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Tirreno Power, Rsu: “Ora l’alternativa”. Toti: “Passo verso il futuro” fotogallery video

Ecco le reazioni alla dismissione del carbone decisa dai vertici di Tirreno Power

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Vado Ligure. “In parte ce lo aspettavamo, vista l’aria che tirava…Certamente la decisione del Cda di Tirreno Power e la dismissione del carbone non è una buona notizia, ma se questo Paese vuole cambiare indirizzi energetici allora si trovi una valida alternativa per il sito vadese: occorre lavorare per una riqualificazione industriale che possa salvaguardare i posti di lavoro”. Questo il commento della Rsu sindacale di Tirreno Power dopo l’annuncio dell’azienda per la ormai ex centrale a carbone di Vado Ligure.

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“A questo punto la vertenza stringe ancora di più e dall’incontro con il ministro Calenda il prossimo 9 giugno si dovrà iniziare un percorso nuovo che possa assicurare un sito produttivo nelle aree di Vado Ligure” aggiunge.

“Quella del carbone una battaglia persa? Forse sì, ma ora bisogna vincere la guerra…”: mantenere i posti di lavoro e garantire adeguate tutele ai lavoratori nel difficile momento di transizione”.
“L’importante è che le aree restino ad uso produttivo e industriale, magari pensare ad un polo di innovazione tecnologica nel campo dell’energia e attrarre nuovi investimenti, anche pubblici. Certamente noi proseguiremo la nostra battaglia per non lasciare morire un’altra realtà industriale da oltre 1.000 posti di lavoro” conclude l’Rsu.

“La dismissione del carbone fa parte del piano energetico nazionale, serve rendere compatibile questa dismissione con la salvaguardia dei posti di lavoro: valuteremo l’incontro con il ministro Calenda e vedremo anche il piano e le indicazioni che presenterà l’azienda” dice il governatore della Regione Liguria Giovanni Toti.

“E’ un passo verso il futuro che va gestito, non sarà semplice e deve essere seguito anche dal Governo: tuttavia la strada stracciata possa salvare l’occupazione, mantenendo un sito industriale a Vado Ligure, in un territorio che non si può certo premettere così tanti lavoratori lasciati a casa” conclude Toti.

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