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Galleria Savona-Albissola, Di Tullio dopo l’incidente: “Chiesi modifiche, ma la Stradale disse no” fotogallery

L'ex vicesindaco punta il dito: "Capisco le norme, ma esiste un principio di realtà. Di lì passano centinaia di ciclisti e pedoni, bisognava intervenire"

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Savona. Una soluzione per rendere meno pericolosa la galleria di Valloria era pronta per essere messa in pratica, ma fu “stoppata” dalla Polizia Stradale. A rivelare il retroscena, quantomeno inaspettato, è l’ex vicesindaco di Savona Livio Di Tullio, il giorno dopo l’incidente che ha coinvolto Luca Cambiaso, 46enne rimasto ferito gravemente dopo essere stato urtato da una macchina mentre era in bicicletta.

“Sollevai il problema della pericolosità della galleria quando ero in Comune – ricorda Di Tullio – Facemmo una riunione in Prefettura, presenti oltre a me il Prefetto Vicario, il Comandante della Polizia stradale, l’ANAS ed il Comandante della Polizia Municipale di Savona. Facemmo presente l’estrema pericolosità della galleria per ciclisti e pedoni. La Polizia Municipale di Savona propose, in attesa di soluzioni più radicali come passare a mare con una pista ciclabile, di eliminare lo spartitraffico centrale e di utilizzare lo spazio ai lati si per mettere in sicurezza i ciclisti, sia per allontanare i pedoni dal traffico”.

Una soluzione “tampone” che, però, avrebbe fornito un minimo di sicurezza in più. E qui arriva la rivelazione inaspettata: “L’ANAS si disse disponibile a realizzare l’intervento purchè autorizzata dalla Polizia Stradale. La Polizia Stradale disse di no“.

L’ex vicesindaco non rivela le ragioni del “rifiuto” da parte della Stradale. Probabile però che tutto sia legato al fatto che lo spartitraffico spesso funge da “corsia d’emergenza” per le ambulanze in arrivo all’ospedale San Paolo: la galleria si trova a pochi metri dall’imbocco della rampa che porta in Valloria, e quindi svolge in quel punto una funzione nevralgica. Anche se Di Tullio contesta questa tesi: “Nella soluzione che proponemmo – spiega – le auto potevano comunque accostare a destra e lasciare passare i mezzi di soccorso, come succede in ogni strada”.

Va anche detto che la Polizia Stradale, almeno stando alla normativa, non ha “voce in capitolo” sulle decisioni di Anas. Difficile capire, quindi, a quale “autorizzazione” si riferisca nello specifico Di Tullio. Che prosegue: “Io capisco che essendo quel tratto di strada considerato extraurbano, i responsabili della sicurezza preferiscano attenersi alle norme previste – insiste l’ex vicesindaco – ma esiste anche un principio di realtà nella gestione. Se il tratto in questione è di fatto percorso ogni giorno da centinaia di ciclisti e pedoni, a mio parere non si può sostenere la tesi che è extraurbano. Occorre prendere atto della realtà ed intervenire per mettere in sicurezza i più deboli“. E invece tutto è rimasto immutato, nonostante la pericolosità risaputa della galleria per pedoni e ciclisti. “Non potemmo fare nulla – conclude Di Tullio – perchè in quel tratto l’Aurelia non è di ‘competenza’ del Comune”.

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