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Loano, polemiche sul bilancio 2015. Le minoranze: “Pratica discussa in ritardo nonostante i solleciti del prefetto”

Il termine del 30 aprile non è stato rispettato e così la prefettura ha sollecitato il Comune a provvedere

Loano. I numeri sul calendario più che quelli nella colonna delle entrate e delle uscite. Ieri sera il consiglio comunale di Loano si è riunito per discutere e approvare il rendiconto del bilancio del 2015.

Ad introdurre la pratica è stato il sindaco Luigi Pignocca, che prima di passare ai conti veri e propri ha illustrato la situazione in cui si è trovata a lavorare l’amministrazione comunale uscente (sempre da lui guidata) lo scorso anno.

“In questo ultimo anno è cambiato il sistema contabile degli enti locali. La contabilità armonizzata in vigore dal primo gennaio ha cambiato la metodologia di approccio ai conti. La data di approvazione del bilancio del 30 aprile è stata purtroppo disattesa. Le cause: la più significativa è data dal ritardo con cui i documenti sono stati presentati e restituiti al collegio dei revisori dei conti. Si è ritenuto di convocare la commissione per soddisfare la richieste dalla prefettura, che ci ha sollecitato ad approvare quanto prima il documento”.

Alcune considerazioni: “Per l’ultima volta il bilancio tiene conto del Patto di Stabilità, forma di responsabilizzazione coatta voluta dalla Ue e digerita più che a forza dagli enti locali. Inoltre, abbiamo fatto i conti con i tagli lineari arrivati dal governo centrale. Ma nonostante questo i nostri uffici hanno portato ad un risultato pari a 4 milioni e 600 mila euro. L’avanzo amministrazione è frutto di una sapiente gestione delle dinamiche dei residui e dei fondi di spesa corrente. Nonostante lo scenario difficile, abbiamo raggiunto traguardi importanti come il mantenimento dei servizi per la cittadinanza, l’azzeramento della Tasi”.

A questo punto la parola è passata ai gruppi di minoranza. Il primo a intervenire è stato Paolo Gervasi, capogruppo della lista civica LoaNoi, che più che sui conti ha puntato l’obiettivo sui tempi in cui è stato portato in discussione il bilancio: “Da inesperti e sprovveduti quali siamo stati definiti, siamo rimasti alquanto sorpresi dal fatto di essere stati chiamati a discutere il rendiconto consuntivo per l’anno 2015. Da quel che sapevamo, infatti, questo documento doveva essere approvato entro il 30 aprile di quest’anno. Ci siamo alquanto stupiti del fatto che un’amministrazione che ha fatto della competenza la propria bandiera, si sia dimenticata di approvare nei termini di legge un importante documento quale il rendiconto consuntivo e ciò sia avvenuto nella più assoluta indifferenza e senza alcuna conseguenza”.

Consiglio Comunale Loano

“La normativa stabilisce che il rendiconto della gestione sia deliberato entro il 30 aprile dell’anno successivo dall’organo consiliare, tenuto motivatamente conto della relazione dell’organo di revisione. La proposta è messa a disposizione dei componenti del consiglio comunale consiliare almeno 20 giorni prima della data dell’assemblea. Se il bilancio deve essere approvato entro il 30 aprile, i consiglieri devono ricevere l’incartamento non più tardi del 10 di aprile”.

Ma non finisce qui: “Il Testo Unico per gli Enti Locali dice che i revisori dei conti del Comune hanno almeno 20 giorni di tempo per elaborare il loro parere e questi 20 giorni sono decorrenti dalla data in cui ricevono la documentazione elaborata ed approvata dalla giunta comunale. Allora la giunta avrebbe dovuto trasmettere ai revisori la documentazione al più tardi entro il 21 marzo, se si vogliono rispettare i termini di legge e mettersi al riparo da qualsiasi censura”.

Nel caso di Loano questo non è avvenuto: “La consegna della documentazione ai revisori è datata 7 aprile mentre l’approvazione da parte della giunta comunale della relazione illustrativa alla bozza di rendiconto 2015 è dell’8 aprile”.

Ciò ha esposto il Comune a un rischio: “Esiste un rischio – ha confermato Gervasi – che è quello dello scioglimento del consiglio comunale e del conseguente commissariamento in caso di mancato rispetto delle tempistiche normative. La prefettura ha notato questa scadenza non rispettata e il 14 aprile e il 18 maggio ha inviato due richiami. Il 27 maggio, invece, ha emesso il provvedimento da notificare ai consiglieri per l’approvazione del rendiconto entro 20 giorni dalla notifica”.

Gervasi ricorda che “il bilancio preventivo è stato approvato nei termini perché le elezioni amministrative incombevano”, mentre il rendiconto ben oltre i termini: “Ma non è che avete concentrato tutte le attenzioni sull’approvazione del bilancio preventivo 2016 per le finalità che immaginiamo (elettorali) in spregio al rispetto delle regole che dovrebbero essere alla base dell’azione amministrativa?”

Insomma, Gervasi si chiede se il bilancio di previsione non sia stato approvato “così in fretta” per permettere all’amministrazione di poter lavorare a pieno ritmo (e non in regime di “dodicesimi”, cosa che limita le possibilità di spesa del Comune) anche “in vista della campagna elettorale” per le amministrative.

