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Commercio abusivo, sulla spiaggia arrivano anche gli “stand” come al mercato foto

Il classico venditore ambulante che si aggirava tra le sdraio subisce la concorrenza dei suoi colleghi "stanziali"

Loano. I “saccopelisti” che amano dormire sotto le stelle e al fresco. I campeggiatori che piantano la tenda sul bagnasciuga per avere la “camera con vista mare”. I “bagnanti fantasma” che stendono l’asciugamano all’alba per prenotare il posto sulla spiaggia. E ora anche il “mercatino abusivo” a due passi dalle sdraio.

Si arricchisce di una nuova categoria la già lunga fila di “abusivi” attivi quest’estate sulle spiagge della Riviera savonese. Alcune di queste sono già note da tempo. Non è una novità di quest’anno, ad esempio, l’abitudine di certi bagnanti di recarsi in spiaggia nelle prime ore del mattino (in alcuni casi addirittura prima dell’alba) per stendere asciugamani e piantare ombrelloni con i quali assicurarsi il posto migliore sulla spiaggia libera, magari a due passi dal bagnasciuga.

E non sono una novità di quest’anno nemmeno le “tendopoli” costituite da uno o più villeggianti che piuttosto che prenotare (a pagamento) un posto in qualche albergo, hotel o residence preferiscono piantare (gratuitamente) una tenda in spiaggia.

Affine a quest’ultima categoria c’è l’altra tipologia costituita da quei vacanzieri che amano dormire in spiaggia, stesa direttamente sulla sabbia o magari abbozzolata dentro ad un sacco a pelo.

Ma la tipologia di “abusivi” più antica è forse quella rappresentata dai venditori ambulanti, quelli che in passato (e ancora oggi) venivano definiti “vu’ cumpra’”. In genere questi commercianti “ombrellone ad ombrellone” si aggiravano tra le sdraio trascinandosi dietro voluminosi sacchetti di plastica contenenti la loro merce ed espositori con i quali mettere in mostra la loro merce.

Oggi, però, le cose sono cambiate e i venditori hanno trovato modi diversi per proporre la loro merce. Ad esempio, un mese fa la polizia municipale di Alassio ha individuato un gruppo di abusivi che mostrava il proprio campionario ai potenziali attraverso un vero e proprio catalogo di fotografie nei quali erano rappresentanti i prodotti disponibili. Uno stratagemma molto più comodo rispetto a quello classico.

Altri abusivi, invece, hanno fatto le cose in grande e anziché utilizzare il sistema classico o quello più discreto del catalogo, noncuranti dei possibili rischi hanno preferito allestire sulla spiaggia un vero e proprio banchetto, come se fosse al mercato. E a giudicare dal grande afflusso di clienti visibile nelle foto, scattate tra Pietra Ligure e Loano, si tratta di uno stratagemma che pare funzionare piuttosto bene.

Almeno finché le forze dell’ordine (polizia municipale e capitaneria di porto su tutte) non decideranno di intervenire.

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