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Morte di Riccardo Cinco, i legali di Gabraje: “Pronti a fare appello”

"Vedremo cosa scriveranno nelle motivazioni e poi valuteremo come affrontare il processo d'appello"

Savona. “Sicuramente faremo appello”. Gli avvocati difensori di Sabit Gabraje, l’albanese finito in giudizio per la morte di Riccardo Cinco, sono pronti a dare battaglia. Questa mattina i giudici della Corte d’Assise hanno condannato lo straniero a otto anni e mezzo di reclusione. I suoi avvocati Dominque Bonagura e Claudio Marchisio, però, ritengono che la sentenza sia da rivedere.

“La pena inflitta è ridotta al minimo editale previsto per l’omicidio preterintenzionale – sostengono i legali – E’ stata tolta l’aggravante contestata dal Pm e sono state concesse le attenuanti generiche. Vuol dire che la Corte d’Assise ha riconosciuto che non è stato un pestaggio bieco e gratuito come sembrava all’inizio”.

I due avvocati hanno basato la loro difesa sul principio della legittima difesa. Già in occasione della precedenza udienza in Assiste, i due legali avevano chiesto di riconoscere che il loro assistito aveva tirato un pugno contro la vittima per difendersi e non con la volontà di picchiare.

“La verità processuale ha dimostrato che si debba applicare la scriminante della legittima difesa – aveva detto Bonagura – Gabraje, a differenza di quanto dice il pm, non poteva evitare il pericolo perché quando è sceso dall’auto non era stata esplicitata nessuna ‘sfida’ da parte di Cinco. E’ stato soltanto in un secondo momento, quando gli ha cercato di colpirlo con il boccale, che la vittima ha cambiato registro. Questo ha legittimamente indotto il mio assistito a difendersi da un atteggiamento potenzialmente lesivo. Gabraje ha reagito, ma in quel momento c’era una reale percezione di pericolo”.

E ancora: “Ricordo inoltre che la legittima difesa non va valutata oggi ‘ex post’, ma va valutata ‘ex ante’, ovvero bisogna mettersi nei panni della persona che si è difesa. Quando Gabraje ha tirato il pugno aveva appena schivato un boccale che, oggi, sappiamo essere di plastica, ma sembrava di vetro. In quel momento Cinco, che era un uomo di buona stazza, un uomo che lavorava come elettricista sulle navi e quindi aveva mani abituate a stendere cavi, poteva fare paura. Se si volesse considerare l’esistenza di una sproporzione tra difesa e offesa allora si potrebbe considerare l’eccesso colposo di legittima difesa, ma Gabraje non è un picchiatore e quindi non ha nessuna esperienza”.

Questa mattina, invece, è arrivata la condanna a otto anni e mezzo e al pagamento delle spese legali e a risarcire la parte civile (i giudici hanno fissato una provvisionale di 280 mila euro per ciascuno dei figli di Cinco e di 220 mila euro per la moglie). Ma come detto, i legali difensori sono pronti a proseguire il loro lavoro anche alla luce delle motivazioni della sentenza che sarà depositata entro 90 giorni: “Vedremo cosa scriveranno nelle motivazioni e poi valuteremo come affrontare il processo d’appello”, concludono Dominque Bonagura e Claudio Marchisio.

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