Calcio

L’ultimo saluto al mister che si ispirava a Spalletti

Lo speciale Settore Giovanile del ct Vaniglia

Salvatore Di Costanzo

Del terribile disastro ferroviario avvenuto martedì 12 luglio in Puglia sulla linea Andria-Corato che è costato la vita a 23 persone ignare persone si parlerà ancora a lungo. Un pool di 5 magistrati sta indagando su mandato della procura di Trani per chiarire le cause e le eventuali responsabilità ora che tutte le vittime sono state identificate.

Su quel maledetto binario unico che taglia gli ulivi e la terra rossa bruciata dal sole del Tavoliere viaggiava anche Salvatore Di Costanzo, 56 anni, residente a Bergamo (quartiere Campagnola), di professione agente di commercio. “Dico”, questo il suo soprannome in ambito sportivo, aveva nel cuore una grandissima passione per il calcio ed era molto conosciuto nell’ambiente per essere un buon allenatore (specie di team giovanili).

Come chi scrive, frequentava assiduamente i terreni di gioco della provincia lombarda per seguire tutte le partite ed osservare possibili talenti emergenti e sognava che dalle nidiate a cui si dedicava potesse venir fuori qualche campione. Quel triste giorno (quello dello schianto tremendo) era volato da Orio al serio a Bari per poi spostarsi ad Andria dove era atteso per un importante appuntamento di lavoro presso una ditta di costumi da bagno.

Giunto in stazione era salito sul vagone della Ferrotramviaria Spa e alle 10.45 aveva inviato un sms alla moglie per rassicurarla che tutto procedeva bene. Da quel momento il silenzio, un preoccupante silenzio che ha allarmato il figlio Marco che insieme alla mamma Cinzia, avendo avuto notizia del disastro, sono subito partiti alla sua ricerca. Dopo disperate ore in ogni dove la sconvolgente sorpresa del ritrovamento del corpo dello sfortunato papà nei locali dell’obitorio del Policlinico.

In questi ultimi anni collaborando direttamente con il settore giovanile dell’Atalanta (ad agosto seguirò i loro camp estivi) ho partecipato spesso agli incontri di aggiornamento riservati alle società affiliate alla Dea bergamasca che di norma si svolgono al sabato negli impianti di Zingonia e Limbiate. Questo è il motivo per cui certo di interpretare anche il sentimento dei miei colleghi dell’Aiac di Savona mi unisco al dolore della famiglia e a tutte quelle società dilettantistiche che ho avuto modo di apprezzare in cui “Dico” ha militato nella sua lunga e vittoriosa carriera (Stezzanese, Borsaporto, Verdellinese, Ungheni-Moldavia e Casazza, dove era stato presentato il 2 giugno con grande entusiasmo quale condottiero del prossimo campionato di Promozione: il suo idolo era Luciano Spalletti e si sarebbe ispirato quest’anno alla sua formidabile Roma) e che hanno manifestato tutto il loro cordoglio ad una grande figura sul green e nella vita.

“Ciao Dico. Continuerai da lassù a guardare i ragazzi che crescono sui campi verdi e qui, noi, non ti dimenticheremo!”.

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