Calcio

Luca Pellegrini: l’oro di Roma

Lo speciale Settore Giovanile del ct Vaniglia

Luca Pellegrini

Tutto iniziò così. Destro, sinistro. Interno, esterno. Scambi veloci. Luca e Bruno Conti sul campo a palleggiare. Il primo è un bel talento della Tor Tre Teste. Trequartista, anche esterno alto. Trenta gol alle spalle e un provino con la Roma ancora da fare: “Tu, ragazzo, sei bravo”. Sentenzia Bruno. “Grazie…” risponde Luca, forse un po’ timido. Normale dai. Poi entra in campo e… bastano un paio di dribbling per conquistare tutti.

Preso, concorrenza della Lazio battuta in volata. Al cuor (romanista) non si comanda. Oggi, sei anni dopo, Luca Pellegrini gioca in Primavera. Felice, sì, per quel provino andato bene: classe ’99, terzino sinistro di spinta, diverse presenze in campionato (dove gioca sotto età) e l’esordio in Youth League contro il Bate. Il futuro della Roma, chiaro e semplice. Blindato in estate grazie al suo agente Mino Raiola. Luca Pellegrini, studente di ragioneria. Bravino in inglese eh, anche in spagnolo. Col sogno di giocare insieme all’amico Donnarumma. Magari, chissà, con la “3” dell’idolo Maldini (anche se il modello resta Bale).

In principio fu il nuoto, vincendo qualche gara. Poi arrivò il pallone. Gli inizi col Cinecittà Bettini, la Tor Tre Teste (società che presto vi illustreremo) con mister Mastropietro e infine il provino alla Roma di cui sopra. Era il 7 aprile quando venne preso, giorno del compleanno del papà (ex giocatore della primavera del Napoli). Scopritore? Bruno Conti, certo, ma anche Roberto Muzzi. Che gli rivela: “Ti farò diventare il miglior terzino d’Italia”.

Lo vede esterno basso quindi, in quanto lo visiona durante un torneo in cui il ragazzo gioca dietro. Mancano tutti in difesa, lui passa terzino a causa del forfait di un suo compagno. Inconsapevole, forse, che quell’infortunio gli avrebbe svoltato la carriera. Intuizione vincente, quella di Muzzi. E tante vittorie nel corso degli anni: tornei in giro per l’Europa, la nazionale e due scudetti (Giovanissimi e Allievi Nazionali con mister Coppitelli). Unico giocatore, insieme a Mirko Antonucci, ad aver vinto due finali giovanili consecutive con la stessa maglia. Record. Un grandissimo grazie a Muzzi quindi, di cui conserva ancora la foto sul comodino.

Personalità e carattere le sue migliori qualità. Umiltà e rispetto poi, come gli hanno insegnato papà Mauro e mamma Monica. Piedi per terra con un occhio alla scuola, niente allenamento con un 5.5 in pagella. Patti chiari, amicizia lunga. Il mercato, però, inizia a correre veloce. Primo club a farsi avanti lo scorso anno? Il Reading. Gli inglesi arrivano col ds, tanti dati e alcuni video del ragazzo. Poi col tempo si presentano altre squadre: AZ, Monaco, Man City, PSV e Liverpool. La Roma si cautela, fa capire al ragazzo che punta su di lui. Triennale e via, evitato un altro caso Scamacca.

E pensare che Pellegrini poteva andar via già a 14 anni (Juve e Fiorentina su di lui), ma una stretta di mano con Bruno Conti bloccò tutto. Curioso il calcio vero? Tutto iniziò con dei palleggi e un cambio di ruolo. Casuale, decisivo. Un po’ di fortuna. Oggi la storia continua. E il futuro, stavolta, dipende da Luca.

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