Giulia Tassara Pd Loano

Di altro tono è stato l’intervento di Giulia Tassara del Pd, che sospetta che il sindaco abbia “sottaciuto” agli altri consiglieri comunali la comunicazione con cui la prefettura invitava il Comune ad approvare quanto prima il rendiconto di bilancio: “Il sindaco ha fornito alcune giustificazioni per spiegare i ritardi con cui è stato approvato questo bilancio. Tra questi si cita il provvedimento con cui il prefetto contesta il forte ritardo con cui si approva il rendiconto e diffida il Comune ad approvarlo entro 20 giorni pena il commissariamento dell’amministrazione. L’atto è datato 25 maggio, una data a pochi giorni dalle elezioni. Questo documento è stato notificato solo dieci giorni dopo le consultazioni. Moralmente, da consigliere comunale mi aspettavo che questo atto fosse notificato indipendentemente dal fatto che si fosse in campagna elettorale, a pochi giorni dal voto. Abbiamo dovuto aspettare la fine delle elezioni per aspettare di vedere questo atto. Il sindaco deve assumersi la responsabilità politica di questo ritardo perché altrimenti ‘mi imbrusco’, mi arrabbio. E’ una cosa gravissima. Non abbiamo l’anello al naso. Questo atto doveva essere notificato ai consiglieri e questo non è avvenuto. La minoranza non ne era a conoscenza. Dubito che chi si è candidato col sindaco fosse a conoscenza di questo provvedimento”.

Il primo consiglio del Pignocca Bis

Daniele Oliva, di LoaNoi, ha puntato l’obiettivo sui numeri del bilancio: “Leggendo il rendiconto si capisce come voi nella vecchia amministrazione, abbiate trascurato voci importanti, che meriterebbero ben altra considerazione e che, se le mettiamo a confronto con il vostro programma attuale, si capisce, tanto per cambiare, che siete in ritardo di 5 anni. Alcuni esempi: zero investimenti per la valorizzazione dei beni di interesse storico; zero investimenti per l’edilizia residenziale pubblica e locale e piani economico popolare (però abbiamo saldato il famoso Puc per 118 mila euro anche se giace da 5 anni nel cassetto e di cui ancora ora non sappiamo nulla, ma sarà nostra intenzione futura capirne la sua storia); zero investimenti nelle politiche per il lavoro e la formazione professionale, zero investimenti in agricoltura e politiche agroalimentare e pesca”.

“Vorremmo conoscere le linee politiche dell’amministrazione Pignocca, che hanno portato a non investire su aspetti importanti, come quelli appena elencati ed in compenso hanno portato a rinunciare all’esigibilità dei crediti attivi. Signor sindaco – ha aggiunto Oliva – la nostra speranza è di avere delle risposte. L’aspetto che ci rattrista di più è questo: per 5 anni vi siete lamentati che non c’erano nemmeno i soldi per acquistare un sacco di cemento. Non c’è stato un minimo di manutenzione ed ora Loano è in queste condizioni. Per favore evitate di dire che noi non amiamo Loano, perché se così fosse, avremmo votato senza nemmeno guardare tutta la documentazione di questo resoconto, visto che si riferiva all’amministrazione passata. Proprio perché amiamo Loano ci siamo permessi di fare notare alcuni aspetti: valutando dove si possono recuperare i crediti, per utilizzarli per migliorare il nostro paese”.

Consiglio Comunale Loano

Pignocca ha risposto: “E’ prassi consolidata che il rispetto del 30 aprile sia anche solo per la sola convocazione del consiglio. L’anno scorso aver sforato di quattro giorni non portò alcun tipo di ‘ripresa’ da parte della prefettura. Ma non è la sola prefettura che ci deve dire che dobbiamo fare un atto. Ci sono i consiglieri di maggioranza e minoranza, che conoscono tempi e scadenze. Nessuno mi ha mandato solleciti sul rendiconto. Parlando del bilancio, le cose sarebbero andate diversamente ci fosse stata maggior collaborazione da parte dei revisori dei conti, che hanno fatto tutte le richieste che erano tenuti a fare. Il parere dei revisori è arrivato in una data che comunque non ci avrebbe permesso di andare in approvazione prima delle elezioni. Al di là di questo, abbiamo fatto tutti gli atti necessari per poter avere un rendiconto che, se non ci fossero state le elezioni, sarebbe arrivato nei tempi richiesti dalla prefettura. Io mi assumo tutte le responsabilità come ho sempre fatto. Non c’è nessun motivo per cui abbiamo tenuto nel cassetto il provvedimento. Io credo che il rendiconto di quest’anno sia importante perché segna un momento di passaggio rispetto a quello che dovremo fare”.

Tassara ha ribattuto: “Mi fa ridere che il sindaco chieda aiuto ai consiglieri. Ha un segretario, una struttura, un assessore al bilancio, manca solo la badante. Il fatto è che sotto elezioni si è fatta una scelta non corretta che ci ha offeso”.

Gervasi ha proseguito: “Il sindaco dice che ha fatto tutti gli atti necessari all’approvazione del bilancio, ma secondo me il ritardo non è dovuto al fatto che i revisori si sono presi il tempo necessario, ma alla giunta comunale, che non ha consegnato i documenti nei tempi necessari”.

Il bilancio è passato con il solo voto favorevole della maggioranza.

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