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ViviAndora chiede le dimissioni del vice sindaco. Demichelis: “Rossi resta al suo posto”

Andora. “Il vice sindaco Paolo Rossi”. E’ questa la richiesta avanzata dal gruppo di minoranza di ViviAndora all’amministrazione del sindaco Mauro Demichelis. Secondo gli avversari della maggioranza, il numero due del palazzo civico dovrebbe lasciare il suo incarico per il modo, ritenuto assai discutibile, in cui è stata gestito il caso di inquinamento delle acque che ha portato alla promulgazione di un divieto di balneazione da parte del primo cittadino.

“Signor sindaco – dicono da ViviAndora rivolgendosi direttamente a Demichelis – si avvia per lei e la sua giunta il terzo anno di amministrazione e il programma presentato ai cittadini in campagna elettorale pare ben lontano dalla sua attuazione. Ma ciò che più sconcerta è che a distanza di oltre due anni dall’inizio del suo mandato la sua giunta non riesce neppure a gestire la ordinaria amministrazione del paese. Ci riferiamo alle manutenzioni, ai servizi, alla pulizia delle strade, alla organizzazione degli uffici, una carenza che ormai è’ sotto gli occhi di tutti. Certamente, la nota più dolente rimane la gestione dei servizi tecnologici. Una delega importante e delicata, unita a quella del turismo, che è’ stata affidata al vice sindaco Paolo Rossi che, anche nella sua precedente esperienza amministrativa con ViviAndora, non se ne era mai occupato”.

“In più di una occasione ci siamo chiesti se la scelta sia stata il frutto di una decisione strategica o fosse invece la volontà di assecondare un capriccio di intese pre-elettorali. In entrambi i casi si è rivelata fallimentare e la responsabilità non può che essere tutta sua, signor sindaco. Inascoltati i campanelli d’allarme dello scorso anno ove nel mese di agosto furono emanate diverse ordinanze preventive di divieto di balneazione, anche quest’anno la problematica si è riproposta e con maggiore gravità. L’esperienza non ha insegnato”.

Proseguono: “Ancora una volta questa nuova crisi, ha fatto registrare una assoluta mancanza di trasparenza e comunicazione da parte del Comune nei confronti dei cittadini, dei turisti e degli operatori. La sua ordinanza del 23 giugno non era preventiva ma ‘tardiva’, tenuto conto delle numerose segnalazioni pervenute nei giorni precedenti, per non parlare del ritardo negli interventi.

Sono ormai passati più di venti giorni e non sappiamo ancora cosa è realmente accaduto. Le chiediamo è possibile tutto questo? E’ plausibile una omertà così profonda quando in gioco c’è la salute delle persone e il lavoro di cittadini nella stagione che registra il più alto numero di  presenze sul territorio?”

andora veduta

“Prima un comunicato stampa dove si scaricavano tutte le responsabilità sul privato, poi misteriosamente scomparso e rimosso anche dal sito internet del Comune di Andora. Poi, silenzio per dieci giorni da ogni microfono della maggioranza, rotto solo per scattare due selfies e offendere gratuitamente un consigliere comunale che, grazie al suo intervento, ha evitato danni ben peggiori.

Un copione ormai collaudato il suo, che la vede attaccare ogni volta che si trova in difficoltà per scaricare su altri le colpe. Ha dichiarato che avrebbe fatto i nomi dei responsabili, ma ad oggi non si conoscono, che sanzionerà i colpevoli, ma non ne ha l’autorità. La cruda realtà è che lei non conosce i fatti e il suo assessore, dal quale ci attendevamo una dettagliata relazione sull’accaduto, si è dimostrato non all’altezza del ruolo anzi, pare essersi dissolto”.

“Nel frattempo si susseguono nel paese gli interventi sulla rete da parte di più ditte specializzate che operano giorno e notte ormai da settimane. Chiediamo all’assessore Rossi che non perde occasione di rimarcare gli ‘sprechi’ nella pubblica amministrazione (ricordiamo la sua grande battaglia politica contro il contributo alle popolazioni del Burkina Faso elargito a suo tempo da Viviandora), i costi di questi interventi a quanto ammontano? A chi verranno addebitati? Ai cittadini?”

“Al vice sindaco chiediamo con quali capitoli di bilancio vengono finanziati questi interventi sul territorio e quali atti sono stati assunti. Ricordiamo al sindaco che il Comune di Andora è sempre stato, negli anni passati, un modello di virtuosità nella gestione delle finanze e del patrimonio. Non vorremmo trovarci nelle condizioni di tracolli finanziari come nel caso di alcuni comuni limitrofi costretti allo scioglimento. Mentre lei sindaco, alla ricerca di un responsabile il più lontano possibile dalla sua maggioranza, dimentica che è stato l’unico protagonista dello smembramento dell’ufficio ambiente e servizi tecnologici”.

