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Lettere al direttore

Nicolick: “Mattarella dalle vittime dei nazisti ma non da quelle dei partigiani, occasione mancata”

Equità

Il nostro Presidente della Repubblica ha visitato Savona e Stella, per ricordare la figura di Pertini ed ha , giustamente, incontrato l’anziana sorella di un Carabiniere che eroicamente scambiò la sua vita con quella di venti ostaggi dei Nazifascisti.

Gesti encomiabili che la massima carica Istituzionale dello Stato non può non compiere. Tuttavia, essendo egli, il Presidente di tutti, proprio tutti gli Italiani, nel nome di una ipotetica equità avrebbe dovuto, anche, visitare la tomba, nel Camposanto di Zinola, dove riposa Giuseppina Ghersi, una adolescente Savonese di appena tredici anni, rapita, seviziata e assassinata da alcuni poliziotti ausiliari partigiani, i quali compirono questo atto criminale, giustificandolo come una esecuzione di una pericolosa spia fascista. Per questo atto che rimane di una nefandezza orrenda, nessuno di loro fece un solo giorno di galera.

A maggior ragione una visita del Presidente della Repubblica avrebbe potuto essere un atto di riparazione dopo settantuno anni, verso una ragazzina che venne annullata da alcuni criminali sotto lo scudo della resistenza.

Inoltre, visto che il Presidente ha incontrato la sorella di un eroico Carabiniere, Albino Badinelli, che a Santo Stefano D’Aveto, si immolò per salvare degli ostaggi, forse avrebbe potuto almeno a a parole, ricordare altri due Carabinieri, il Maresciallo Andrea Barbagallo e il Brigadiere Umberto Vignola che, rispettivamente ad Albisola e ad Ortovero, furono privati della loro vita da partigiani comunisti, proprio perchè l’uniforme da loro indossata era invisa ai loro boia. Mi rendo conto della esiguità del tempo a disposizione del Presidente della Repubblica, ma ritengo che con questi due semplici gesti, a costo zero, avrebbe compiuto un atto di Giustizia in omaggio ai suoi alti doveri istituzionali dato che egli rappresenta l’unità nazionale. Senza mancare di rispetto a nessuno, mi pongo una domanda, c’è stata una occasione mancata?

Roberto Nicolick

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