La prevenzione

Non vi saranno rinforzi di poliziotti per l’estate calda in Riviera

Per il commissariato di Alassio era stata avanzata l'ipotesi di un trasferimento ad Albenga

polizia

Alassio. “Non ci saranno rinforzi per il commissariato di polizia di Alassio, ma nemmeno per la questura di Savona”. La notizia era nell’aria, ma ora arriva la conferma da parte di Roberto Frumento, segretario provinciale del Sap, il sindacato autonomo di polizia che ha interessato della questione anche la prefettura. “Savona area periferica calda, ma evidentemente non importante per il Dipartimento di pubblica sicurezza – sottolinea Roberto Frumento – Eppure la Riviera, questo è evidente, in estate diventa una zona molto frequentata dai turisti e purtroppo non solo da loro”.

Frumento non vuole fare allarmismi, ma spiega apertamente che l’attività andrebbe potenziata. “I controlli ci sono, ma in questo periodo andrebbero rinforzati gli uomini da mettere in campo – dice il sindacalista – Non solo perché dobbiamo affrontare l’estate, ora più che mai c’è un evidente problema di sicurezza dovuto anche alla questione dei migranti che soggiornano in provincia o che da qui passano per raggiungere il confine. Occorrerebbe un servizio di “intelligence” con uomini su tutta la Riviera per un controllo ancor più attento e incisivo di questi flussi migratori e ovviamente questa attività potrebbe avrebbe importanti ricadute anche nella gestione della sicurezza nel territorio e nella tutela di chi ci vive o chi vi soggiorna”.

Dall’altra sponda, almeno per Alassio, arriveranno forse alcuni allievi dell’Arma dei Carabinieri, ma solo per i mesi di luglio e agosto. E i cittadini auspicano davvero che questo rinforzo di militari possa essere sufficiente perchè i furti nei negozi, per esempio, hanno generato un po’ di allarmismo.

Storia diversa per il commissariato di polizia: ha pochi uomini ed una sede vecchia ed insufficiente. Nei mesi scorsi si parlava addirittura di un ipotetico trasferimento ad Albenga. L’idea risale in realtà all’epoca del questore Santoro, che quando si parlava d chiudere il presidio di Alassio aveva segretamente rilanciato co una relazione interna in cui proponeva lo spostamento sotto le torri, realizzando però una struttura più ampia sia dal punto di vista logistico che sotto il profilo degli uomini disponibili.

Ora che c’è la promessa di mantenere aperto il commissariato, ecco che si pone un altro problema. “Ci sono però agenti impegnati nelle pattuglie che hanno 50 o 55 anni, e si fatica ad ottenere i rimpiazzi di chi va in pensione, e di questo passo il rischio è che il presidio si svuoti in pochi anni – così diceva Gianluca Pitzalis, segretario provinciale Siulp -. La necessità di nuovi uomini è fisiologica, anzi sarebbe una luce in fondo al tunnel. Quanto alla sede è chiaro che è ormai piuttosto vecchia. Quando è nato il commissariato la realtà non era certo quella di oggi. Se il commissariato diventasse di Albenga e Alassio, con gli uomini per mettere sul campo due volanti e di avere squadra di polizia giudiziaria più consistente, potremmo essere davvero ancora più efficaci”.

I sindaci interessati dal trasloco mantengono una certa cautela, ma al momento nessuno alza le barricate. Per gli amministratori comunali locali l’obiettivo principale resta l’incremento della presenza delle forze dell’ordine ad Albenga e nel comprensorio, ma il Dipartimento della pubblica sicurezza, per ora, ha risposto “no”.

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