Il caso

Spiaggia di Alassio e “falsi divieti”, Assobagni marini: “La sorveglianza la garantiamo noi”

Ernesto Schivo: "I cartelli bianchi del Comune rispettano l'ordinanza balneare"

Ernesto Schivo, Bagni Marini Alassio

Alassio. “Sta al buon senso di noi concessionari operare comunque per garantire la sicurezza di tutti coloro che frequentano le nostre spiagge, nonostante le situazioni non certo favorevoli”. Interviene il presidente dell’Associazione Bagni Marini Ernesto Schivo dopo la polemica dei falsi cartelli di divieto di balneazione apparsi ieri mattina sulla spiaggia di Alassio.

Ma sono anche apparsi cartelli bianchi su fondo giallo con timbro del Comune che indicavano la balneazione non sicura in riferimento appunto ai tratti di spiaggia pertinenti alle Sla. “I cartelli con l’indicazione divieto di balneazione sono appunto cartelli falsi posti da soggetti non identificati ma non dal Comune – precisa Ernesto Schivo – I cartelli bianchi con l’indicazione di balneazione non sicura sono stati posizionati dal Comune nel rispetto di quanto indicato dall’ordinanza balneare di sicurezza n.37/2015 emessa dal Circomare Alassio Loano art. 9 balneazione non sicura art.11 segnaletica di sicurezza. (va precisato che i tratti di litorale ove esiste la balneazione non sicura sono tra gli altri i tratti di litorale privi di servizio di salvamento)”.

Lo stesso Schivo ricorda che “l’ordinanza balneare prevede al Capo III le indicazioni riferite all’esecuzione del servizio di salvataggio che all’Art.19 è indicato come obbligatorio per ogni struttura balneare in concessione (le sla sono strutture balneari in concessione al Comune) e la cui corretta organizzazione è obbligo specifico del concessionario. Va infine precisato che è data la possibilità di coprire il tratto minimo di sorveglianza pari a ml.80 attraverso consorzi tra le strutture balneari che operano lungo quegli 80 metri e quindi va ricordato che qualora la sla in oggi non ancora assegnata si trovasse all’interno di un consorzio saraà comunque obbligo dei consorziati effettuare il servizio di salvataggio mentre se la sla si trovasse al di fuori dell’eventuale consorzio (ovvero ad uno dei due estremi) a questo punto non ci sarebbe alcun obbligo da parte dei concessionari partecipanti a quel consorzio di operare la sorveglianza anche per il fronte pertinente alla Sla”.

Ma lo stesso presidente dell’Associazione Bagni Marini evidenzia appunto che “sta al buon senso di noi concessionari operare comunque per garantire la sicurezza di tutti coloro che frequentano le nostre spiagge, nonostante le situazioni non certo favorevoli”.

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