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Crisi Bombardier, le reazioni di Rifondazione Comunista e Savona Arancione

La notizia dei tagli al personale ha mandato su tutte le furie lavoratori e sindacati e non solo loro

Vado Ligure. Ha scatenato la reazione indignata di molti partiti e movimenti politici l’annunciata decisione di Bombardier di tagliare il personale attualmente in forze allo stabilimento di Vado Ligure. Una scelta che ha mandato su tutte le furie lavoratori e sindacati e, come detto, non solo loro.

“La situazione dello stabilimento vadese di Bombardier Transportation Italy assume in questi giorni contorni sempre più inquietanti e ancora una volta il peso delle scelte aziendali ricade interamente sulle spalle dei lavoratori e della lavoratrici dell’azienda – dice Fabrizio Ferraro, segretario provinciale di Rifondazione Comunista – La mancata commessa da 4,5 miliardi di euro per la produzione dei convogli regionali del progetto Omneo non è responsabilità degli operai, bensì dell’azienda, che negli ultimi tempi ha perso tutte e tre le gare per progetti di produzione alle quali aveva partecipato. La stessa azienda, pur considerando la stabilimento di Vado Ligure strategico, vuole ridurre i costi aziendali attraverso il licenziamento di circa il 50 per cento della forza lavoro, sostenendo che questa sia l’unica strada per poter salvare il sito industriale”.

“Tutto questo è decisamente inaccettabile. Non si può continuare a pensare che la vita delle persone possa essere considerata come un costo aziendale facilmente cancellabile. Inoltre la cancellazione della metà dei posti di lavoro non rientra assolutamente in una strategia di rilancio industriale, ma significherebbe un primo passo verso la chiusura della stabilimento sul medio periodo. Considerando la situazione lavorativa drammatica della nostra Provincia, il quadro diventa decisamente insostenibile”.

Per Ferraro “è necessario reinvestire una parte degli utili accumulati in questi anni dall’azienda per abbassare i costi produttivi senza arrivare ai licenziamenti collettivi. I patti presi da Bombardier con i sindacati devono essere rispettati, e non trasformarsi in una ricerca continua di aree europee a basso costo di lavoro”:

“Rifondazione Comunista è al fianco dei lavoratori e delle lavoratrici di Bombardier, e chiede che in proposito intervenga urgentemente la Regione e il ministero dello sviluppo economico affinché si possa trovare una soluzione che tuteli tutte quelle persone che in queste ore rischiano di perdere il loro lavoro, tutelando le loro aspettative”.

Ben “diverso” il punto di vista di Savona Arancione: “Non vogliamo esprimere solidarietà ai lavoratori della Bombardier – dicono i suoi rappresentanti – Non è di vuote parole che c’è bisogno, ma di impegno forte, di lavoro, di futuro. Oggi, nell’assordante silenzio delle istituzioni, è andato in onda quello che rischia di essere l’ultimo atto di una vicenda triste, se non arriveranno risposte chiare e positive dall’azienda. Il fatto che la multinazionale abbia rifiutato la proposta dei sindacati di accedere ad ammortizzatori sociali solo in presenza di un piano industriale di rilancio dell’attività è un chiaro segnale della volontà di portare a compimento la dismissione di una eccellenza del nostro territorio”.

Non siamo dinanzi ad una industria desueta, inquinante, o inefficiente. Al contrario, si tratta di un’industria i cui lavoratori sono portatori di professionalità riconosciute a livello mondiale e portatori di un elevatissimo know how che hanno consentito all’azienda di chiudere sempre i bilanci con un importante attivo. Siamo di fronte a scelte aziendali fatte a tavolino per privilegiare stabilimenti diversi da quello vadese, dopo averlo sfruttato ed investito gli utili altrove, anche fuori dal nostro Paese. Un atteggiamento che già abbiamo vissuto in Italia ad opera di multinazionali che, dopo aver spremuto il limone, abbandonano il territorio alla ricerca di più facili guadagni”.

Il Governo deve intervenire per evitare questa ulteriore beffa ai lavoratori ed alle famiglie, che dalle scelte aziendali dipendono, ed un danno all’economia savonese, già pesantemente colpita. Per parte nostra non possiamo che augurarci una soluzione positiva della vertenza, impegnandoci ad attivare tutti i nostri canali per aiutare i lavoratori in lotta in questo difficile momento ed invitando i partiti politici, le istituzioni locali, i cittadini a stringersi attorno ai lavoratori ed alle loro rappresentanze sindacali per impedire i licenziamenti già annunciati e rilanciare l’attività produttiva di Bombardier”.

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