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Piaggio Aerospace, il 9 agosto incontro alla Presidenza del Consiglio dei Ministri

I sindacati soddisfatti: "Avremo la possibilità di portare nelle sedi ministeriali la voce dei lavoratori"

Villanova d’Albenga. Il 9 agosto sarà una data importante per il futuro della Piaggio Aerospace. A Roma, a palazzo Chigi, è stato infatti convocato l’atteso incontro alla Presidenza del Consiglio dei Ministri invocato a gran voce da lavoratori e sindacati.

La conferma arriva dalla Rsu di Piaggio che commenta: “Questa mattina è arrivata la convocazione ufficiale. Dopo gli incontri con il Prefetto di Savona, i parlamentari locali Vazio, Giacobbe, Tullo, Basso, i sindaci e tutti coloro hanno lavorato con il giusto buon senso avremo la possibilità di portare nelle sedi ministeriali la voce dei lavoratori Piaggio Aerospace”.

La riunione si terrà il 9 agosto, alle 15, a Palazzo Chigi e sarà presieduta dal Sottosegretario alla Presidenza Prof. Claudio De Vincenti e dal Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda.

Il deputato Pd Anna Giacobbe valuta l’incontro molto positivamente: “La convocazione dei sindacati e delle Rsu di Piaggio è una buona notizia. Certo, la sostanza delle cose rimane complicata, tanto difficile. Ma la disponibilità del governo è molto positiva ed è condizione indispensabile per trovare una via d’uscita. All’incontro ci saranno il sottosegretario alla presidenza del consiglio Claudio De Vincenti e il ministro allo sviluppo economico Calenda: anche questo è un segno d’attenzione importante”.

“Il Governo ha un ruolo non solo di mediazione politica, ma il diritto-dovere di esercitare i poteri che il nostro ordinamento gli assegna, trattandosi un’azienda italiana considerata strategica per la sicurezza nazionale: per questo il Governo italiano ha adottato il decreto del presidente del consiglio dei ministri del 18 aprile 2014, in attuazione della legge numero 56 dell’11 maggio 2012, che ha posto condizioni ad azienda e proprietà nel momento in cui Mubadala ha acquisito la maggioranza e poi la totalità delle quote di Piaggio Aero”.

“Le persone che lavorano in Piaggio e i loro sindacati hanno idee chiare e la determinazione a salvare non solo il proprio lavoro, ma anche un patrimonio industriale e professionale di grande valore”, conclude Giacobbe.

Soddisfatti anche i consiglieri regionali del Pd Raffaella Paita, Giovanni Lunardon e Luigi De Vincenzi: “La convocazione è un risultato importante ottenuto anche grazie al lavoro coordinato del gruppo parlamentare e del gruppo regionale del Pd. Adesso si tratta di far sentire le legittime ragioni dei lavoratori dell’azienda. Su Piaggio c’è un accordo di programma firmato nel 2014 che garantisce unità dell’azienda, occupazione e sviluppo. Per quanto ci riguarda bisogna partire proprio da lì ed evitare ipotesi di smembramento”.

Villanova, nuova manifestazione dei lavoratori Piaggio

Antonio Apa, segretario generale della Uilm di Genova, è meno ottimista: “Bene per l’incontro – dice – ma quanto sia risolutivo lo vedremo nel corso della riunione. E’ fondamentale che il Governo a fronte di un nuovo piano industriale presentato dall’Ad di Piaggio in nome e per conto di Mubadala, si pronunci attorno alla strategicità di Piaggio, asset strategico del sistema paese in quanto sulla stessa vige la Golden Power”.

Prosegue Apa: “In secondo luogo è necessario un sostegno da parte dell’Esecutivo rispetto al fatto che Mubadala, negli incontri effettuati con il Governo, ha richiesto interventi finanziari (che tradotto significa nuove commesse sul P1HH). Sarebbe interessante, in fattispecie, capire quale sia il ruolo che gioca il ministro Pinotti, in quanto è uno degli esecutori di acquisto di droni per l’aeronautica militare e l’assenza della stessa al confronto è al quanto discutibile, né si può dimenticare il ruolo e la presenza della stessa e di Renzi all’inaugurazione dello stabilimento di Villanova D’Albenga”.

“Ci sono troppi inconvenienti da risolvere a partire dalla rinegoziazione del debito con le banche, allo stesso intervento del Governo perché Mubadala si faccia carico di ulteriori liquidità per far decollare l’attività produttiva. A questo punto sarebbe utile che all’incontro del 9 agosto si susseguisse un ulteriore incontro tra Governo e azienda e successivamente ai primi di settembre, mettere insieme tutte le parti per dirimere le questioni evidenziate. In assenza di risposte o di risposte non esaustive per quanto ci riguarda non siamo disponibili a far smembrare l’azienda e/o a modificare l’Accordo del giugno 2014 e soprattutto qualora ci fossero risposte risolutive nessun lavoratore dovrà rimanere senza lavoro”.

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