E ancora: “Rileviamo che un ex dipendente comunale, Nazzareno Trincia, è ‘passato’ a responsabile di zona della società Rivieracqua, mentre Paolo Ferrari, prima responsabile del settore ambiente,  e’ stato “promosso” a Vice comandante della polizia municipale; altri dipendenti hanno rassegnato le dimissioni o sono stati trasferiti ad altri incarichi. Tutto questo mentre operai e i cantonieri vengono distolti dalle mansioni per le quali sono stati assunti ed impiegati nelle manifestazioni a spostare palchetti e sedie in giro per il paese. Il nostro comune, non può permettersi una gestione così superficiale ed incompetente dei servizi”.

Vista la situazione, ViviAndora chiede “che il vice sindaco Rossi prendesse atto di questa sua manifesta incapacità a gestire i servizi tecnologici e rassegnasse le dimissioni. Qualora ciò non avvenisse, lo riteniamo assai probabile, le chiediamo di provvedere con urgenza a rivalutare gli incarichi della giunta e di conseguenza a provvedere ad una ridistribuzione delle deleghe secondo criteri di competenza e capacità degli assessori, onde scongiurare per il futuro ulteriori disservizi al paese che, altrimenti, non avrebbero altro responsabile che lei”.

Viviandora si augura che la maggioranza “prenda atto del fallimento del proprio sindaco e lo sfiduci del resto, è evidente a tutti che dall’inizio del suo mandato l’attività amministrativa di Demichelis è rimasta ferma alla porta, anzi al portone”.

La replica del vice sindaco non si è fatta attendere: “Quello di Viviandora è un altro esempio di brutta politica. Non ci meraviglia un attacco alle persone di questa Amministrazione perché ben conosciamo da tempo la strategia attuata da questa opposizione senza idee che tenta, con le bugie, di confondere i cittadini. Una cosa è certa: al centro della loro politica non c’è il bene di Andora. Vogliono infangare il nostro lavoro diffondendo falsità, distorcendo i fatti a loro piacimento al solo scopo di tornare al potere”.

“Falso che dal Comune sia uscito un comunicato stampa antecedente alla revoca dell’ordinanza di divieto di balneazione. Falso che la gestione del servizio idrico fosse in capo a quest’amministrazione nel momento dell’emergenza, dal 20 maggio abbiamo passato la responsabilità a Rivieracqua. Falso che gli spostamenti di uffici abbiano influenzato la gestione del servizio idrico: ricordo che il dirigente capo del settore Servizi Tecnologici lavori pubblici, ingegner Nicoletta Oreggia, è il medesimo da svariati anni. Falso che toccasse al Comune intervenire ieri come oggi davanti a una segnalazione di un disservizio delle rete fognaria. Falso che il Comune abbia problemi finanziari per gli interventi effettuati in questi giorni: innanzitutto quelli di ordinaria gestione sono a carico esclusivo di Rivieracqua, mentre gli interventi di gestione straordinaria richiesti dalla stessa società hanno trovato ampia copertura nel bilancio 2016”.

Aggiunge Rossi: “Mentre è vero che il passaggio di competenze tra il Comune e Rivieraqua è avvenuto con votazione unanime in consiglio comunale con i voti proprio di Viviandora. Vero che gli operai vengono utilizzati anche per le manifestazioni, ma questo è un vanto di questa Amministrazione perché siamo passati dall’estate all’insegna della noia e delle zanzare del 2013 a oltre 200 eventi di intrattenimento per i nostri turisti nel 2016. Ma soprattutto la verità più palese a tutte è che Viviandora è stata dimessa dalla gente di Andora. Ricordo a questa parte di opposizione che il popolo elettore hai il potere e dovere di far dimettere, ogni cinque anni, chi ha mal governato”.

Paolo Rossi Andora

“E su questo punto, cara Viviandora, non c’è ombra di dubbio: siete stati ampiamente giudicati e dimessi, per la stessa arroganza e cattiveria con la quale state alimentando la vostra politica. Continuerò a fare con onestà, passione e amore per Andora il mio lavoro, con l’unico obiettivo di consegnare, fra tre anni, ai cittadini un paese migliore di come l’ho trovato”.

