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Proposta del sindaco di Plodio: “Le coop che si occupano di migranti finanzino il Sociale”

Il primo cittadino Badano lancia un'idea che permetta di aiutare i migranti, ma anche i cittadini valbormidesi

Plodio. Gestione dell’emergenza migranti: da Plodio arriva una proposta per coniugare l’assistenza ai profughi che arrivano in Italia e i bisogni dei cittadini italiani in difficoltà.

“La cooperativa stipuli una convenzione col Comune elargendo allo stesso un contributo in denaro sostanzioso che venga posto nel capitolo di spesa sempre esangue del Sociale e che quindi sia utilizzato per le famiglie bisognose, per i malati, per chi non ha lavoro, per chi non ce la fa e si vergogna di chiedere aiuto. Troppe e in continuo aumento sono le famiglie della Valle che soffrono e per pudore non vogliono assistenza. La nostra è un’amministrazione sensibile che ben conosce queste situazioni. E così i nostri concittadini” spiega il sindaco di Plodio Gabriele Badano.

“I Plodiesi sono gente generosa, che sa cosa significa soffrire, tirare avanti con poco. Hanno lavorato o lavorano duro, come ci hanno insegnato i nostri vecchi e tramandiamo ai giovani. Hanno sperimentato la differenza che c’è tra l’indispensabile e il superfluo. Ne hanno dato prova molte volte. A Plodio non ci sono razzisti, ci sono donne e uomini che conoscono il sacrificio e noi siamo orgogliosi di rappresentarli. Ai nuovi ospiti chiediamo rispetto delle regole, che vadano a scuola o lavorino e che prendano esempio da chi al mattino si alza presto e si dà da fare, come lo diremmo ad un figlio” prosegue il sindaco.

“Mentre lavoriamo responsabilmente per evitare polemiche o provocazioni, chiediamo aiuto alla Regione e al Governo per tramite della Prefettura, a cui chiediamo di appoggiare la nostra idea. Ci rivolgiamo alle Autorità superiori con lo spirito del fratello minore che chiede aiuto alla sua famiglia per i propri concittadini e per i migranti” conclude Badano.

“A causa della recessione sono diffusi malessere e stanchezza, l’incertezza domina. Disoccupazione, cassa integrazione, i pensionati vivono male una fase della loro vita che dovrebbe essere resa il più serena possibile. Nel 2015 per la prima volta in Italia la speranza di vita alla nascita è diminuita rispetto all’anno precedente. Oltre a questo dato, che non fa ben sperare, c’è poi la questione delle campagne di prevenzione e degli screening, che non si riescono a fare per mancanza di soldi e che alla salute della popolazione sono ovviamente correlati. Mancano i soldi per l’assistenza ospedaliera a malati gravi, che i Sindaci conoscono personalmente, cui viene ridotto o negato il sostegno. Chiudono i reparti del nostro ospedale. Aumentano le nostre famiglie che non riescono a pagare la retta della mensa scolastica per i loro bambini e deve intervenire l’ente pubblico con nuove spese a carico della collettività” osserva il primo cittadino di Plodio.

“Cittadini emigrati già da anni nelle nostre zone non hanno reddito stabile o addirittura nessun reddito perché non lavorano o lavorano in nero. E allora, alla luce di tutte queste difficoltà il business, perché tale è, dell’assistenza ai migranti viene visto dalla popolazione come un lusso che non ci si può permettere: 35 euro al giorno per persona vengono considerati un’offesa per chi non riesce a tirare avanti, anche perché si paragonano i nostri vecchi emigrati in nord Europa che lavoravano in miniera a quelli odierni che sovente bighellonano per le strade” prosegue Badano.

“Infine non si vedono all’orizzonte soluzioni a quella che ormai non si può più definire emergenza. Gli arrivi sono sistematici da anni e non possono giungere risposte per tali problemi che a livello europeo se non globale. L’Europa purtroppo però sembra occuparsi più di dettagli come le caratteristiche del cioccolato o della produzione del formaggio d’alpeggio mentre non risolve da anni la crisi economica realizzando una politica espansiva, che permetterebbe anche un atteggiamento diverso nei confronti dei migranti. Noi siamo per un’Europa unita, prospera e portatrice di pace. Come deve comportarsi in questo momento storico così orribile l’amministrazione comunale che ha dei doveri ben precisi verso i propri cittadini e che deve rapportarsi con le altre realtà locali, i Comuni della Valle, quel che resta della Provincia, Regione, Governo? Sicuramente utilizzando moderazione, responsabilità, raziocinio, equilibrio e fermezza”.

“Occorre partire dai principi cristiani di uguaglianza e di solidarietà, coniugandoli con quelli laici di libertà, felicità e sicurezza. Sia i migranti sia i cittadini italiani sono uomini e occorre tutelarne i diritti. Se il Governo ci dice che tutti i Comuni devono fare la loro parte, tutti siano! Nessun egoismo. In questa situazione allora un Sindaco responsabile, di fronte a quanto viene richiesto da altri amministratori della Valle Bormida e dal Governo, con serietà e impegno studia in modo approfondito il problema, si confronta, sente i cittadini, individua priorità e azioni che spera possano contribuire a stemperare i toni e a dare una mano a tutti. Cerca di dare un contributo, cerca soluzioni, idee. Per questo noi abbiamo fatto la nostra proposta” conclude Badano.

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