Savona, a bilancio uno squilibrio di oltre 4.5 milioni. Giunta al lavoro per ripianare: "Ci attendono lacrime e sangue" - IVG.it
In dieci anni

Savona, a bilancio uno squilibrio di oltre 4.5 milioni. Giunta al lavoro per ripianare: “Ci attendono lacrime e sangue”

Garantiti gli stipendi ai dipendenti e i soldi dei fornitori, la giunta si riduce lo stipendio e i benefit

Savona. Uno squilibrio di bilancio pari a 4 milioni e 765 mila euro che costringerà il Comune ad un piano di rientro decennale che l’assessore al bilancio Silvano Montaldo definisce “di lacrime e sangue”. E’ questo lo stato dei conti del Comune di Savona presentato questo pomeriggio nella conferenza stampa post-giunta convocata dal sindaco Ilaria Caprioglio per spiegare ai cittadini quale sia lo stato di salute dell’Ente che amministra da giugno scorso.

“Il 23 maggio scorso – spiegano da Palazzo Sisto – il Comune di Savona ha approvato il bilancio di previsione 2016-2017 con una previsione di spesa e di entrate decisamente ridimensionate rispetto agli anni precedenti, ma che a distanza di due mesi mostra carenze in capitoli di spesa necessari per un corretto funzionamento della macchina comunale e con entrate che non si riescono a realizzare”.

“L’analisi della situazione finanziaria e la verifica generale dello stato di accertamento delle entrate e di impegno delle spese è stata effettuata con la preziosa collaborazione dei settori dell’Ente ed è emerso, allo stato attuale, una previsione di squilibrio della gestione corrente di competenza pari a circa 4 milioni e 765 mila euro. In particolare c’è un milione e 47 mila euro di minori entrate correnti e da oneri di urbanizzazione e 3 milioni e 718 mila euro di maggiori spese correnti. Queste spese sono in gran parte di natura obbligatoria e la loro mancata copertura determinerebbe un serio pregiudizio per le attività dell’ente, il formarsi di debiti fuori bilancio e il rischio di contenzioso giudiziario”.

Oltre alle esigenze finanziarie pari a 4 milioni e 765 mila euro, occorre anche rammentare che con deliberazione della Corte dei Conti numero 45 del 2016 (nota alle cronache per i contratti sui Derivati) è stata accertata l’emersione di un disavanzo sostanziale di amministrazione per l’esercizio 2013 ammontante complessivamente ad 4 milioni e 119 mila euro per il quale ci è stato, sempre in detta deliberazione di ripianare negli esercizi 2016, 2017 e 2018. Oltre al riequilibrio sul bilancio 2016 (4.765.000) ed al ripianamento della sentenza della Corte dei Conti, inerente il contratto sui derivati, (4.119.532), occorrerà rivedere anche gli accantonamenti sui residui attivi per poste arretrate (Imu, Tari e Tasi e sanzioni) che paiono di dubbia esigibilità ed il cui totale, al 31 dicembre 2015, ammontava a 28 milioni di euro la cui riscossione si attesta al solo 30,26 per cento”.

Insomma, la situazione è critica, ma qualche barlume di speranza c’è: “La crisi di liquidità è evidente, ma non tale da impedire al Comune di onorare gli stipendi, i fornitori: tutti verranno pagati regolarmente. Attualmente il Comune beneficia di anticipazioni dalla tesoreria di 9 milioni di euro e fino alla fine del 2016 questa tenderà ad aumentare in quanto siamo in presenza di una costanza di spesa ed una cospicua entrata solo alla fine dell’esercizio”.

I correttivi che si possono apportare sono limitati: “Il bilancio è caratterizzato da una rigidità di spesa corrente non modificabile nel breve periodo per gli importi e non si registrano maggiori entrate sufficienti allo scopo. Non sussiste avanzo di amministrazione libero. Il ricorso all’aumento delle tariffe dei servizi avrebbe effetti soltanto parziali sul corrente esercizio e non consentirebbe di riassorbire il disavanzo”.

Per questo motivo, onde evitare che “l’Ente possa essere trascinato verso una situazione di dissesto”, la giunta Caprioglio ha deciso di proporre al consiglio comunale “una procedura di riequilibrio finanziario pluriennale, che prevede la possibilità di proporre un ‘piano pluriennale di riequilibrio’ finanziario della durata massima di dieci anni”.

Dall’adozione della delibera occorrerà entro 90 giorni predisporre il piano pluriennale, che dovrà essere esaminato ed approvato dalla Corte dei Conti e dal ministero degli interni: “Il piano non potrà limitarsi a coprire le incertezze economiche dell’anno 2016, ma dovrà esaminare ogni singolo aspetto delle entrate e delle uscite e dovrà proiettare il Comune di Savona su una visione nuova sia in termini di gestione della spesa e delle entrate, organizzazione e rapporti con le società partecipate. Occorrerà rivedere interamente tutti i contratti in essere, i rapporti concessori, gli affidamenti e ricondurli alle risorse che oggi Savona si può permettere senza con questo trascurare servizi essenziali a cui non si può e non si deve rinunciare: servizi sociali, sicurezza, sicurezza degli edifici pubblici e scuole, igiene urbana”.

Circa le entrate (che sono per la maggior parte derivanti dalle tasse), il quadro è chiaro: “Ci auguriamo di non dover ricorrere ad aumenti di Imu, Tasi ed addizionale comunale, ma occorrerà dare un giro di vite a quella fascia di evasione con una massiccia manovra di equità sociale; ovviamente una manovra sulle entrate sarà condizionata dalla redazione risultato del piano decennale”.

A causare questa situazione, però, sono stata anche le tasse. Meglio, la mancata riscossione di parte di quanto i cittadini dovevano al Comune: “Il sistema di riscossione che non funziona come dovrebbe, visto che si incassa meno del previsto – ha sottolineato Montaldo senza mezzi termini – La modalità di riscossione di Equitalia non è soddisfacente: è troppo bassa. Perciò dovremo mettere mano anche a questo aspetto”.

Dal canto suo, la giunta si è già data da fare: “Il sindaco ha già detto che determinati benefit non sono più graditi, quindi ciascuno di noi assessori ha fatto un passo indietro su rimborsi spese, telefonini e tante altre cose che nel complesso incidono. Oggi in giunta abbiamo analizzato la questione degli ‘stipendi’ degli amministratori e abbiamo deciso di restare sul minimo previsto dalla normativa. Ci aspettano sacrifici e i primi a dover rinunciare a qualcosa devono essere gli amministratori”.

“Lo stato attuale delle risorse economiche e la situazione di cassa indurranno ad un grande sforzo organizzativo, sacrifici e rinunce, ma la soluzione che viene proposta consentirà al Comune di mettere in sicurezza la propria situazione finanziaria e di riscrivere la prospettive e gli obiettivi per i prossimi dieci anni”, concludono da Palazzo Sisto.

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