Il sindaco Mauro Demichelis conferma: “Paolo Rossi rimane al suo posto. Le accuse di Viviandora sono l’ennesima meschina polemica finalizzata a screditare il buon operato di questa amministrazione, anche in quei dieci giorni di lavoro in cui il Vice Sindaco è letteralmente sceso nelle fogne, insieme al consigliere Marco Giordano, per verificare le problematiche e gli interventi realizzati da Rivieracqua”.

“Abbiamo visto con i nostri occhi che bella fognatura Viviandora ha lasciato in eredità agli andoresi. I cittadini sappiano che chi ci accusa ha favorito tanto cemento in superficie e pochi sottoservizi, se non qualche infelice manutenzione preelettorale. Ne è un esempio la sistemazione della centrale Chiappone, svolta in piena stagione turistica, e costata ai cittadini centinaia di migliaia di euro inmaggiori consumi di acqua. Oppure la storia della pavimentazione di Via Clavesana, che da un investimento iniziale di circa 400 mila euro, è costata oltre 1 milione di euro di soldi pubblici, con gravi e ripetuti disagi negli anni per le attività commerciali, e che noi abbiamo dovuto rifare. La situazione della rete fognaria, non è stata una sorpresa perché il Vice Sindaco Paolo Rossi fin dall’inizio del mandato ha monitorato le problematiche della rete dell’acquedotto e della fognatura intensificando le sorbonature e finanziando manutenzioni”.

Prosegue Demichelis in merito al presunto silenzio sulle cause dello sversamento: “Lo scandalo sarebbe che per dieci giorni non abbiamo fatto un comunicato stampa mentre lavoravamo per ridare un mare pulito al territorio? Dieci giorni sono nulla in confronto ai 20 anni di silenzioso muro contro muro realizzato fra il Palazzo ed i cittadini per i quali stiamo costruendo oggi un Comune più trasparente e moderno. Non tema Viviandora, nel prossimo Consiglio Comunale faremo nomi e cognomi. In quell’occasione i cittadini conosceranno i fatti per come sono avvenuti ed i responsabili appurati da una rigorosa indagine che, per esser tale, non segue i tempi dei post su Facebook o le esigenze di protagonismo della minoranza”.

Mauro Demichelis

Il sindaco di Andora contesta le affermazioni di Viviandora una ad una: “Il bilancio è solido ed affidato alla gestione di personale competente che godeva della fiducia anche della precedente amministrazione. In merito alla riorganizzazione della pianta organica, Viviandora dimostra, ancora una volta, tutta l’arroganza che ha caratterizzato il suo modo di far politica mettendo in discussione pubblicamente persino le libere scelte di un dipendente di aspirare ad una nuova carriera o di spendere l’esperienza maturata in questo ente presso altri enti o in aziende pubbliche”.

“E ora veniamo al punto. Qui si sta facendo una patetica pantomima in cui, di volta in volta, si copiano ed incollano i nomi delle signore Castiglia e Pelassa su testi scritti da altri. Il signor Franco Floris non usi presidenti e Consiglieri Comunali per lanciare i propri messaggi. Se vuole nuovamente candidarsi a Sindaco, si palesi affinché i cittadini si ricordino di come era ingessata Andora nel corso del suo mandato: un Comune con i conti in ordine a fronte di una comunità abbandonata alla crisi economica, nell’indifferenza di amministratori pubblici che non facevano alcun investimento sul turismo né sulla promozione del territorio”.

“Ex amministratori che non perdono occasione oggi per criticare ogni iniziativa, semplicemente perché non credono che gli enti pubblici debbano essere al fianco degli operatori economici, turistici ed ai privati cittadini. La verità è che il meccanismo virtuoso tanto esaltato non era che una macchina burocratica che ha prodotto inutile carta ed anni di pratiche arretrate: un piano regolatore che non ha affrontato il problema Ariston, un progetto sul porto la cui gara di realizzazione è andata deserta perché economicamente irrealizzabile. Per non parlare di Stampino o di Castello. Tanta bella carta. Tanta bella burocrazia e una lunga fila di gente in attesa di ricevere, per grazia ricevuta, ciò che in un paese civile è semplicemente un diritto”.

Commenti

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  1. Scritto da hadrianus

    Viviandora farebbe bene a nascondere la testa nelle sabbia come gli struzzi, viste tutte le cazzate che ha fatto e che ha lasciato.
    L’area 24 è andata a picco ? questa non la sapevo, ma leggo di altri trionfalismi di colui che la gestiva.
    Sicuramente andrà a picco anche questa volta ma la polroncina è salva.

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