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Terrorismo, alzato il livello di guardia nei porti ma a rischio sono le squadre nautiche

Tissone (Sil): "Occorre evitare la soppressione dei reparti navali previsto dalla riforma Madia che costuiscono un fondamentale presidio di sicurezza

Savona. “Livello di security” alzato al  gradino numero”2″ con controlli minuziosi nei due terminal passeggeri di Savona e Vado Ligure su disposizione del comandante generale della Guardia costiera, ammiraglio Vincenzo Melone. Provvedimento rispettato alla lettera dall’inizio del weekend di Ferragosto, ma non mancano le proteste. Il savonese Daniele Tissone, segretario generale del sindacato di Polizia Silp-Cgil contesta ad esempio la decisione del governo di chiudere le squadre navali delle forze dell’ordine. “L’allerta terroristica legata ai porti italiani – è il parere di Tissone – non va sottovalutata. Per questo chiediamo al governo di ripensare il progetto di soppressione delle squadre nautiche della polizia di Stato e dei siti navali del’Arma dei carabinieri, previsto dalla riforma Madia, che costuiscono un fondamentale presidio di sicurezza”. “Siamo di fronte – afferma Tissone – ad un serio rischio attentato nel nostro Paese e non possiamo in nessun modo indebolire i presidi sul territorio che garantiscono la sicurezza e costituiscono un presidio di legalità. Vale per le squadre nautiche, ma anche per i posti Polfer, le sezioni Polstrada e i Commissariati”.

Per il sindacato Silp-Cgil si assiste ad un “apparato di sicurezza indebolito dai tagli”. “La debilitazione del nostro apparato ha avuto il suo momento peggiore tra 2009 e 2011 quando il governo di centrodestra tagliò 3,5 miliardi di euro alle forze dell’ordine e alle forze armate, portò il turn over al 20 per cento e congelò i nostri stipendi. Dall’esecutivo Renzi – auspica Tissone. pretendiamo uno sforzo maggiore per invertire il trend e soprattutto chiediamo un ripensamento del progetto di revisione del sistema sicurezza, soprattutto laddove si prevede una riduzione dei presidi e degli organici di polizia, ribadendo la fondamentale necessità di investire di più in formazione e addestramento”.

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