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Tovo San Giacomo ha festeggiato Matteo Aicardi: “Il bronzo di Rio? Ha lo stesso sapore di un oro” fotogallery

Il centroboa: "Sono molto legato al mio paese e ci torno sempre volentieri per rilassarmi"

Tovo San Giacomo ha celebrato il suo campione. Matteo Aicardi è tornato da Rio de Janeiro con la medaglia al collo, un bronzo che, anche se apparentemente meno prezioso dell’argento di Londra 2012, ha lo stesso valore, se non più grande. Anche perché il Settebello, fortemente rinnovato e ringiovanito, non rientrava certo tra le squadre favorite.

Festa per Matteo Aicardi

Per Matteo è stata un’Olimpiade dal sapore epico. Se partecipare ai Giochi Olimpici, per definizione, rappresenta per uno sportivo un’esperienza indimenticabile, in Brasile gli eventi l’hanno impressa ancor più nella memoria del centroboa di Tovo, così come in quella degli appassionati della waterpolo.

Aicardi, infatti, colpito duramente al naso dopo pochi secondi nell’incontro inaugurale con la Spagna, ha temuto di dover restare fuori dai giochi per parecchi giorni. Invece il lavoro dei medici azzurri, unito alla sua caparbietà, lo hanno spinto a rientrare in acqua già nel match successivo, contro la Francia, con la maschera protettiva.

Lo stesso Matteo lo conferma: “E’ stata diversa. Sia perché a Londra era finita con una sconfitta e questa volta con una vittoria, sia per il percorso che abbiamo fatto. Per me è stata una lotta particolare, contro la sfortuna, un infortunio, un anno difficile. Il sapore, per me, è quello di un oro. Al termine della prima partita pensavo di aver finito lì la mia prima Olimpiade e invece sono arrivato sul podio insieme ai miei compagni che mi hanno sostenuto. Ce l’ho fatta anche grazie a loro”.

Il pallanuotista ex Rari Nantes Savona non solo ha giocato a quarantott’ore dalla botta ricevuta, ma ha segnato addirittura quattro reti. Ha così dato il la alla corsa degli azzurri, culminata con il netto successo nei quarti di finale con la Grecia e, dopo la sconfitta in semifinale con la Serbia, al successo sul Montenegro nella finale per il terzo posto.

Questa sera Tovo San Giacomo si è data appuntamento in piazza Don Zunino, di fronte al municipio, per salutare Matteo e rendergli omaggio. Non solo per il nuovo successo ottenuto a Rio, per tutti gli allori conseguiti nella sua lunga carriera, che lo hanno ripagato dei sacrifici compiuti negli allenamenti. Una carriera che lo ha visto muovere i primi passi 20 anni fa nel Doria Nuoto Loano, prima di passare all’Imperia, poi al Camogli che lo ha fatto esordire in Serie A1 e, infine, alla Rari Nantes Savona, che lo ha definitivamente consacrato ad alto livello.

Nel 2012 è arrivata la chiamata della Pro Recco, il team più blasonato in Italia. Tra poco Matteo tornerà a dare la caccia a tutti i titoli possibili: scudetto, Coppa Italia, Champions League. “Il centroboa è un ruolo logorante – ammette -. Spero di stare bene, adesso devo rimediare a qualche acciacco. Il sogno è anche fare un’altra Olimpiade: ci proveremo”.

E poi, un pensiero a Tovo. “Questo è il mio punto di partenza – spiega -. La casa della mia famiglia. Sono molto legato a questo paese e ci torno sempre volentieri per rilassarmi e riprendere le energie prima di nuove avventure”.

Una serata all’insegna di maschere e medaglie. Una serata di festa, ma senza dimenticare il dramma che in questi giorni stanno vivendo tanti italiani. Matteo, infatti, ha portato alcuni cimeli dalle Olimpiadi per incentivare il sostegno alle popolazioni colpite duramente dal violento sisma.

“Per me Rio è stato un esempio – sottolinea -: senza delle persone come i miei compagni che mi sono stati vicino in tutti i momenti non avrei mai portato a casa un risultato del genere. Prendiamo spunto tutti insieme e cerchiamo di aiutare queste persone che sono gente come noi e ha bisogno di un aiuto: noi come compagni di squadra dobbiamo stargli vicino“.

“Una nuova bella serata, dopo Shanghai e Londra – afferma Alessandro Oddo, sindaco di Tovo San Giacomo -. Siamo tutti qua a festeggiare Matteo Aicardi e la grande impresa del Settebello. Ci inorgoglisce e al tempo stesso ci dà la possibilità di essere orgogliosi di lui non solo dal punto di vista atletico ma anche come persona“.

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