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Profughi a Savona, un gruppo di cittadini scrive a prefetto e sindaco: “Situazione che deve essere affrontata”

I 23 firmatari della lettera chiedono "un incontro per discutere in merito alla questione migranti” nella città della Torretta

Savona. “Siamo un gruppo di cittadini savonesi che hanno a cuore la città e hanno ancor più a cuore un’idea di mondo, di vita, di società alla quale non vogliono rinunciare”. Si presentano così i firmatari della lettera aperta inviata al prefetto Giorgio Manari e al sindaco Ilaria Caprioglio per chiedere un incontro “per discutere in merito alla questione migranti” nella città della Torretta.

La lettera è firmata da 23 persone che sentono “forte il tema del rispetto per l’altro, di qualsiasi altro si tratti, e ne abbiamo fatto un valore da seguire sempre soprattutto nel nostro essere lavoratori, professionisti, cittadini di Savona. Crediamo profondamente nel diritto di ognuno di costruirsi una vita degna, felice, in qualsiasi luogo del mondo che non deve per forza essere quello natale. 
Crediamo nella forza della parola che costruisce la realtà, la plasma e la forma.
 Siamo un comitato civico dove ognuno porta il suo sentire e la sua esperienza, e mette in campo le sue competenze”.

Con la loro lettera, come detto, il gruppo di savonesi chiede al prefetto e al sindaco “un incontro in merito alla situazione nella nostra città della questione migranti”, a prescindere “da qualsiasi orientamento politico o partitico, in nome di un sentire che ci accomuna”.

“Non crediamo in effetti si tratti oramai di una emergenza, come si è detto in questi giorni, ma certamente di un dato di fatto al quale occorre comunque far fronte e che deve essere gestito nella maniera migliore per tutti. Non è nostra intenzione creare nemici o barriere ma al contrario costruire ponti di dialogo fra tutti e per tutti; siamo consci delle difficoltà che la questione presenta sotto molteplici punti di vista, ma, senza nasconderci dietro facili ricette, ci interessa, se possibile, apportare un nostro contributo alla discussione in atto in questi giorni”.

“Siamo certi che nell’interesse comune si potrà trovare una soluzione condivisa e partecipata che rassicuri tutti e possa permettere l’incontro e non lo scontro fra cittadini, persone, esseri umani”, conclude la lettera.

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