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Bombardier non sospende i licenziamenti ma valuta una nuova cassa integrazione fotogallery

Lo annunciano i sindacati: lunedì vertice tra azienda e Ministero del Lavoro per concordare una cassa straordinaria dal 22 agosto

Vado Ligure. “L’azienda ha garantito di essere interessato a mantenere la presenza su Vado e ha accettato di verificare se ci sono strade alternative ai licenziamenti”. Lo annuncia Andrea Mandraccia, neo segretario di Fiom Cgil, al termine dell’assemblea in cui i sindacati hanno relazionato i lavoratori di Bombardier in merito all’esito dell’incontro di ieri a Roma presso il Ministero dello Sviluppo Economico.

bombardier

Notizie parzialmente positive, dunque: se da un lato la procedura di mobilità per 106 lavoratori non viene ritirata o sospesa, dall’altro Bombardier ha accettato di valutare l’impiego della cassa integrazione straordinaria a partire dal 22 agosto, giorno in cui scadranno quelle in deroga. Una “fumata grigia” sulla quale, ieri, nulla era trapelato al termine dell’incontro: “Abbiamo preferito fare prima l’assemblea coi lavoratori, data la delicatezza della situazione e di questa vertenza che stiamo affrontando – spiega Mandraccia – E’ stato un incontro interlocutorio però con degli spiragli: la richiesta, a fronte delle dichiarazioni del gruppo che vuole provare a mantenere la presenza su Vado, è quella di verificare se c’è una strada alternativa rispetto alla procedura di mobilità aperta giovedì scorso con 106 licenziamenti. Per prima cosa noi quindi chiediamo la verifica su un ammortizzatore sociale di tipo conservativo in questo caso la cassa integrazione straordinaria che dovrebbe subentrare dal 22 agosto in poi perché fino a quella data c’è quella in deroga”.

“L’azienda, senza ritirare né sospendere la procedura di mobilità, in ogni caso si è impegnata a fare la verifica con il Ministero del lavoro – annuncia il sindacalista – Lunedì ci sarà a Roma un incontro tecnico in quella sede per verificare la fattibilità di questo percorso, e a questo punto l’esame congiunto della procedura di mobilità, che era già stato fissato per mercoledì 3 in Unione Industriali, slitta visto che c’è una novità in campo. Ci riaggiorneremo, possibilmente prima del 5 agosto, al Ministero dello Sviluppo Economico al quale va il nostro plauso per il lavoro svolto sia dal viceministro Bellanova che dal dirigente Castano”.

Il clima tra i lavoratori, in ogni caso, resta abbastanza teso. “Quando si iniziano dei percorsi bisogna seguirli in maniera coerente – ammonisce Lorenzo Ferraro di Cgil – e non uscire con delle sparate che possono generare caos. Qui si è deciso di andare a vedere tutte le possibilità di mantenere il sito di Vado Ligure presente sul territorio, e possibilmente coi livelli di occupazione attuali e con investimenti da parte del gruppo. Il percorso va avanti, gli spiragli ci sono e valuteremo strada facendo. L’incontro di ieri è stato positivo”.

“Qua siamo di fronte ad una situazione industriale complicata – prosegue il sindacalista – e tutte le polemiche innescate nei giorni scorsi credo vadano smorzate”. Sotto accusa da parte di alcuni dipendenti gli aumenti concessi ad alcuni lavoratori negli scorsi giorni: “Il fatto che ci siano stati degli aumenti è semplicemente il frutto della contrattazione di secondo livello molto ben svolta dalle segreterie provinciali e dalle Rsu, che ha messo nelle condizioni qualche lavoratore di prendere due spiccioli in più che erano dovuti e previsti. Se poi qualcuno pensa che, a fronte di una situazione industriale di un certo tipo, non pagare degli scatti o non cambiare la macchina di un dirigente possa cambiare l’esito di una situazione industriale credo che stia commettendo un errore. Credo che l’assemblea di oggi ci abbia offerto segnali da parte di lavoratori molto attenti, molto preparati, molto competenti e che, tutti assieme, sapranno portare a casa risultati molto importanti”.

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