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Terremoto, un futuro culturale per Amatrice: ecco la singolare iniziativa di caARTEiv fotogallery video

Savona. Numerose e lodevoli sono le iniziative italiane per la raccolta fondi come la campagna gastronomica solidale, lanciata da Slow Food con lo slogan #UnFuturoPerAmatrice alla quale anche l’associazione culturale caARTEiv aderisce simbolicamente immortalando in versi in romanesco la vera ricetta dell’Amatriciana, secondo piatto internazionale conosciuto al mondo dopo la pizza.

“Analizzando la storia di questa ricetta, nel tempo e nel mondo, non tutti conoscono i veri ingredienti soprattutto per realizzarne il sugo fedele alla sua identità originaria, tanto che molti chef ne realizzano diverse versioni personali aggiungendo gusti diversi al sapore originario” dice il presidente di caARTEiv Simona Bellone.

Questione de vera Amatriciana

Si pe’ sfizio, te voj fa’ principino de la cucina italiana saputello

ce devi da sape’, come bene mescola’ er sugo e affila’ er cortello,

pecchè pe’ pranza’ da nobile co’ vera gajarda e bona Amatriciana

nun  se po’ lassalla fa’ toppata nova da foresto alla matta carlona.

 

Pe’ primo devi d’avecce cor  fratello strutto er blasonato guanciale

da taja’ fino a pezzetti d’arrosola’n tiella callo, come’n gran signore,

pe’ secondo, devi da ‘mpasta’ a mano la pia acqua co’ la santa farina

e taglia pe’ seccalli, cugini spaghetti, bucatini e vermicelli de matina.

 

Ma si nun stai accorto a sentì la fiaba stellata der vero amatriciano,

‘sta pasta cotta cor sale marino, è n‘artro piatto bono ma profano.

L’orgojo pecoraro d’Amatrice pe’ fa storia der monte contadino,

sta nell’nfocato bacio co’ l’amante peperoncino e gioconno pecorino.

 

Co’ le mode de città l’hanno maritata dorce pure cor pio pomodoro,

pe’ nun scorda’ de’nsapori’ cor nonno pepe de gricia profumo d’oro.

Si te vie’ voja de don parmigiano, gaio vino, zio ajo e sora cipolla,

ecchite qua, che la prelibbata novella antica nun è più quella bella.

“Ricordando in rima romanesca il tragico terremoto del 24 agosto, ore 3:36 (in cui soprattutto Amatrice ha avuto più danni e decessi in confronto degli altri paesi limitrofi, anch’essi comunque disastrati), nonché la ricetta dell’Amatriciana e il palio degli asini di Amatrice, ecco un’altra poesia subito scaturita dal cuore, con video lettura: https://www.youtube.com/watch?v=B4-DbNXx6d8” aggiunge.

Pianto d’Amatrice

Si gajardo er tricolore campa cor gusto bono de magna’

c’ha der pianto de li bucatini all’amatriciana er d.n.a.,

pecchè si la luna sur Gran Sasso ha brillato la nottata

stanotte s’è scordata d’Amatrice e su fratelli la vejata.

 

La torre antica s’è fermata muta arricorda’ quell’ore,

pecchè ner vento han tremato le terre cor batticore,

de li su pupi abbraccicati stanchi a le mamme sante

e mo’ sull’arcobaleno pregheno come stelle’nfrante.

 

Più nun coreno li somari ar palio pe’ le pie amate vie,

se ne so’ iti ‘n file indiane a raja’ ar Creatore le litanie,

manco più li forestieri e li pastori canteno abbraccetto

de li cinquant’anni de sughi pecorino oio e spaghetto.

 

Piango pe’ voi d’Amatrice come cascate pure de roccia

ariconto d’un paese antico la morte ‘ngrata ‘n saccoccia,

pecchè li Santi lasseno li fanti tutti ner dolore a fatica’

tra pietre, polvere e guanciali tutt’orfani de proprietà?

“Infinite condoglianze ai sopravvissuti con un abbraccio al cielo a tutte le anime di chi non ha potuto salvarsi da questo destino atroce” conclude l’artista Simona Bellone.

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