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Vertice Piaggio a Palazzo Chigi, i sindacati: “Per il Governo resta valido il vecchio accordo”

Le nuove linee guida (che prevedono esuberi e esternalizzazione di settori di produzione) non sono state condivise con il Governo

Villanova d’Albenga. “Il governo intende essere della partita e svolgere il proprio ruolo. Le linee guida fornite dall’azienda e che noi riteniamo inaccettabili non sono state condivise ma sono solo una proposta dell’amministratore delegato”. E’ quanto emerge dall’incontro tenutosi oggi pomeriggio a Palazzo Chigi a Roma e riguardante la questione Piaggio.

La riunione era presieduta dal sottosegretario alla presidenza del consiglio Claudio De Vincenti e dal ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda e ha visto la partecipazione dei rappresentanti sindacali dei lavoratori di Piaggio, che hanno ribadito le loro preoccupazioni rispetto alle linee guide del nuovo piano industriale che ci sono arrivate dall’Ad Piaggio il 28 luglio: “In esso – ricorda Andrea Mandraccia della Fiom-Cgil – sono previsti 132 esuberi e l’esternalizzazione di pezzi di produzione strategici e redditizi come i motori (con 500 lavoratori che saranno ricollocati con soggetti dei quali non si sa ancora nulla). Inoltre, abbiamo ribadito come ogni discussione debba ripartire dall’accordo che teneva tutto assieme, lavoratori e produzione”.

“Al governo – prosegue Mandraccia – abbiamo chiesto al governo quanto sapesse di queste linee guida e se intende esercitare la ‘Golden Power’ che è un diritto di informazione preventiva e assenso rispetto ad eventuali cambiamenti societari o in termini di produzione definito dal decreto della presidenza del consiglio dei ministri del 18 aprile 2014. Abbiamo aggiornato le istituzioni circa quanto è stato detto il 28 luglio e abbiamo chiesto a sottosegretario e ministro se fossero a conoscenza della situazione, se avessero un’idea di cosa fare e, per quanto riguarda Savona, abbiamo rimarcato il fatto che gli esuberi e l’esternalizzazione di settori importanti di Piaggio sarebbero una mazzata terribile in un territorio già in forte crisi (tant’è vero che a inizio settembre la Regione dovrebbe inviare al governo la richiesta di istituzione di area di crisi complessa)”.

A giugno 2014 De Vincenti era vice ministro dello sviluppo economico e aveva firmato l’accordo che definiva il piano industriale 2014-2018. A distanza di due anni il sottosegretario si è ritrovato a ribadire quanto già affermato al momento della sottoscrizione del protocollo: “De Vincenti ha detto due cose – aggiungono dalla Fiom e dalla Uilm – La prima è che l’azienda non ha condiviso le linee guida, che quindi rappresentano solo una proposta dell’Ad Logli. La seconda è che anche per quello che riguarda il governo si deve ripartire dall’accordo del 2014. Secondo il sottosegretario occorre capire se il piano ha funzionato o meno e perché e se si possa fare qualcosa per rimediare”.

“Calenda ha ribadito quanto detto da De Vincenti e ha aggiunto che è necessario continuare a parlare con l’azienda. Anzi, l’intenzione del governo è continuare a parlare con l’azionista (il ruolo del management è diverso rispetto a quello della proprietà di Abu Dhabi). Il ministro ha ribadito che si tratta di una partita di primo piano, che continua a considerare Piaggio strategica perché opera in settore strategico e ha una produzione strategica”.

L’appuntamento è per settembre: “Tra qualche settimana ci sarà un nuovo tavolo con l’azienda. In quella sede verranno verificate le reali intenzioni dell’azionista. Il governo si è detto disponibile a fare la propria parte in termini di commesse. Ma è necessario che ci sia chiarezza e un piano industriale serio. Questa deve essere la prerogativa per ogni genere di rapporto virtuoso”.

I sindacati si dicono soddisfatti dell’esito dell’incontro: “L’incontro è stato convocato in tempi rapidi e in un periodo dell’anno in cui di norma la politica è in ferie e questo è positivo. Per quello che riguarda le risposte che ci sono state date, siamo soddisfatti. Il governo ha ribadito che è necessario ripartire dall’accordo di due anni fa e che non condivide le linee guida rispetto a quello che sarà il futuro dell’azienda e ciò parzialmente ci rasserena. Ma restano le preoccupazioni visto che non sono state chiarite le criticità rispetto allo stato di salute dell’azienda”.

“L’Ad di Piaggio aveva annunciato che fino a fine anno non ci sarebbero stati scossoni, quindi abbiamo circa tre mesi e mezzo per avviare una discussione e trovare una soluzione. Che per noi è importante è mantenere i livelli occupazionali e tutti i settori della preoccupazione. Il nostro timore è che lo spezzatino (con la vendita di settori di valore strategico come i motori) preluda ad un futuro poco positivo”.

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