde l’amarezza: “Viene da dire che nemmeno il merito viene tenuto in considerazione dal Ministero e dalla Direzione scolastica. Non esiste nemmeno l’intelligenza per capire che certe esperienze pilota possono essere esportate e possono dare risposte in zone che possono avere i nostri stessi problemi e che quindi non vanno depauperate. Il Comune di Sassello a bilancio mette circa duecentomila euro all’anno per la gestione delle scuole e per la scuola a distanza, sta ultimando l’efficientamento energetico dell’edificio scolastico, con un contributo della Regione Liguria, e la Giunta rinuncia dal 2013 alla propria indennità e ai propri rimborsi spese per mantenere una convenzione con la scuola per l’acquisto di materiale didattico e informatico: tutto ciò perché il Comune è il primo a credere nella scuola come presidio fondamentale e fondante della propria comunità”.

“Il problema è che il Comune ci crede nelle scuole, ma il Ministero e la Direzione scolastica non ci credono affatto – conclude Buschiazzo – anche perché se ci credessero, non saremmo da due anni con una reggenza sul nostro Istituto Comprensivo e, quindi, con un preside che può essere solo un giorno a settimana da noi e dare un apporto minimo alla causa dell’Istituto comprensivo di Sassello. Comunque, il Comune continuerà a fare la propria parte anche ora. Anzi la farà ancora di più, per mantenere la qualità dell’insegnamento alta presso il nostro Istituto Comprensivo. Tutto ciò, nonostante il Ministero dell’Istruzione”.

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