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Il savonese come area di crisi complessa: il Governo apre alle richieste del territorio foto

La giunta regionale dovrà produrre una delibera per richiedere ufficialmente il riconoscimento. Rixi: "Importante non perdere tempo, non si può sbagliare"

Provincia. Si è concluso con un’apertura che lascia spazio alla speranza il tavolo tenutosi oggi a Roma, al ministero per lo sviluppo economico, relativo alla richiesta di apertura dello stato di area di crisi complessa per la provincia di Savona.

Al vertice hanno partecipato i rappresentanti del governo (tra i quali il vice ministro Teresa Bellanova), i rappresentanti delle aziende savonesi maggiormente in crisi (Tirreno Power, Bombardier e Piaggio) e Provincia, Regione insieme ai vertici dell’Unione Industriali e dell’Autorità Portuale di Savona.

Le “parti savonesi” hanno sottoposto all’attenzione del governo il documento sottoscritto ieri da tutti i primi cittadini che compongono l’assemblea dei sindaci della Provincia di Savona e cioè la richiesta ufficiale del riconoscimento dello stato di area di crisi complessa. Al termine dell’incontro il Mise e il governo hanno accettato la richiesta e ha chiesto a sua volta alla Regione di produrre una delibera di giunta che “ufficializzi” tale richiesta. La delibera dovrà poi essere invita al Mise per l’accoglimento e l’apertura ufficiale dell’iter burocratico necessario al riconoscimento dello stato di crisi.

“Siamo arrivati al tavolo con una certa titubanza – spiega il presidente della Provincia Monica Giuliano – Eravamo preoccupati del fatto che il governo potesse non accogliere questa istanza presentata dall’assemblea dei sindaci. Invece non è stato così”.

Il segretario provinciale della Cgil Giulia Stella specifica meglio: “Il riconoscimento di questo stato di area di crisi complessa ci darà la possibilità di avere investimenti pubblici e privati e facilitazioni rispetto alle condizioni del lavoro, la rivalutazione e la riconversione dei siti industriali e tutto ciò che è a corollario di un progetto che stava andando avanti e che mai come ora è necessario”.

Monica Giuliano

Secondo il numero uno di Palazzo Nervi, il risultato è il frutto dell’unità: “Il lavoro fatto dal territorio e dai lavoratori delle aziende ha dato un impulso diverso a questo incontro e ha fatto maturare una differente posizione da parte del governo. L’apertura di oggi è un fatto importantissimo: fino a ieri questo passaggio non era per nulla scontato. Credo che ciò sia dovuto al fatto che la richiesta è arrivata da un territorio unito e non da un solo soggetto. Al di là della presenza della Regione, era un’istanza forte delle comunità locali. L’impronta principale l’hanno data i sindaci. Il contorno l’hanno fatto le rappresentanze sindacali e le altre istituzioni. Si è dato il segnale di una provincia che lavora in modo unitario e condiviso. Il messaggio è arrivato in modo molto forte ed è quello che ci voleva”.

“Ora si apre un cammino non semplice, ma avere il riconoscimento di area di crisi significa poter mettere in piedi gli strumenti economici, finanziari e strutturali che altrimenti sarebbe impossibile avere. Si tratta di una grande opportunità. Ora aspettiamo che la Regione produca la delibera nel minor tempo possibile. Noi, intanto, lavoreremo in modo unitario all’accordo di programma che sarà da complemento. Oggi si è aperta una porta interessante”.

Insomma, Monica Giuliano è soddisfatta: “Il risultato non era per nulla scontato. Ci siamo presentati al Mise dopo una serie di confronti che la Regione aveva già avuto con vari esponenti del governo. Noi ci siamo andati con una istanza precisa. Siamo entrati nel merito, con la richiesta di attivazione dello stato di area di crisi per il savonese. Questo è l’unico strumento che ci permetterà di avere una serie di elementi finanziari e strutturali. Questo è stato chiesto e la risposta è stata positiva”.

giulia stella

Meno “lieta” la Cgil: “Come sindacato abbiamo constatato la volontà di riapertura – fa notare Giulia Stella – ma soddisfazione non è forse il termine giusto. Ciò che ci eravamo prefissi era riaprire una porta sull’area di crisi e questa porta si è riaperta. Sull’area di crisi la prima mossa spetta ora alla Regione che deve disporre la delibera di giunta (ci è stato detto entro due settimane). Tutti devono fare la loro parte: il territorio, i sindacati, le organizzazioni di categoria, la Provincia l’hanno fatto. Ora la Regione ci deve mettere il suo contributo. Speriamo di portare a casa dei risultati, perché il territorio ne ha bisogno. Se questa cosa non si farà, i sindacati metteranno in atto iniziative sempre più evidenti per catalizzare l’attenzione della politica su questo tema”.

edoardo rixi

“L’unità territoriale ha aperto spiraglio, ma sarà molto difficile ottenere lo stato di aria di crisi – commenta l’assessore regionale allo sviluppo economico Edoardo Rixi – Siamo uniti e siamo in grado di presentare un progetto entro 10 giorni. Adesso l’importante è non perdere tempo, per questo tra domani e lunedì gli uffici della Regione di concerto con quelli del ministero formalizzeranno il percorso”.

“Non possiamo permetterci di sbagliare, ma il lavoro dovrà essere rigoroso e preciso per arrivare  a deliberare l’accordo entro 2 settimane. A questo punto toccherà al Governo dare il suo assenso. Non è facile ma possiamo farcela”, conclude Rixi.

Per quanto riguarda invece le singole vertenze, il Mise ha intenzione di aprire un tavolo ad hoc per ciascuna azienda (Piaggio, Bombardier e Tirreno Power).

“Ogni vicenda ha una propria specificità che va discussa in separata sede – dice ancora Giuliano – Il lavoro più grande è quello che riguarda l’area di crisi complessa”.

“Il calendario degli incontri non è ancora stato fissato – precisa Stella – Ma a breve si inizierà a lavorare sui tavoli aziendali. La vice ministro Bellanova ha fatto sapere che convocherà le aziende al Mise”.

anna giacobbe

L’onorevole Anna Giacobbe così commenta l’esito dell’incontro di oggi: “Ho incontrato i nostri amministratori e le forze sociali all’uscita dall’incontro al Mise. La delegazione savonese ha trovato grande serietà e disponibilità nel ministero, in particolare nella vice ministra Bellanova. Il governo riconosce la difficoltà nella quale versa il nostro territorio. Ora la giunta regionale ligure ha le responsabilità di avviare la procedura per verificare le condizioni per il riconoscimento dell’area di crisi complessa, presentando l’istanza al Mise. Si manterranno aperti i tavoli per le tre vicende industriali di Tirreno Power, Piaggio e Bombardier, sedi nelle quali le aziende dovranno assumersi gli impegni che loro competono”.

“È un approccio sostanzialmente positivo. Credo invece non sia sufficientemente chiaro ancora che l’uscita dalla produzione di energia con il carbone, al di là delle innegabili responsabilità della azienda, apre una questione, non solo locale, di riconversione produttiva e di risanamento e riutilizzo delle aree. È stato un primo passo importante. Ora si tratta di seguire con attenzione tutti i passaggi che ci attendono”.

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